Le parole come armi: “La crociata degli innocenti” di Chloé Cruchaudet

di Angela Viola Borzachiello

crociata innocenti cruchaudet coconino

La “crociata dei bambini” è una vicenda risalente al Medioevo, dalla dubbia veridicità storica, che a quei tempi ebbe molta risonanza, tanto da essere tramandata in due versioni. Quella più recente narra che nel 1212 due gruppi di bambini partirono per andare a liberare la Terra Santa dai Musulmani, uno dalla Francia e l’altro dalla Germania, guidati rispettivamente dai due giovani pastori Stefano di Cloyes e Nikolaus, ai quali si unirono lungo il percorso numerosi altri bambini. Secondo una narrazione più tarda, solo il gruppo accompagnato da Stefano arrivò a Marsiglia, prima di finire in mano ai mercanti di schiavi; quello guidato da Nikolaus, invece si sarebbe bloccato in Italia, decimato dalla traversata delle Alpi.

In questo quadro storico si colloca La crociata degli innocenti, il lavoro più recente di Chloé Cruchaudet, autrice nota in Italia soprattutto per Poco raccomandabile (premio Micheluzzi come Miglior fumetto estero nel 2015), graphic novel basato sulle ricerche degli storici Fabrice Virgili e Danièle Voldman. Una ricca documentazione storica è presente anche in questo nuovo lavoro di Cruchaudet e fornisce lo spunto per una riflessione sul potere delle parole.

La crociata degli innocenti si suddivide in stagioni intervallate da citazioni evocanti il tema delle crociate. In apertura dell’episodio “Inverno” troviamo La poesia dei miserabili di Grève di Rutebeuf, autore del Tredicesimo secolo, ripreso da Léo Ferré e Joan Baez e cantore del valore morale delle crociate. “Estate” è corredato invece da uno stralcio di Perceval di Chrétien de Troyes (Dodicesimo secolo) opera scritta all’epoca delle crociate, nella quale il protagonista omonimo è un ragazzino di 15 anni che ha una rivelazione del Cristo.

Il tema religioso apre a una riflessione sulla reale o presunta innocenza dei bambini. La purezza è ritenuta una peculiare qualità dell’infanzia. Più un bambino è piccolo, più ignora le cattiverie e malizie del mondo che lo circonda. L’innocenza è innanzitutto un’esile condizione interiore ed esige invece la purezza delle intenzioni. Crescendo, però, ciò che si acquisisce in consapevolezza si perde in innocenza. «Omnia munda mundis» («Tutto è puro ai puri»), sosteneva San Paolo. Tuttavia, questa storia pone interrogativi sul senso dell’innocenza e sulla sua percezione, che talvolta diventa (come nel caso di questi bambini) uno strumento utile alla sopravvivenza.

Colas, un ragazzino di circa 12 anni scappato da casa, si fa guidare da una noce trovata per strada e la fa rotolare per terra fino a giungere in una fattoria dove altri bambini sono usati come forza lavoro. Qui scoprirà la vocazione religiosa, convincendosi che solo i puri di cuore potranno liberare il sepolcro a Gerusalemme. A tale scopo, scapperà nuovamente insieme ad altri fanciulli per andare nella Città Santa. «La nostra unica arma sarà la parola. Solo discorsi e preghiere» afferma Colas, ricordando che nelle precedenti crociate i fedeli, pur partiti armati fino ai denti, hanno sempre fallito.

Nella sezione dal titolo “Primavera”, i bambini allestiscono un teatro di burattini e traducono la loro vicenda in una recita da ripetere nelle piazze dei paesi attraversati, per intenerire le persone e procurarsi da mangiare. Col tempo questi spettacoli diventeranno sempre più drammatici, per far leva sul senso di colpa e sul timore dei peccati del pubblico.

crociata innocenti cruchaudet coconino

In “Autunno” il gruppo non riesce più a mendicare nelle città e la scarsità di cibo scatena una lite che finisce in tragedia. In preda alla fame i bambini iniziano a saccheggiare tutte le abitazioni che incontrano: «Se il Signore vi mette una cosa a portata di mano, significa che potete prenderla». A poco a poco, questi bambini creano una loro visione della religione, ingannano, derubano e legittimano la loro condotta con la fede. Convinti che, una volta raggiunta Gerusalemme, tutti i peccati commessi saranno perdonati e le loro anime torneranno pure. 

L’allestimento e la gestione della narrazione testimoniano il talento di Cruchaudet, abile nell’intersecare vari generi letterari quali la fiaba e il teatro, attraverso una struttura narrativa di impianto circolare: la conclusione si ricollega all’inizio con una filastrocca («Il mio uccellino ha spiccato il volo… In tutta fretta con troppa fretta ha spiccato il volo…»). La sceneggiatura è intrisa di rimandi ad altri testi che forniscono ulteriori chiavi di lettura, in un gioco di storie a specchio, grazie all’uso della mise en abyme, un espediente narratologico che prevede l’inserimento all’interno della narrazione principale di una meta-narrazione. Sul finale, avvengono un salto temporale e un cambio di narratore che rovesciano il punto di vista: all’improvviso, la storia della crociata degli innocenti diventa uno spettacolo teatrale rappresentato nel tempo di oggi.

Lo stile della Cruchaudet è essenziale, il suo gusto per il realismo si mostra attento ai dettagli e fa leva sulle inquadrature, senza parole superflue, così da raccontare una rapida successione di eventi tramite sequenze brevi ed efficaci. L’autrice usa il colore in modo simbolico, inventando toni e accostamenti che producono realtà cromatiche di immediata suggestione emotiva. L’uso delle varie tonalità di seppia è funzionale alla descrizione delle atmosfere cupe e oniriche, per creare contrasto o evidenziare la presunta spensieratezza dei bambini, mentre il tratto morbido stempera la brutalità di alcune scene. 

crociata innocenti cruchaudet coconino

In questo libro impietoso, Cruchaudet non cerca l’empatia del lettore, rifugge dal facile sentimentalismo e dimostra che l’animo dei bambini cela sempre qualcosa di oscuro, di cui non si sa niente. Racconta una rosa di emozioni umane con la loro intensità e violenza, senza commiserare i suoi personaggi e soprattutto senza nobilitarli. Con abilità disfa l’immagine convenzionale dell’innocenza infantile, attraverso una riflessione sulla natura dell’animo umano e sulle vittime di indottrinamenti sbagliati che portano a fraintendimenti e manipolazioni. Ci mostra il potere delle parole e delle storie: quando le parole sono usate come armi, e l’inganno si nasconde nell’apparente innocenza.

La crociata degli innocenti
di Chloé Cruchaudet
traduzione di Francesca Scala
brossurato, 176 pp., colori
22,00 € (acquista online)

Leggi anche: Identità e problemi di genere. Su ‘Mauvais Genre’ di Chloé Cruchaudet

Entra nel canale Telegram di Fumettologica, clicca qui. O seguici su InstagramFacebook e Twitter.