Lucy, Charlie Brown e un pallone: una storia durata 50 anni

Tra tutti i tormentoni messi su carta da Charles Schulz in 50 anni di strip dei Peanuts ce n’è stato uno particolarmente duraturo e tenace: quello di Lucy che toglie il pallone da football a Charlie Brown. La gag la conosciamo tutti: lei tiene con due dita la palla, lui prende la rincorsa tutto convinto, si sbilancia e – Augh! Wham! – piomba di botto a terra battendo la schiena. Lucy, ancora una volta, ha tolto il pallone all’ultimo momento, come aveva fatto l’anno prima e quello prima ancora.

In mezzo secolo di strip questa scena si è ripetuta, con qualche variazione, ben 45 volte. La prima fu il 14 novembre del 1951, all’inizio del secondo anno di pubblicazione. In quel caso la colpevole non fu Lucy, che non era ancora comparsa all’interno della striscia, ma Violet, spaventata che Charlie Brown potesse calciarle la mano.

L’ultima uscì invece il 24 ottobre 1999. Schulz, forse già convinto di ritirarsi alla fine dell’anno, decise di chiudere la sequenza con un passaggio di testimone, da Lucy al fratellino Replica, incaricato di tenere – e togliere – il pallone. La tavola si chiude con un’ambiguità: l’azione avviene fuori campo, e i lettori e Lucy non sapranno mai se Charlie Brown ha colpito la palla.

Anno dopo anno, Schulz utilizzò quel vero e proprio atto reiterato di bullismo per approfondire i caratteri dei suoi due personaggi, mettendo in luce la crudeltà di Lucy e la cieca fiducia nell’umanità di Charlie Brown. I ragazzini sono ben consci di essere all’interno di un ciclo continuo, di una routine, e dopo un paio di occasioni la ripetitività del gesto diventò già parte integrante della gag.

Ogni tanto Schulz si domandava se non fosse il caso di far vincere Charlie Brown, ma non lo fece mai. Nella puntata della serie American Masters dedicata al fumettista è riportata un’intervista del 1999, in cui, appena dopo il suo ritiro, confida ad Al Roker di esserne un po’ pentito. «All’improvviso ho pensato: “Sai, quel povero, povero bambino non è mai riuscito a calciare il pallone. Che colpo basso: non ha mai avuto la possibilità di calciare il pallone”».

Per mostrare cos’è cambiato e cos’è rimasto di una stessa battuta ripetuta per 50 anni, ne abbiamo selezionato 17 ricorrenze, modulazioni di un tema che ha suonato ininterrottamente per tutta la storia dei Peanuts.

La prima volta, 14 novembre 1951

La prima persona a togliere il pallone dai piedi di Charlie Brown non fu Lucy ma Violet, personaggio molto presente nei primi anni della strip e destinata pian piano a scomparire.

Tormento domenicale, 16 novembre 1952

Già dall’anno successivo, da quando è Lucy la coprotagonista della gag, quello con il pallone diventa un appuntamento fisso di una domenica d’autunno. Schulz può così sfruttare le dimensioni di una tavola domenicale, maggiori rispetto a quelle di una strip e più adatte a gag slapstick.

Menzogne, 16 dicembre 1956

Un tema ricorrente della running gag sono le bugie che Lucy propina a Charlie Brown: promesse non mantenute, giuramenti infranti…

Un modello morale, 21 settembre 1958

Charlie Brown crede alle menzogne di Lucy, ogni anno è ingannato e ogni anno torna a darle fiducia. La sua fede nel genere umano è impressionante: il bambino con la testa tonda, ci dice Schulz, è davvero una persona buona, sincera, che vuole vedere il buono anche nel peggiore dei suoi aguzzini.

Fede, 4 ottobre 1959

Se la fede di Charlie Brown ogni tanto tentenna, è Lucy a ricordargli che lui crede nella bontà degli esseri umani, fregandolo così un’altra volta. In questa tavola Schulz ci mostra la crudeltà profonda della bambina, che sfrutta consapevolmente la bontà d’animo dell’amico contro di lui.

Gioco di astuzie, 10 settembre 1961

Quella tra Charlie Brown e Lucy a volte prende la forma di un vero e proprio duello, con finte e controfinte. Inutile dire chi dei due è destinato a perdere sempre.

Fanatismo, 17 ottobre 1965

In questa striscia è interessante che Lucy ammetta di essere una fanatica, di essere dipendente dal suo gesto annuale di bullismo. Non solo quindi prova piacere nel torturare l’amico, ma si sente anche costretta a farlo da una spinta interiore.

Bibbia e pessimismo, 11 ottobre 1970

Non è raro che Schulz inserisca passi biblici nelle sue vignette. Charlie Brown sulla pedana del lanciatore è stato ad esempio paragonato a Giobbe sul mucchio di cenere, anche per la capacità di sopportazione delle tragedie che accomuna i due personaggi.

Attivismo, 26 settembre 1971

Lucy porta spesso avanti istanze femministe, e così fa in questa tavola. Anche se in questo caso il suo gesto sembra al solito gratuito, una scusa per infierire ancora su Charlie Brown che tutto è tranne un rappresentante di un patriarcato opprimente.

Bluff e controbluff, 12 settembre 1976

Viene da domandarsi se in questo caso Charlie Brown sia caduto nella trappola di Lucy e abbia pensato a un suo bluff oppure semplicemente se non abbia accettato passivamente la tortura.

Colpo di scena, 1-2-3 agosto 1979

In una sequenza di strisce quotidiane, Charlie Brown va da Lucy a riscuotere un debito: lei aveva promesso che, se lui fosse uscito dall’ospedale, lei gli avrebbe lasciato calciare il pallone.

Simbolismo, 10 ottobre 1982

La domanda che si pone Charlie Brown è la stessa di molti lettori dei Peanuts, se dietro le strisce c’è un secondo significato, se sono rappresentazioni umoristiche di tipi umani o addirittura allegorie di qualcosa di più alto.

Rifiuto, 16 ottobre 1983

Ebbene sì, una volta Charlie Brown si è rifiutato di calciare il pallone. È stata forse la volta in cui Schulz si è dimostrato più crudele con la sua creatura…

Routine, 23 ottobre 1988

Che l’abitudine sia la tomba della passione è cosa detta e stradetta. Interessante che funzioni così anche per Lucy e la sua mania.

Quella giusta, 31 luglio – 6 agosto 1990

Un’altra sequenza di strisce giornaliere mostra il disorientamento di Charlie Brown davanti alla proposta sincera di Peggy Jean, ragazzina sinceramente innamorata di lui, di tenergli il pallone. I danni che può fare Lucy anche senza essere presente…

Simbolismo parte 2, 20 ottobre 1996

Quasi una risposta alla tavola di 14 anni prima, in cui Schulz sembra dirci che no, non ci sono doppie letture dei suoi fumetti. Sotto sotto c’è solo la realtà.

La fine, 24 ottobre 1999

L’ultima gag del pallone. Al gesto iconico si sostituisce il silenzio, in un passaggio di testimone che non dà (forse) i risultati sperati da Lucy. Manca oltre un mese all’ictus che convincerà Schulz a ritirarsi e quasi quattro alla sua morte, ma questa tavola sembra già un po’ un addio.

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