Le nuove copertine di Harry Potter realizzate dall’architetto Michele De Lucchi

harry potter de lucchi salani

Il 21 gennaio Adriano Salani Editore ha pubblicato una nuova edizione dei libri di Harry Potter, con copertine realizzate in tandem dall’illustratore portoghese Andreas Rocha, dall’architetto Michele De Lucchi (direttore di Domus e artefice di progetti come la lampada Tolomeo per Artemide) e dal suo studio Amdl Circle. Questa nuova edizione si distingue perché mette al centro delle immagini «lo spazio, gli oggetti e le atmosfere che questi oggetti danno agli spazi», come ha spiegato De Lucchi in un’intervista a La Stampa, mostrando invece i personaggi come piccoli elementi dell’insieme, quasi sempre di schiena.

Per ogni libro è stata individuata un’architettura che poi i designer di Amdl Circle hanno sviluppato seguendo lo stile di alcune note creazioni di De Lucchi. Rocha ha infine inserito la struttura nel disegno definitivo: la scuola di Howgarts cita le abbazie gotiche dell’Italia centrale, la casa della famiglia Weasley è un omaggio alle Cataste, la prigione di Azkaban richiama l’hotel Medea di Batumi, il campo da Quiddich riprende le forme del Padiglione Zero realizzato per Expo 2015, la capanna di Hagrid è modellata sui Pagliai, la torre di astronomia è la torre del vento vista in Triennale in salsa magica, mentre il ponte di Hogwarts si ispira al ponte della Pace che attraversa il fiume Kura, nel centro di Tbilisi, capitale della Georgia. 

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«La scelta è stata proprio quella di allargare la visione sulla storia, dare a ciascuno uno spazio da riempire, da sviluppare» spiega De Lucchi. «Quindi non i protagonisti al centro, ma delle architetture immaginifiche, attorno alle quali ognuno può dare una propria lettura, può emozionarsi in modo diversa. È una vista più ampia, più stimolante, forse anche più profonda, sull’intera trama. […] Molte delle immagini scelte per le copertine sono tratte dagli esperimenti che noi chiamiamo “Earth Stations”, stazioni del pianeta Terra che ipotizziamo di dover progettare per creare una nuova tipologia di edifici in grado di favorire la relazioni umane in un prossimo futuro.»

«A livello internazionale ancora mancava un progetto di questo tipo» ha spiegato l’editore sui suoi profili social, nel frattempo invasi da commenti tutt’altro che positivi dei lettori, che hanno evidenziato l’aspetto bozzettistico e derivativo del progetto (i vari design sarebbero soltanto adattamenti di opere preesistenti), nonché la grafica dei titoli poco coerente (il terzo libro, Il prigioniero di Azkaban, ha il sottotitolo decentrato rispetto agli altri).

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La saga di Harry Potter è stata ristampata in tante edizioni diverse, con svariate copertine che ne sottolineavano determinati aspetti (versioni minimaliste per adulti, edizioni in formato gigante piene di illustrazioni, altre ancora realizzate da autori superstar come Jim Kay e Brian Selznick). In Italia, il destino di queste immagini si è distinto già dai tempi della prima edizione curata da Serena Riglietti e rimasta famosa per la presenza di elementi estranei al testo, come il cappello a forma di topo che indossa Harry ne La pietra filosofale apprezzato dalla stessa Rowling).

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