Le “Cronachette” di Giacomo Nanni

cronachette giacomo nanni coconino press

Per festeggiare i vent’anni di attività, Coconino Press ha pubblicato di recente una serie di volumi celebrativi di pregio. Tra questi figura l’integrale di Cronachette di Giacomo Nanni, che  oltretutto è stato promosso con una serie di cortometraggi animati (recuperabili sulla pagina Facebook dell’editore). Pubblicato originariamente in tre volumi tra il 2007 e il 2009, Cronachette coprì quasi 10 anni della vita di Nanni, senza scadere nella solita autobiografia. Il trucco – molto semplice – fu quello di spostare il riflettore della narrazione sul rapporto “magico” con la sua gattina nera, Esterina

In Il nome dei gatti, preludio a Il libro dei gatti tuttofare – da cui sarebbe stato tratto il musical Cats – il poeta e saggista Thomas Stearns Eliot si interrogava su un mistero che aleggiava intorno ai gatti, perché oltre al nome domestico e a uno più dignitoso, vi è quello che solo il gatto conosce: «Quando vedete un gatto in profonda meditazione, la ragione, credetemi, è sempre la stessa: ha la mente perduta in rapimento ed in contemplazione del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome: del suo ineffabile effabile effineffabile profondo e inscrutabile unico NOME».

Questi versi sarebbero l’esergo perfetto alle avventure patafisiche della gatta Esterina. Con salti e fratture Giacomo Nanni narra la vita del suo animale domestico, a volte in punta di piedi, altre a gamba tesa. Sappiamo sin da subito che Esterina non c’è più. Quello che sfogliamo è sicuramente un affettuoso memoriale, un enorme epitaffio alla gesta di un gatto d’appartamento (anch’esso scomparso), ma è anche una riflessione sulla memoria. Una facoltà volubile e fragile: non è un caso che a più riprese sia lo stesso Nanni a ricordarci che lo strano oggetto che abbiamo tra le mani non è che una (auto)biografia infedele, un gioco a rimpiattino o forse semplicemente una riflessione sulla capacità del racconto.

cronachette giacomo nanni coconino press

Sulla carta ci sarebbero tutti gli estremi per pensare a un lavoro mellifluo, in realtà la convivenza con un piccolo essere alieno e nero, estraneo alla logica duale dell’uomo, si trasforma, per l’appunto, in una sfida per l’autore. Esterina è quasi una scusa per esplorare pagina dopo pagina la capacità del fumetto di rinnovarsi ripetendosi. In un interessante saggio dedicato al genio di Charles Schulz e alla magie delle strisce dei Peanuts, Umberto Eco accostava le avventure di Charlie Brown e del suo bracchetto Snoopy alla tecnica musicale della variazione. Cronachette, effettivamente, è una continua variazione sul tema, con momenti di digressione e improvvisazione, ma come in un’enorme suite in cui si susseguono sketch e quadri di vita vissuti, c’è sempre il ritorno al tema centrale. Queste variazioni infinitesimali trasformano la gabbia a sei celle (con poche concessioni) in uno spazio da esplorare, un laboratorio in cui sondare i limiti del formato, giocando – pur con una schietta volontà di minimalismo – con le possibilità del sistema fumetto.

In particolare Nanni sembra sposare l’idea di limitazione dell’Ouvroir de bande dessinée potentielle di Lewis Trondheim, sebbene non perda mai di vista la necessità del racconto. Nonostante la dimensione quasi monastica e laboratoriale di Cronachette, Nanni per oltre settecento pagine continua in maniera ostinata a tessere un’enorme agiografia di una gattina e della sue stralunate avventure, tracimando spesso in una forma di graphic poetry che sembra una sintesi della poesia haiku, dell’arte sumi-e e della calligrafia shodō. C’è molto del rigore dell’arte nipponica, anche se Cronachette è un fumetto che dialoga con la lunga tradizione occidentale: dalle strisce sindacate sino al fumetto autobiografico di scuola canadese (gli influssi di Joe Matt e Chester Brown sono evidenti). 

Le avventure di Esterina potrebbero risvegliare il fantasma del cane Carlo di A.B. Frost, ma Nanni sceglie il gatto per segnare una distanza: Cronachette nasce da minute osservazioni, da appunti e da un’attenta registrazioni dei dati, che di volta in volta sconfinano nell’onirico e nel metafisico. Intrappolata nella ripetizione etologica, Esterina si lascia andare a una profondità filosofica, non dimenticando mai lo stupore e la curiosità infantile. Il gatto, nella sua indipendenza (e nella sua solitudine), diventa un oggetto-mondo con cui l’autore si relaziona sotto diverse prospettive: dalla cronaca al metafumetto e ritorno, passando per la digressione storica e l’invenzione fiabesca. 

cronachette giacomo nanni coconino press

Le ultime sessanta pagine intrecciano con disinvoltura la ricerca formale, la biografia, la cronaca e la dimensione onirica. Così come in Atto di Dio la voce dell’autore si muove all’interno delle didascalie (mescolando insieme il formato ultrapopolare à la Diabolik con forme di narrazione dell’inizio del secolo scorso) così da creare una sospensione temporale, prima dell’ineludibile finale. Non è forse Esterina un “segno senza significato” così come il capriolo di Atto di Dio

Cronachette non è solo la storia di Esterina – a cui idealmente ci sentiamo legati sin da subito – ma anche della crescente autorialità di Giacomo Nanni. Tra queste pagine lo stile dell’autore riminese è l’autentico protagonista. Esterina nella sua alterità si palesa come l’ineffabile effabile effineffabile oggetto di un desiderio. Intorno ai margini del ricordo, germinano idee, possibilità e tentativi che tracciano un itinerario artistico, una pluralità di voci che si affastellano con il gusto dello sberleffo e del divertissement sulla scrivania di Nanni. 

Il lettore – un bambino timido che rimane ai margini della pagina – osserva lo scorrere del tempo, l’ineluttabilità dell’accadere, l’eternità degli atti quotidiani, sempre uguali e sempre diversi, fermi sullo sfondo di una finestra che si affaccia su uno spazio infinito da una stanza che quello stesso tempo ha cancellato.

Cronachette
di Giacomo Nanni
Coconino Presso, luglio 2020
cartonato, 720 pp., b/n e colore
35,00 € (acquista online)

Entra nel canale Telegram di Fumettologica, clicca qui. O seguici su Instagram, Facebook e Twitter.