La bugia e come la racconta Tommi Parrish

bugia tommi parrish

Tommi Parrish è tra le figure che stanno movimentando il sottobosco del fumetto d’autore di lingua inglese contemporaneo, muovendosi su un terreno artistico che sta tra l’autofiction del fumetto indie anni Novanta (come nei primi lavori di Julie Doucet e di Chris Ware) e la ricerca estetica dell’art comic degli anni Duemila (il movimento in gran parte animato dalla rivista Kramer’s Ergot). La bugia e come l’abbiamo raccontata, il suo secondo graphic novel – pubblicato originariamente nel 2017 e tradotto in Italia da Diabolo Edizioni in collaborazione con il festival BilBOlbul -, è una storia che prende il via da un momento quotidiano ordinario, banale e comune a chiunque. 

Due giovani si incontrano per caso al supermercato, lui fa la spesa e lei è la cassiera, si conoscono da tempo ma è da molto che non si vedono. Decidono di passare del tempo insieme appena lei avrà staccato dal lavoro e da lì prende il via una altrettanto ordinaria serata fatta di chiacchiere che vanno indietro nel tempo, a ripescare conoscenze comuni, relazioni andate male, tra le diverse pieghe prese dalla vita nel tempo in cui i due si sono persi di vista.

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Poi, all’improvviso, nella linea del racconto fa irruzione un’altra storia: la ragazza raccoglie da terra un libro, inizia a leggerlo e con lei si immerge nella lettura anche il lettore del fumetto. Dai colori densi e sgargianti delle prime tavole passiamo a un bianco e nero netto di una lunga sequenza in cui la pagina di destra riporta un’illustrazione, mentre la pagina sinistra un breve testo. Il racconto si intitola in originale One Step Inside Doesn’t Mean You Understand, come una canzone dei Notwist, una band indie tedesca. Anche al centro di questa storia c’è la natura effimera dei rapporti umani.

Quando la narrazione torna sul racconto principale, i due amici continuano a confidarsi e a condividere il racconto di esperienze passate: «Eravamo amici alle superiori… È stata una serata strana.»

La semplicità di tutta quella serata nasconde in realtà un complesso intrigo di sentimenti, un naturale affastellarsi di rimorsi, aspettative mancate, ripensamenti, speranze e – soprattutto – incapacità di accettare e capire fino in fondo se stessi. I due protagonisti sembrano sempre vicini a confessare dei sentimenti sepolti, senza mai riuscirci davvero. La bugia del titolo è infatti un’incomprensione protratta nel tempo, nel rapporto mai del tutto chiarificato dei due ragazzi, ma sembra essere anche una bugia che loro finiscono per raccontare perfino a se stessi, rispetto ai propri sentimenti e alle proprie aspettative.

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Parrish affronta questa serata di delicata ordinarietà con un calibrato equilibrio tra disincanto e serietà. Quello che è apparentemente un racconto leggero acquisisce gradualmente uno spessore emotivo tangibile, in un crescendo di sensazioni che si fanno sempre più insostenibili per i personaggi (e intriganti per il lettore). La sua abilità sta anche nello smorzare la tensione con strumenti imprevedibili: colori e forme comunicano un senso di grottesco, mentre il dialogo resta realistico e apparentemente futile, e intanto sentimenti e azioni sembrano restare in sospeso, senza un finale e una vera pace nei personaggi. Del resto è così che può davvero andare una serata simile ed è così che certe relazioni non si risolvono mai davvero, quando certe bugie si raccontano agli altri ma anche a se stessi.

La bugia e come l’abbiamo raccontata
di Tommi Parrish
traduzione di Matteo Gaspari
Diabolo Edizioni, dicembre 2020
cartonato, 128 pp., colore
21,00 € (acquista online)

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