Tutti i mostri di Francesco Cattani

francesco cattani notte rosa intervista

Notte rosapubblicato a fine 2020 da Coconino Press – è un volume che raccoglie storie brevi realizzate da Francesco Cattani nel corso della sua carriera per riviste come Animals e Il Male, oltre a un racconto inedito di una trentina di pagine. Il libro è arrivato a tre anni di distanza da Luna del mattino, il graphic novel di Cattani che si è distinto come una delle migliori proposte del 2017, vincendo anche un premio Micheluzzi come miglior fumetto al Comicon di Napoli.

Il volume è uno sguardo ragionato a ritroso verso la carriera di Cattani e traccia un filo conduttore nello stile autore, che porta dal libro di esordio Barcazza a Luna del mattino, ponendo inoltre le premesse di quel che sarà in futuro il suo lavoro. Con l’autore abbiamo parlato di come è nato questa antologia e di come è stato il suo ultimo periodo lavorativo.

Prima di Notte rosa c’è stato Luna del mattino, un libro che ha conquistato premi e pubblico. Com’è stato per te quel periodo e come ti sei approcciato ai lavori successivi?

Vincere dei premi e trovare un pubblico così appassionato è stato molto bello e mi sono subito messo al lavoro sul libro successivo. Ho necessità narrative molto diverse tra loro e ogni libro ne sazia una, il punto è capire come inserire la lavorazione di un libro nel flusso di lavoro e trovare lo stile giusto per disegnare tanto e velocemente.

Ai tempi di Luna del mattino oltre ai graphic novel disegnavo anche per la serie Mercurio Loi di Sergio Bonelli Editore e facevo contemporaneamente lo storyboarder e il visualizer a Milano, insomma tanto lavoro!

Lavorare nel fumetto popolare ti aiuta o ti distacca dalla tua produzione di autore unico?

Di certo mi dà forza lavorare nel fumetto popolare, e mi piace. In questo momento sto lavorando per Bonelli alla serie Dylan Dog, imparo molte cose, cresco professionalmente, anche in termini di organizzazione, e questo è utilissimo per i miei progetti come autore unico. A volte vorrei avere del tempo per non fare niente, ma al momento è più divertente fare tutto.

Nel frattempo, dopo Luna del mattino, hai deciso di realizzare un libro antologico.

È nato per caso guardando i miei disegni insieme a Alessio Trabacchini, che ha curato la mia mostra alla Pinacoteca di Bologna in occasione dell’edizione 2018 di BilBOlbul. Ci siamo detti che sarebbe stato bello poter rileggere quelle storie brevi a fumetti tutte insieme in un libro.

Pochi minuti dopo ero al telefono con Ratigher [direttore editoriale di Coconino Press, ndr] e stavamo già pensando a come impaginarlo, poi è passato più di un anno… Notte rosa ha richiesto molta lavorazione, non volevamo che sembrasse una semplice antologia, una raccolta di racconti brevi, ma che fosse un insieme organico, un libro perturbante. Abbiamo preso tutto il materiale, circa 300 pagine tra fumetti e illustrazioni, e poi abbiamo eliminato ciò che non ci sembrava essenziale. Nella sua versione definitiva il libro ha 160 pagine e comprende anche una storia inedita di trenta pagine disegnata appositamente per questa pubblicazione.

Il nuovo racconto tratta alcuni argomenti a cui tengo in questo momento e altri che ritornano in modo ossessivo dai fumetti del passato. Anche l’editing di Giovanni Ferrara è servito a renderlo ancora più tagliente: questo libro secondo me è una bomba!

Tra le storie di Notte rosa ci sono i semi che hanno portato a Luna del mattino…

Questa cosa me l’hanno già detta. È vero, mi sembra che i miei lavori siano sempre molto connessi tra loro, anche se appaiono diversi. Tra le tante illustrazioni che abbiamo eliminato dalla versione definitiva ce ne sono alcune che hanno ispirato Luna del mattino in modo piuttosto esplicito. Ma, come ho già detto, abbiamo preferito tagliare e sacrificare il superfluo, nonostante fossero disegni che vorrei tantissimo pubblicare. Per me Notte rosa è una raccolta di racconti brevi e illustrazioni che si può leggere quasi come un unico graphic novel. 

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Come suggerisce Ratigher nella sua prefazione, il tema delle ossessioni sembra fare da collante a praticamente tutti questi racconti.

In effetti sono talmente ossessionato dalle storie che ho in testa che non riesco mai a spegnere il cervello e allontanarmene. I racconti che stanno in Notte rosa rispecchiano sicuramente questa attitudine.

Nel periodo in cui ho realizzato queste storie, dieci anni fa, non avevo nemmeno trent’anni, ero incazzato col mondo e questa rabbia interiore si è trasferita nei protagonisti dando loro forza, aggressività e voglia di vivere a tutti i costi. Animali antropomorfi, feroci, vitali, questo rappresentano per me quei personaggi.

Tu invece come descrivi la materia narrativa di Notte rosa?

Notte rosa è una festa di mostri fuori controllo, a briglia sciolta, capaci di esorcizzare la paura spingendola al massimo, senza fare la morale. Personaggi ironici, autoironici e dissacranti, che affrontano pericolosamente le paure, toccano il fondo come nei film horror e impazziscono, ma, ripeto, hanno un incredibile slancio vitale. 

Per me sono persone vere che cercano di difendere il loro spazio, a tutti i costi, come gli animali. Questi racconti sono spaventose allegorie dei comportamenti umani, storie efferate come piccoli racconti del terrore. I personaggi vanno fino in fondo, al buio, e poi se va bene risalgono nel finale, sgangherati e improvvisati, ma con forza prorompente.

Come è nato il racconto inedito?

In Coconino erano da tempo appassionati a queste storie, ma il problema era come impacchettare il tutto: i libri antologici sono difficili da proporre sul mercato, di conseguenza mi hanno chiesto un fumetto nuovo da aggiungere alla raccolta.

Inizialmente non sapevo cosa fare, poi una notte mi sono svegliato con un’idea. Era incentrata sul flusso di coscienza di un personaggio e aveva a che fare con i social network, una roba polemica e noiosa, anche se i presupposti mi sembravano giusti. Su questa base ho disegnato le tavole senza preoccuparmi troppo, ho riempito le vignette di didascalie senza pensare a cosa metterci dentro: seguivo una composizione visiva sentendo che quello era lo spazio giusto per le parole dei personaggi.

Disegnando le pagine però si è anche presentata la criticità di questa storia: il protagonista si trasforma costantemente (muta forma fisica, cambia maschere, diventa un papero, poi un mostro e via così fino alla fine), e ciò rischiava di rendere molto difficile la lettura… poi è arrivato un angelo e ha risolto tutti i nodi narrativi.

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Una tavola dal racconto inedito che dà il titolo al libro

Un paio di racconti erano apparsi sulla rivista Animals, altri su Il Male. L’esperienza di Animals fu fondamentale per tanti autori. Si parla molto dell’importanza delle riviste e di come se ne senta la mancanza.

Le riviste sono il modo migliore per pubblicare un libro a puntate, e soprattutto per formarsi. Essere pagato a pagina aiuta molto, come aiuta anche poter vedere ogni mese il lavoro pubblicato in edicola, perché hai modo di renderti conto meglio di ciò che stai facendo. Questa posizione suonerà arcaica ai tempi di Instagram, lo so, però a differenza dei social network, nella rivista non hai il rapporto diretto col lettore e corri meno il rischio di adattare a tutti i costi la tua produzione seguendo l’approvazione del pubblico. Ma non sono sicuro di questo…

Stai lavorando a un nuovo graphic novel?

Sì, l’ho scritto nel gennaio del 2019, mentre ero a Pittsburgh. Prestissimo inizierò a disegnarlo.

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