Qualche buon libro di fantascienza da leggere a Natale

Passeremo probabilmente le feste chiusi in casa, ma non ci sono solo fumetti, serie e videogiochi: si possono anche leggere buoni vecchi classici della science fiction. Abbiamo ripescato i libri da leggere (secondo noi) in santa pace, se vi fossero sfuggiti a suo tempo. O magari da rileggere, perché no?

Qui su Fumettologica da anni c’è un’isoletta dedicata alla letteratura fantascientifica: cose da leggere nate senza illustrazioni, per dire, se non forse la copertina (ma non necessariamente). La fantascienza e il fumetto sono forse storicamente i più vicini rispetto ad altri generi e media, ma questo non vuol dire che dobbiamo aspettare sempre la trasposizione a fumetti per leggere della fantascienza.

Oltretutto, durante questo lockdown estemporaneo e natalizio, si crea anche una intrigante opportunità di lettura: non sprecate il vostro tempo in casa, insomma, e investitelo in buone letture. Abbiamo pensato di mettere a fuoco questa volta una lista di classici, ma in senso soggettivo: classici che piacciono a noi. Buona lettura.

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Dune di Frank Herbert
La spezia. Arrakis. Paul Atreides. Il Duca Leto. Le Bene Gesserit. L’Impero. Questi sono gli ingredienti di una delle più importanti e “serie” saghe della fantascienza moderna. Scritta da Frank Herbert e poi portata avanti dal figlio, Dune sta per essere trasformata in un nuovo film della Warner Bros, dopo la versione del 1984 firmata da David Lynch, prodotta dalla De Laurentiis, con colonna sonora dei Toto e di Brian Eno e un cast assurdo, inclusi Patrick Stewart, Sting e Max von Sydow. Se avete visto il film, che assieme al Flash Gordon di prodotto sempre dalla De Laurentiis è tra le opere più “camp” degli anni Ottanta, vi potreste essere fatti l’idea che il romanzo non meriti. E invece sbagliereste, ah se sbagliereste! I primi tre romanzi del ciclo originale meritano veramente il vostro tempo.
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La trilogia originale della Fondazione di Isaac Asimov
Anche il ciclo delle Fondazioni, come devono essere chiamate dopo che Asimov ha deciso di “allungarle” negli anni Ottanta su insistenza dell’editore, scrivendone altri quattro libri, va in televisione grazie a Netflix. Ma vale la pena leggere i primi tre romanzi, quelli scritti a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, che si intitolano Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione ma che all’epoca vennero presentati da Mondadori con i titoli di Cronache della Galassia, Il crollo della Galassia centrale e L’altra faccia della spirale (era l’epoca di Fruttero e Lucentini alla guida di Urania, che non si facevano spaventare da un titolo da romanzo e lo trasformavano volentieri in un titolo “strillato” da edicola, spesso superando in qualità l’originale). I vari “pezzi” del ciclo si trovano in numerose edizioni (la copertina qui sopra è quella più recente di Mondadori), vi suggeriamo quelle più datate perché portano con loro un po’ del sapore della “vecchia” fantascienza fatta di idee più che di tecnologie.
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Snow Crash di Neal Stephenson
È il manifesto della seconda ondata del cyberpunk, il movimento letterario nato negli anni Ottanta con Bruce Sterling e soprattutto William Gibson. Questo è forse il romanzo più intrigante assieme all’antologia Mirrorshades. Il vero protagonista di Snow Crash (che è un virus che manda in crash anche i cervelli degli hacker) è il Metaverso, una rete in fibra ottica purissima che connette coscienze e altre entità digitali. Snow Crash in Italia ha una storia editoriale complicata e infatti oggi non è facile trovarlo tra l’usato. Mondadori però sta per ripubblicarlo in una antologia che esce in librerie nella collana Oscar Draghi che si intitolerà “Cyberpunk” e che comprenderà Neuromante di William Gibson, appunto Snow Crash di Neal Stephenson, La matrice spezzata di Bruce Sterling e l’antologia-manifesto Mirrorshades a cura di Bruce Sterling, quest’ultima in nuova traduzione integrale. Consiglio però di cercare e rileggersi anche il solo Snow Crash, cercandolo magari all’usato, che è molto gustoso anche da solo.
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Straniero in terra straniera / Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlein
Quando devo fare riferimento a Robert A. Heinlein, che è un dei capisaldi della fantascienza classica e ancora assolutamente gustosa e leggibile (difficile dire lo stesso della generazione precedente la Seconda guerra mondiale), mi piace accostare questi due romanzi perché danno una dimensione del talento poliedrico e contraddittorio dell’autore. Fanteria dello spazio fa parte del genere della fantascienza militarista, ha ispirato film e anche cartoni animati (la saga di Gundam di Yoshiyuki Tomino e Hajime Yatate del 1979 è ispirata originariamente da questo romanzo, almeno per l’idea dei Mobile Suit) ed è decisamente una narrazione affascinante ma improntata a valori tutt’altro che alternativi o contestatari. Invece, dentro Straniero in terra straniera c’è libero amore e altre manifestazioni di rottura verso le consuetudini sociali che lo hanno fatto diventare una bandiera della controcultura degli anni Sessanta. Le vicende del giovane Valentine Michael Smith, un essere umano allevato su Marte dai marziani che ritorna sulla Terra, e della sua interazione con la cultura terrestre sono state pubblicate in una versione originariamente “compatta” e solo dopo la morte dell’autore è stata ripubblicata la versione integrale, sostanzialmente più lunga e densa: in Italia esistono due traduzioni e vale la pena cercare la seconda. L’idea di fondo, secondo me, è che mettere le etichette a un autore come “di destra” o “di sinistra” è sempre limitante e spesso ingiusto. I due libri valgono la pena.
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Satana dei miracoli di Ugo Malaguti
Il talento di Ugo Malaguti, che è stato scrittore di fantascienza (ha almeno 14 romanzi al suo attivo, alcuni pubblicati con lo pseudonimo Hugh Maylon), curatore, editore e direttore di riviste del settore, talent scout, traduttore e sceneggiatore cinematografico, non è mai emerso con la chiarezza che avrebbe meritato e oggi l’autore bolognese ha 75 anni e non scrive più da tempo. Satana dei miracoli è un violento atto d’accusa contro i dogmatismi e l’utilizzo disumano delle tecnologie. Merita davvero la lettura, ma in bocca al lupo riuscire a trovarlo: su Amazon ed eBay ci saranno forse tre copie che girano di Galassia n. 69 anno VI (del 1966) che lo contengono. Chissà perché nessuno si decide a ripubblicare i nostri autori storici della fantascienza, anche solo in eBook?

Il ciclo di John Carte di Marte di Edgar Rice Burroughs
Chiudiamo questa lista, decisamente incompleta e parziale, com’è giusto che siano le liste, con un altro vecchio classico a cavallo tra fantascienza e fantasy: il ciclo di John Carter di Marte, undici volumi scritti dall’autore di Tarzan (e di vari altri romanzi di avventure), Edgar Rice Burroughs. Il “Walt Disney mancato” (perché aveva provato a far crescere Tarzan sino a trasformarlo in un’azienda multimediale non dissimile dalla Walt Disney Corporation, parchi tematici inclusi) è stato un autore prolifico e dalla penna estremamente gradevole e scorrevole. I suoi romanzi di cappa e spada ambientati su Marte trattano dell’eroismo di un giovane ufficiale dell’esercito americano sudista proiettato per una sorta di magia su Barsoom e diventato un leggendario eroe grazie anche all’aiutino della gravità inferiore a quella terrestre, che lo rendono allo stesso tempo slanciato ma anche dotato di una forza sovrumana. Accanto a John Carter c’è la sua principessa, Dejah Thoris, e poi i figli Carthoris, Tara di Helium e la nipote Llana di Gathol (figlia di Tara). Il film del 2012 era bello ma è stato letteralmente sabotato dal marketing della Disney: se vi capita, va rivisto. Invece, le copertine originali delle edizioni americane degli anni Dieci e Venti del Novecento sono semplicemente spettacolari.
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