Il boom della vendita di fumetti negli Stati Uniti dopo il lockdown

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Nonostante le previsioni pessimistiche, il mercato del fumetto negli Stati Uniti sembra aver reagito molto bene agli effetti della pandemia, come racconta un report di The Hollywood Reporter che raccoglie le opinioni di rivenditori, distributori e case editrici. Dopo il lockdown, con la chiusura forzata di fumetterie e librerie nei mesi primaverili e la sospensione della distribuzione dei fumetti da parte di Diamond, i dati di vendita estivi, per i negozi specializzati, sono risultati piuttosto sorprendenti.

«La più grossa delle sorprese è iniziata a maggio e giugno, quando ci è stato permesso di riaprire, i fumetti hanno ricominciato a essere distribuiti e i clienti hanno lentamente ripreso a venire in negozio. E i clienti hanno comprato fumetti. Tanti fumetti» afferma Ryan Higgins, titolare di una fumetteria in California.

Senza convention – e magari con più soldi a disposizione da destinare all’intrattenimento – i lettori si sono rivolti in maggior misura alle fumetterie: «Le vendite delle scorte sono schizzate in alto, visto che la gente si è presa questo periodo per dare una sistemata alle proprie collezioni» dice ancora Higgins. «I nuovi fumetti hanno venduto meglio di quanto ci aspettassimo, le vendite dei graphic novel si sono impennate, mentre gli arretrati sono aumentati terribilmente di prezzo e sono volati via in fretta. Le vendite, durante l’estate e i primi mesi dell’autunno, sono state incredibili.»

A confermare l’ottimo andamento generalizzato delle fumetterie ci ha pensato Diamond Comic Distributors, il principale distributore di fumetti del Nord America, che in un comunicato ha ribadito come, nell’ultimo quarto dell’anno, ci sia stata «una stabilizzazione negli ordini e, in molti casi, questi numeri hanno superato le nostre aspettative».

Secondo l’analista John Jackson Miller, in particolare, le copie di fumetti distribuite da Diamond sarebbero passate da 5,9 milioni di marzo a 7 milioni di settembre e ottobre: «Centinaia di nuovi albi a settimana significa che la gente va nei negozi ogni settimana, e questa gente poi compra anche altre cose». Per Miller, le fumetterie sarebbero l’equivalente di servizi in abbonamento come Netflix o Disney+, che producono un reddito mensile affidabile per le aziende: «È proprio quello che le fumetterie, custodi degli ordini di albi di Detective Comics e Amazing Spider-Man, fanno da quasi 50 anni. I periodici a fumetti sono un servizio di streaming spillato».

Oltre alle fumetterie, nel corso del 2020 sono andate molto bene anche le campagne di raccolta fondi online. Su Kickstarter, per esempio, per i fumetti il 2020 è l’anno migliore di sempre, in particolare grazie al successo di BRZRKR, la serie di Keanu Reeves e Matt Kindt, che con i suoi 1,45 milioni di dollari raccolti ha stabilito un record assoluto per un progetto a fumetti sulla piattaforma.

Ma anche altri progetti sono andati molto bene, come una raccolta di 600 pagine dei lavori di Michael Turner promossa da Aspen Comics, che ha superato i 275.000 dollari. Il crowdfunding, secondo David Maisel, co-proprietario di Aspen, «permette a tutti di partire alla pari» e, inoltre, «fornisce a case editrici come Aspen o a singoli autori grandi possibilità di distribuire direttamente i propri prodotti».

Una situazione così sorprendentemente florida sta spingendo tutto il settore a mostrare grande ottimismo per il futuro. «Posso essere ottimista per il 2022 e anche oltre» afferma Jeff Ayers della fumetteria Forbidden Planet di Manhattan, a New York. «Quando vivi abbastanza a lungo, assisti a recessioni seguite poi da boom. E questo boom sarà fenomenale.»

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