Il fumetto che racconta la vita del Dio del manga

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Le notizie biografiche su Toshio Ban sono scarne, al limite dell’inesistente. Si sa che per lungo tempo fu un collaboratore della leggenda dei manga giapponesi Osamu Tezuka. Entrò a far parte della Tezuka Productions nel 1974 come uno degli assistenti dell’autore, scrivono i biografi americani. Dopo un periodo di lavoro come freelance, tornò a lavorare per Tezuka nel 1978 come sub-capo della produzione di manga per le riviste. Aiutò Tezuka fino alla sua morte nel 1989.

Come autore Toshio Ban lavorò a stretto contatto con il maestro Tezuka e ne realizzò una biografia in versione manga di 900 pagine, intitolata Osamu Tezuka – Una vita a fumetti. Oltre alla vita e al lavoro del creatore di Astro Boy, Kimba il leone bianco, Black Jack e La Fenice, il libro offre anche spunti e scorci interessanti, soprattutto aneddoti sull’evoluzione dei primi manga e anime giapponesi. Le note su Toshio Ban si concludono dicendo che l’autore lavorò anche con lo scrittore Peter Tasker su un manga futuristico intitolato I am a Digital Cat: A Japanese Future.

Ecco, finisce praticamente qui quello che sappiamo dell’autore di Una vita a fumetti. E quel che sappiamo è poco, anche se in realtà è molto quello che traspare dalle pagine. Non solo una conoscenza intima di Tezuka, ma anche una vicinanza di stile immancabile per come vengono costruiti gli opifici delle pagine dei manga giapponesi. Il racconto di Toshio Ban è certamente apologetico, non c’è altra parola adatta per definirlo, ma non è per questo un semplice velo di incenso o privo di interesse.

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Per un appassionato di manga – ancora più che di Tezuka – Una vita a fumetti è una straordinaria cavalcata nel Giappone del dopoguerra, con la creazione e la costruzione di una industria culturale, quella dei manga, che poggia in buonissima parte sulle fondamenta solide del lavoro di Tezuka. Una cavalcata che non delude e che a mio avviso deve fare parte della libreria di opere da consultazione oltre che da lettura di chi sta scoprendo l’universo dei manga e la galassia Tezuka in particolare (del quale è stampata o ristampata praticamente tutta l’opera grazie a J.Pop).

Non è infatti possibile prescindere dalle storie di Tezuka, se si vuole essere onesti per quanto riguarda la creazione del pantheon cartaceo nipponico: dalle origini nelle profondità del teatro kabuki passando per l’illustrazione e le stampe ottocentesche a tutto quello che la storia del manga mette in fila (al riguardo eccezionale anche se oggi purtroppo praticamente introvabile la piccola coppia di volumetti di Storia del Fumetto Giapponese) sino alle ultime produzioni, Tezuka è uno snodo centrale e non solo per la sua straordinaria prolificità. Il “Dio dei manga”, che non a caso viene chiamato “il Walt Disney giapponese” (e lo è certamente più lui che non Hayao Miyazaki), ha infatti realizzato 700 volumi con più di 150mila tavole disegnate direttamente dall’artista con lo stuolo dei suoi assistenti.

Cosa dire allora di questa biografia, realizzata da uno dei suoi più stretti assistenti e pubblicata in Giappone dalla sua stessa casa di produzione? Il lavoro è realizzato certamente attorno alla celebrazione della vita di Tezuka, ricostruita con un racconto veloce e puntuale che vale sia per l’appassionato che per il lettore che vuole sapere qualcosa di più sull’autore più popolare del fumetto nipponico e sulla nascita di questa industria gigantesca. La scoperta però è molto più semplice e profonda, ossia che accanto alla cultura «alta», fatta di grandi e autorevoli scrittori giapponesi, ne esisteva un’altra, vivacissima, ricca, interessante e fruibile, dove non mancavano anche opere di ottimo livello. Osamu Tezuka è soprattutto il rappresentante di quest’altra faccia.

Se vogliamo, questa non dovrebbe essere una scoperta nuova, visto che fin dagli anni Sessanta intellettuali come Umberto Eco o Goffredo Fofi hanno rivalutato la cultura popolare e di massa, spiegando che il fumetto è letteratura tanto quanto il romanzo. E quindi, Tezuka, che è stato soprattutto un pioniere ma anche un prolifico manierista sia del manga che anche dell’anime, ha un ruolo anche e soprattutto perché è stato capace di svincolare buona parte del manga giapponese (e poi dell’animazione) dal modello americano, che sulla popolazione nipponica aveva un peso enorme.

Nel dopoguerra, infatti, la cultura e l’industria americana entrarono pesantemente in Giappone, e le tracce di questo si trovano ancora oggi ovunque, dal cinema alla stessa conformazione delle città nipponiche, sino alla strutturazione di molte narrazioni sia nella letteratura che nel fumetto o al lessico, pieno di “prestiti” quasi irriconoscibili (per la normalizzazione introdotta dalle regole di fonetica giapponese) di parole americane.

Tezuka seppe creare una discontinuità nella modernità, costruendo molte narrazioni alle volte meno innovative ma anche inventandosi alcuni piccoli capolavori che poi tanto piccoli non sono. E personaggi indimenticabili e “storici”, per il ruolo che hanno avuto. Come Safay di Ribon no Kishi, cioè la principessa Zaffiro della serie omonima (il titolo del manga giapponese tradotto sarebbe letteralmente “Il cavaliere del nastro”), primo personaggio dall’incerta identità sessuale a diventare popolare nella storia del manga e punto di riferimento perenne nel genere degli shōjo manga (i fumetti per un pubblico di ragazze e a contenuto sentimentale) di cui Tezuka fu a lungo un campione.

La storia della lunga vita di Osamu Tezuka, nato a Toyonaka, vicino a Osaka, il 3 novembre 1928 e deceduto a Tokyo per un male incurabile il 9 febbraio 1989, si chiude con la costruzione del “suo” museo: l’Osamu Tezuka Memorial Hall, inaugurato il 25 aprile 1994. E si chiude come si chiudono tutte le grandi vite di uomini importanti: una folle corsa alla produzione, alla costruzione, alla crescita, che quando fatalmente si interrompe lascia un’opera ampia e articolata come testimonianza dell’artista sotto l’imprenditore e il produttore.

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Osamu Tezuka è stato molte cose, ma la sua vita è sicuramente determinata non soltanto dalle storie che ha voluto a tutti i costi raccontare ma anche dalla passione profonda per il disegno e la cultura giapponese, sia i manga che gli anime. La biografia a fumetti è la strada più ricca e che fa fare meno fatica per entrare in questo mondo e capirne le dinamiche e la ricchezza.

Osamu Tezuka – Una vita a fumetti (voll. 1-4)
di Toshio Ban
traduzione di Tommaso Ghirlanda
brossura con sopraccoperta, 240 pp. a voll., b/n
10,90 € a voll. (acquista online)

Antonio Dini, giornalista e saggista, è nato a Firenze e ora vive a Milano. La sua newsletter si intitola: Mostly Weekly.

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