Addio a Ben Bova, uno degli ultimi grandi della fantascienza americana

Ben Bova, tra i più importanti scrittori di fantascienza statunitensi e sei volte vincitore del Premio Hugo, è morto a causa del Covid-19 all’età di 88 anni.

La notizia è stata data via Twitter dalla nipote Kathryn Brusco, attivista e scrittrice: «Mio zio acquisito Ben, icona della fantascienza, autore, amante dell’avventura, contastorie, futurista e omonimo di mio figlio, Ben Bova, è scomparso questa mattina a causa di una polmonite e di un ictus causato da Covid-19. Inutile dire che mancherà terribilmente a noi e al mondo intero».

Ben Bova, nato l’8 novembre 1932 a Philadelphia, è stato una figura fondamentale della fantascienza del Novecento, e anche del nuovo millennio. Ha esordito nel 1968 con il romanzo Out of the Sun a cui hanno fatto seguito altri 123 libri, tra i quali si alternano romanzi di fantascienza e saggi, ricerche, e la cura di numerose antologie di racconti e romanzi di altri autori che lo hanno reso noto e famoso al grande pubblico.

Bova è stato infatti una figura carismatica del settore della fantascienza mondiale: abbondantemente tradotto anche in Italia, oltre ad alcuni cicli di fantascienza fondamentali (il ciclo di Orion, il ciclo del Grand Tour e quello degli Esiliati) ha infatti svolto un ruolo fondamentale anche come “principio ordinatore” della fantascienza americana e quindi mondiale durante il secondo dopoguerra.

Nel 1971, alla morte di John W. Campbell, storico direttore della rivista Analog Science Fiction and Fact, nata nel 1930 come Astounding Stories of Super-Science e considerata non a caso la più influente e determinante rivista della fantascienza classica americana, fu Ben Bova a prenderne le redini e a spingerla sino al 1978 verso territori nuovi. Sessualità, parolacce, ma soprattutto storie come quelle di Fred Pohl e altri autori classici degli anni Settanta e successivi. Per il suo lavoro di direttore della rivista e curatore di antologie Bova ha vinto in otto anni sei Hugo, i premi Oscar della fantascienza.

Bova è stato anche presidente del Science Fiction Writers of America e presidente emerito della National Space Society, ha scritto di temi come l’ambiente, l’arte, la scherma (è stato un appassionato schermidore), le arti marziali, le nanotecnologie, la fotografia, il volo spaziale, i trapianti con cuori artificiali, le tecnologie per l’uso dei laser in modo innovativo e molte altre cose.

Nonostante abbia continuato a pubblicare anche negli ultimi anni, e a collaborare con produzioni televisive e cinematografiche come Repo Men e alla concezione di libri come la serie di romanzi di Altered Carbon, il ruolo di Ben Bova è stato soprattutto quello di “grande influenza” nella fantascienza e negli immaginari narrativi e visivi del XX secolo. Assieme a John W. Campbell, Isaac Asimov e Hugo Gernsback (che praticamente ha lanciato la fantascienza così come la intendiamo con la rivista Amazing Stories del 1930), infatti, Ben Bova ha contribuito a scegliere, selezionare, orientare e influenzare gli scrittori di fantascienza. Disegnando le linee guida, approvando quali racconti e quali romanzi pubblicare e quali no. E se anche un autore non veniva pubblicato da Bova, così come accadeva con Campbell prima di lui e con Gernsback, questo cercava sostanzialmente di scrivere in modo tale da poter essere approvato e pubblicato. L’influenza, insomma, è stata diretta e indiretta.

Durante tutti gli anni settanta e Ottanta, fino a buona parte dei novanta, il gusto e la predisposizione di Ben Bova è stata una delle principali nel definire cosa si intendesse con fantascienza. Le sue antologie erano quelle più lette (assieme a quelle di Isaac Asimov e di Gardner Dozois), la sua rivista (dopo la direzione di Analog ha diretto anche Omni, creata da Kathy Keeton, terza moglie di Bob Guccione, l’editore di Penthouse e della stessa Omni) la più importante e autorevole, i suoi libri i più letti perché i più significativi per capire l’evoluzione della fantascienza americana, che in quel periodo era sostanzialmente la fantascienza di tutto il mondo.

Con Ben Bova scompare uno degli autori classici più amati e influenti, molto tradotto da Urania di Mondadori. Tra le sue opere minori ma che hanno ispirato più di una generazione di lettori italiani, non si possono dimenticare Duellomacchina (The Dueling Machine, 1969), pubblicato su Urania 941, e L’astronave dei 20.000 (Flight of Exiles, 1972) pubblicato su Biblioteca di Urania 9. Oltre a classici come i romanzi del ciclo di Orion e a THX 1138 (THX 1138, 1971), che fu la novelization per il film omonimo di George Lucas prodotto da Francis Ford Coppola e interpretato da Robert Duvall e Donald Pleasence.

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