Com’è nato il poster di Lucca Comics & Games 2020. Intervista a Recchioni e Vietina

Il poster di Lucca Comics & Games di quest’anno, diversamente dal solito, non è uno solo: sono decine, anzi centinaia. Pensato più come un template che come un’immagine definita, in modo da stimolare con una call to action l’interazione col pubblico appassionato di illustrazione, è un progetto “partecipativo” voluto dall’organizzazione e curato dal fumettista Roberto Recchioni. Il festival ha commissionato 11 interpretazioni iniziali ad alcune grandi firme del fumetto italiano, con le quali accendere la scintilla. Ma il grosso del risultato, ovvero un numero di gran lunga più elevato di poster, è arrivato dal basso, come risposta del pubblico alla chiamata del festival.

Il template del poster di Lucca Comics & Games 2020 pensato da Roberto Recchioni

I primi 11 “Dreamers” sono stati Gigi Cavenago, Fumettibrutti, Fraffrog, Sio, Rachele Aragno, Vincenzo Filosa, Teresa Radice e Stefano Turconi, Agnese Innocente, Samuel Spano, Rita Petruccioli e Leo Ortolani. Il loro lavoro sarà anche al centro di una mostra allestita negli spazi di Palazzo Ducale intitolata Dream On. Titolo che è anche lo slogan di Lucca Comics & Games 2020, ribattezzata Lucca Changes per sottolineare l’identità di questa particolare edizione, costretta a un profondo ripensamento in seguito all’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Un invito, come ha spiegato l’organizzazione del festival, a disegnare per continuare a sognare tutti assieme. Sono state infatti oltre 500 le persone, tra amatori e professionisti del disegno, che hanno raccolto l’invito di Lucca Comics & Games a creare la propria versione del poster ufficiale. Il risultato è un “muro di manifesti”, visibile anche online su una pagina dedicata del sito della manifestazione.

L’iniziativa è senza dubbio insolita in un settore, quello dei grandi eventi, in cui la coerenza dell’immagine e della comunicazione è sempre importante. Il 2020, però, ha forzato la mano su molti schemi consolidati, e Lucca ha così rotto la propria tradizione del poster d’autore, offrendo una via che ha movimentato la scena e fatto alzare qualche sopracciglio, riportando l’attenzione sulla centralità del disegno nel campo delle sue attività. Di questa iniziativa abbiamo perciò voluto discutere con Emanuele Vietina, il direttore di Lucca Comics & Games, e Roberto Recchioni, fumettista e curatore editoriale di Dylan Dog, per farci raccontare le ragioni, gli obiettivi e lo sviluppo di questo progetto, che ha generato uno strano paradosso: un poster ufficiale e unofficial allo stesso tempo.

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Il poster di Lucca Comics & Games 2020 interpretato da Fraffrog

Perché un poster “multiplo” per questa edizione? Perché non affidare lo slogan Dream On, “continua a sognare”, a una singola interpretazione d’autore, come di consueto? 

Roberto Recchioni: Sembrerà una banalità ma è una banalità profondamente vera: le crisi sono un’opportunità. L’opportunità di fermarsi a guardare cosa si è fatto, per esempio, analizzando le cose buone come quelle meno buone. Quando Emanuele Vietina mi ha chiamato per essere lo storyteller di qualcosa che non era ancora definito nella sua forma, ho preso la palla al balzo per sedermi al tavolo di Lucca C&G e ragionare con lui e con tutto il suo straordinario staff sui punti di forza della manifestazione ma anche sulle cose che da autore, da osservatore e da fruitore, mi sarebbe piaciuto che Lucca migliorasse.

Uno dei temi più forti che è emerso a quel tavolo è stata la volontà comune di rendere Lucca più rappresentativa di tutti. Non solo sotto il profilo strettamente umano (e quindi, sì, una maggiore attenzione a ogni tipo di umanità che sappiamo esprimere) ma anche artistico. Dare voce e risalto a quei segni e disegni, a quelle esperienze, che, a Lucca, di risalto ne hanno storicamente avuto meno. Ma non volevamo che fosse un gesto “concesso dall’alto” quanto un’iniziativa partecipata e dal basso. Fare quindi un passo indietro e concepire un poster del tutto bianco, che chiunque potesse riempire come meglio credeva, mi è parso del tutto naturale. Questo non è il poster di Recchioni o dei dieci Dreamers (+1) ufficiali chiamati dalla manifestazione a dare il calcio d’inizio: questo è il poster (e la Lucca) di chiunque abbia avuto la voglia di partecipare e dare il suo contributo. È il poster di chi non solo vuole esserci (in una maniera o nell’altra) ma di chi vuole costruire assieme a noi la Lucca che verrà e che sarà migliore di quella che era.

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Il poster di Lucca Comics & Games 2020 interpretato da Gigi Cavenago

Emanuele Vietina: Perché Dream on non è il claim, è lo storytelling. È il taglio d’autore con cui Roberto Recchioni ha voluto interpretare Lucca Changes. Una parola, un phrasal verb, secco e diretto come il taglio di Fontana. È l’avvio della sfida, della narrazione collettiva che l’autore ha lanciato alle community, tutte, di Lucca. Un invito al pensiero in un momento in cui la cosa più difficile è fare uno sforzo di immaginazione, e di azione, per costruire un futuro di opportunità. Ma il cambiamento è, anche e soprattutto, quello del modello di produzione culturale nella mediosfera; la trasformazione della prospettiva autoriale nella quarta dimensione della cultura in senso antropologico: quella virtuale. Se nel medioevo si faceva arte da pochi a pochi e in epoca moderna da pochi a molti, adesso si produce arte e narrazioni da tanti a tanti; basti pensare a Instagram e Wikipedia.

Un ritorno questo, a un modello di produzione tipico della società preistorica, e va da sé quindi, che una manifestazione che nel nome porta una dichiarazione d’intenti, Lucca Changes, avrebbe dovuto in primis tentare interpretare nella prassi questo paradigma. Il modo che ci è sembrato più efficace è stato quello di mettere a disposizione dei nostri “spett-attori” l’elemento iconico e identitario del Festival la sua affiche, diventata per l’occasione un foglio vuoto a disposizione di tutti, con in mezzo l’agorà virtuale dei social e le pareti fisiche dei campfire per condividerla. Ma la libertà assoluta non funziona senza controllo, quindi servivano delle regole. Un messaggio da seguire, e qui torna in campo il narratore: Roberto. Che con un’espressione, un invito riesce a fare centro. E ci riesce perché era lui quello giusto. Fumettista, sceneggiatore, editor… e uno che di regolamenti, fatti di idee e di parole se ne intende… (e a proposito di regolamenti, vediamo cosa sforna di qui in avanti). 

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Il poster di Lucca Comics & Games 2020 interpretato da Vincenzo Filosa

Come avete collaborato per sviluppare l’idea?

Roberto Recchioni: In linea generale, io ho proposto delle cose (dal poster a un ripensamento dei premi, dall’organizzazione di taluni tavoli di discussione alla mostra, passando per il portale web e via dicendo) e, assieme a Emanuele e a tutti gli altri, si è discusso se era una cosa sensata, possibile, in linea con la manifestazione o coerente con l’orizzonte futuro. Devo ammettere, con una certa sorpresa, che non mi sono mai trovato davanti a delle barricate insormontabili e che c’è stato modo di costruire assieme tantissimo.

Emanuele Vietina: Come se avessimo lavorato da sempre insieme, rimbalzando idee, scordandosi da dove provenivano, mischiandole, provando a elaborare un discorso collettivo che è andato ben oltre il poster e la comunicazione. Conferenze e programma culturale, sistemi di sicurezza, attività retail, streaming e bilanci. Spero proprio che sia solo la prima occasione di collaborazione, Roberto ha un gran talento anche come organizzatore e una bella visione olistica della nostra manifestazione.

Il template offerto ai disegnatori è una pagina bianca. Un legame particolare con il fumetto, o un invito a scrivere un futuro difficile da immaginare?

Roberto Recchioni: Un essere umano messo davanti a una pagina vuota sentirà il desiderio di riempirla. Questa Lucca nasce come una pagina vuota che tutti sono invitati a riempire.

Emanuele Vietina: La blank page dal profilo azzurro, tipica dei comic-book all’americana, che ha sviluppato il nostro Director of Art Cosimo Lorenzo Pancini, in qualche modo vuole rappresentare l’accessibilità a un sogno creativo: quello del fumettista di professione. Ed è anche un piccolo ricordo personale. Facevo l’agente per Simone Bianchi, una quindicina di anni fa, quando arrivò la sceneggiatura di Grant Morrison (era Seven Soldiers: Shining Knight) e insieme la suggestiva blank dal profilo azzurro di DC Comics. Vi lascio immaginare gli occhi di Simone. Ecco, a noi piacerebbe che tutti gli appassionati, presa in mano la pagina vuota di Lucca Changes potessero avere il medesimo sguardo… ovviamente sul futuro.

Il poster di Lucca Comics & Games 2020 interpretato da Rita Petruccioli

Come avete lavorato alla selezione degli autori, i 10+1 professionisti che hanno interpretato come primi ‘Dreamers’ il poster?

Roberto Recchioni: Come per tutti gli altri aspetti di questa Lucca, anche questa è stata una decisione di concerto. Ognuno di noi ha portato dei nomi e delle ragioni per quei nomi, seguendo una linea generale che c’eravamo dati. Ne è emersa una short list molto interessante, caratterizzata da una forte varietà nell’approccio stilistico ma molto coerente e omogenea nel tema di fondo. Sono piuttosto orgoglioso dei nostri dieci dreamers (+1) ma sono ancora più orgoglioso degli altri cinquecento sognatori che hanno risposto al nostro appello e hanno realizzato il loro poster, la loro visione, il loro sogno.

Dopo il poster del 2018 realizzato da LRNZ, che era un insieme di elementi combinabili con cui il pubblico poteva creare un’immagine personalizzata, e dopo quello di Lucca Changes, nel futuro Lucca Comics & Games continuerà a puntare su manifesti “partecipativi” e aperti alle interpretazioni dal pubblico?

Emanuele Vietina: Lucca è una manifestazione di cultura partecipata, al centro dei suoi valori ci sono le esperienze condivise. Invito alla lettura quindi, ma con l’intento di portare ognuno di noi a costruire le proprie storie, da solo. Quindi, perché non cominciare a farlo dai manifesti…

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