Il nuovo multiverso DC Comics, spiegato

nuovo multiverso dc comics

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Con la conclusione di Dark Nights: Death Metal – miniserie scritta da Scott Snyder e disegnata da Greg Capullo, Yanick Paquette e Bryan Hitch – uscita questa settimana negli Stati Uniti, il multiverso di DC Comics è stato nuovamente rimodellato in vista del nuovo rilancio denominato Infinite Frontier che partirà a marzo.

Un «reboot morbido» l’ha definito Newsarama, con cui il multiverso DC Comics è stato espanso oltre le 52 terre della ristrutturazione operata da Grant Morrison nel 2014. Ora non c’è più un unico multiverso, ma innumerevoli multiversi che vanno a formare un Omniverso: una “frontiera infinita”, come è definita all’interno del fumetto.

Come prima conseguenza di questo cambiamento, Terra-0 – dove hanno attualmente luogo le avventure dei personaggi classici della casa editrice – non sarà più il centro di tutto, ma solo uno dei due poli della spina dorsale del multiverso principale. L’altro polo sarà rappresentato dal nuovo misterioso pianeta chiamato Elseworld, nome che richiama l’etichetta con cui fino a pochi anni fa erano indicate le storie fuori continuity di DC Comics (“Elseworlds”, appunto).

Il concetto di multiverso nei fumetti di DC Comics nacque ben 60 anni fa, con l’introduzione di Terra-2 (un mondo alternativo a quello dei classici eroi) nella storia Flash dei due mondi di Gardner Fox e Carmine Infantino. Nel corso degli anni, a Terra-1 e Terra-2 si sono aggiunte varie altre terre, che poi sono confluite in un’unica continuity nel 1986 al termine dell’evento Crisi sulle Terre infinite di Marv Wolfman e George Pérez. Nel 2006, con il crossover Crisi infinita di Geoff Johns e Phil Jimenez, il concetto di multiverso è poi tornato in scena, con la creazione successiva di 52 mondi.

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A raccontare ora il passaggio dal multiverso all’omniverso in Dark Nights: Death Metal 7 è Totality, una sorta di supergruppo descritto come «uno scudo che protegge il nostro mondo da minacce future, presidiato dalle sue più grandi menti» e composto da Hawkgirl, Mr. Terrific, Martian Manhunter, Talia ah Ghul, Vandal Savage e Lex Luthor. Il quartier generale di questo gruppo è posto sul lato oscuro della Luna e ricorda molto la Sala della Giustizia, una delle basi della Justice League.

Nel corso della storia appare anche la mappa del multiverso ideata da Morrison ed è affermato che il Salone degli Eroi esiste ancora – il che spiegherebbe la presenza del Presidente Superman di Terra-23 sulla copertina del numero zero di Infinite Frontier –, così come il Multiverso Oscuro, creato proprio da Snyder nel 2017 su Dark Nights: Metal 1, che presenta versioni “corrotte” dei classici eroi DC (tra cui anche Batman che Ride).

In Dark Nights: Death Metal 7, inoltre, Hawkgirl afferma che alcuni personaggi morti – più o meno di recente – sono tornati in vita. Tra di essi, il più probabile sembra essere Alfred Pennyworth, il maggiordomo di Batman, ucciso da Bane nel 2019. Ma, soprattutto, ora gli abitanti dell’universo DC ricordano tutto ciò che è successo nelle storie passate della casa editrice, come “passati alternativi”. La Justice Society of America è tornata così a essere il primo supergruppo del mondo, e gli eroi ricordano com’era il mondo prima di Crisi sulle Terre infinite e persino che cosa è successo durante quell’evento e durante New 52.

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Allo stesso tempo, nella storia gli eroi scorgono alcuni squarci del loro futuro – anzi, dei loro possibili futuri –, fornendo un gancio per l’evento Future State, che sarà pubblicato tra questo mese e il prossimo e presenterà una nuova generazione di eroi, tra i quali alcuni personaggi già noti – come Jon Kent, figlio di Superman e Lois Lane – e altri creati per l’occasione, come il nuovo Batman afroamericano.

Questa nuova situazione comporta che d’ora in poi tutte le storie passate di DC Comics saranno considerate in continuity, rendendo irrilevanti precedenti reboot come Crisi sulle Terre infinite e Flashpoint (non a caso, Snyder aveva definito Dark Nights: Death Metal una «anti-Crisi»). La casa editrice sembra quindi aver smesso di voler stipare la continuity dei propri personaggi in un’unica linea temporale coerente, e le conseguenze di tutto questo saranno evidenti da marzo in poi, con l’esordio di Infinite Frontier.

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