I ringraziamenti ai fumettisti nei titoli di coda dei cinecomics sono sufficienti?

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Steven T. Seagle – sceneggiatore (Big Hero 6) e fondatore dei Man of Action (il gruppo di autori che ha creato di Ben 10) – ha pubblicato un op-ed su Bleeding Cool in cui si scaglia contro lo scarso riconoscimento dei fumettisti da parte degli studi che producono cinecomic e serie tv basate su fumetti. Seagle si riferisce in particolare alla prassi di film e serie tv di inserire i nomi degli autori i cui lavori hanno ispirato un determinato prodotto in una lunga lista di “ringraziamenti” sepolti nei titoli di coda.

Un tempo i nomi dei creatori dei personaggi protagonisti dei film campeggiano nei titoli di testa o all’inizio dei titoli di coda, mentre ora sono spesso confinati nelle retrovie dei crediti. Ma Seagle in questo caso si riferisce agli autori dei fumetti che possono aver influenzato la pellicola in varie maniere (il titolo della saga che cita, una scena, un personaggio, un’idea di trama o un design). Nei titoli di coda di Avengers: Endgame, per esempio, sono ringraziati i creatori di Capitan America, Star-Lord, Rocket Raccoon, Thanos, Gamora, Drax, Groot e Mantis, oltre a una cinquantina di fumettisti artefici delle storie alla base del film, anche solo in maniera tangenziale (ma senza che si capisca davvero in quale misura le loro opere abbiano contribuito al risultato finale). Questi ringraziamenti appaiono all’ottavo minuto dei titoli di coda (sui dodici totali).

Secondo Seagle, questi ringraziamenti, simbolici e privi di un corrispettivo monetario, sono troppo poco. «Mi sono stufato di guardare film e serie tv basate su fumetti di supereroi (e non) e dover vedere come fanalino di coda una serie di nomi di fumettisti tutti ammassati insieme, mentre altri si prendono il merito» ha scritto Seagle. «Questa pratica dovrebbe lasciare il posto a riconoscimenti appropriati, anche monetari.»

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I ringraziamenti ai fumettisti in Avengers: Endgame

Secondo lo sceneggiatore, le case di produzioni sono convinte che «basti lusingare gli autori mettendo il loro nome sullo schermo, quando invece le loro idee sono parte del DNA di quelle produzioni. Non sono stati “d’ispirazione”, l’hanno proprio pensato». L’autore afferma che, come accade in alcuni casi, ogni elemento non originale del film debba essere accreditato («“costume creato da [nome dell’autore]”, ”[nome del personaggio] creato da [nome dell’autore]”»).

«Il punto è semplice: se il film o la serie tv sa per cosa sta “ringraziando” un autore, allora possono e devono esplicitarlo», oltre a pagare l’autore per i diritti dell’idea (che legalmente il fumettista ha ceduto firmando il contratto con l’editore, quindi sarebbe soltanto un gesto di gratitudine da parte della major).

«Quando si tratta di dire “grazie” per il lavoro svolto, “grazie” è il minimo. Ma “il minimo” non dovrebbe essere lo standard. Lo standard dovrebbe essere: il giusto riconoscimento, la giusta remunerazione

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