Tutto quello che c’è da sapere sul finale di “Tre Joker”

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER

tre joker finale fumetto dc comics

Panini Comics ha pubblicato questa settimana in Italia il finale di Tre Joker, la storia in cui è stato svelato il mistero attorno alle tre diverse incarnazioni del Joker, l’arcinemico di Batman. Uscita lo scorso autunno negli Stati Uniti, Tre Joker ha fatto luce su un segreto che dura da qualche anno e su cui gli autori, Geoff Johns ai testi e Jason Fabok ai disegni, stavano lavorando da tempo.

Era il 2015 quando, in una storia della Justice League, Batman si era impossessato dell’artefatto divino noto come “sedia di Mobius” e gli aveva chiesto quale fosse il vero nome del Joker. La risposta fu: «Ci sono tre Joker». Nell’albo Universo DC: Rinascita vedevamo Batman nella sua caverna osservare sui monitor tre incarnazioni del Joker, ognuna ispirata a una precisa fase storica del personaggio (quello classico con cui si scontra abitualmente Batman, quello degli anni Ottanta che assaltò Barbara Gordon in The Killing Joke e quello che uccise (momentaneamente) Jason Todd – il secondo Robin, ora noto con il nome Cappuccio Rosso – in Una morte in famiglia).

Tre Joker è stata rielaborata nel corso degli anni e inizialmente avrebbe dovuto coinvolgere la Justice League. Alla fine, è stata pubblicata sotto l’etichetta DC Black Label, pensata per progetti adulti e – solitamente – fuori continuity.

Cosa è successo?

Batman, Batgirl e Jason Todd scoprono che il Joker è responsabile di tre crimini avvenuti contemporaneamente e che il clown sembrerebbe intenzionato a diffondere la tossina che lo ha reso il maniaco omicida che conosciamo. Scopriamo che esistono tre Joker, il Clown, il Criminale e il Comico, il cui scopo è «creare un Joker migliore» e che ognuno di loro utilizza tecniche appartenenti a determinati periodi della sua vita editoriale. Il Joker Clown è catturato dal gruppo ma Jason, esasperato dalle invettive sardoniche che il clown gli rivolge, gli spara in testa.

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Batman e Batgirl scoprono che su una delle scene del crimine di Joker sono state trovate le impronte di Joe Chill, l’assassino dei genitori di Bruce. Nel penitenziario di Blackgate, la cella di Chill è vuota perché il criminale, malato terminale di cancro, è stato trasferito nell’ospedale del penitenziario.

Jason è rapito dagli altri due Joker, che gli rivelano che tutti quei morti erano serviti come esperimenti per un gas pensato per creare un nuovo Joker. Gli esperimenti sono finiti e i due criminali hanno trovato in Jason il soggetto ideale da trasformare nel Joker definitivo. Batman e Batgirl arrivano in tempo per salvare il ragazzo. Una volta al sicuro, Jason e Barbara, entrambi ancora afflitti dai traumi delle loro vite, si baciano.

Il Comico ha rapito Joe Chill e, dopo aver acceso una videocamera, lo obbliga a confessare il motivo per cui ha ucciso i genitori di Bruce. Chill spiega che odiava i due perché erano ricchi e avevano tutto ciò che lui non poteva avere. Voleva togliere loro l’unica cosa che li rendeva felice, il loro figlio. Il criminale si dice pentito delle sue azioni. Jason racconta che, secondo i Joker, il Joker perfetto è quello con «una vera identità dietro il sorriso» ma che hanno lasciato vivo Jason affinché Batman lo scoprisse.

Il Joker Criminale attende Batman nel cinema in cui era andato con i suoi genitori prima che morissero. Vuole trasformare Chill nel nuovo Joker perché, per quanto dolore possano infliggergli gli altri Joker, nessuno gli farà mai così male come è riuscito a fare Chill. Batman salva Chill, lo perdona per i suoi crimini, e il Joker Comico uccide il Criminale, per poi chiedere di essere portato in prigione.

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Joker confida a Batman di conoscere le identità segrete dei tre supereroi. Afferma poi che gli altri due Joker erano degli sciocchi: il Clown era un semplice sadico, mentre il Criminale sperava di creare un Joker con un’identità, un’idea impossibile perché Joker è la personificazione del mistero e del caos. Il suo vero piano era fare in modo che Batman perdonasse Chill così che, ora, Joker possa essere la persona che potrà farlo soffrire più di chiunque altro, fino a che non saranno morti entrambi.

Bruce confessa ad Alfred di aver scoperto la vera identità del Joker una settimana dopo il loro primo incontro, ma di non poterlo rivelare perché comprometterebbe la sicurezza della famiglia del Joker: la moglie di Joker, Jeannie, vive con il figlio in Alaska, sotto la custodia di Batman.

E quindi?

Non si riesce a capire se la storia sia effettivamente collegata al canone di Batman (in Tre Joker il maggiordomo Alfred è ancora vivo, mente nelle storie attuali no) o se probabilmente l’idea di partenza fosse stata quella di raccontare le origini di Joker con una svolta meta-narrativa che giustificasse le varie interpretazioni date negli anni, ma che a un certo punto la dirigenza abbia preferito non azzardare, confinando Three Jokers nella linea Black Label e spostando l’attenzione sulle «diverse prospettive che i personaggi hanno di Joker e come Joker abbia ferito ognuno di loro in modi diversi», come ha detto Johns in un’intervista a Polygon. «Alla fine questi personaggi che combattono il crimine stanno anche cercando di curare le loro ferite e impedire che qualcun altro si faccia del male. È diventato un terreno fertile per una storia piena di sentimento ma anche complicata.»

Nelle sue dichiarazioni pubbliche lo sceneggiatore ha sorvolato sugli indizi gettati in passato riguardo a questo Joker “uno e trino”. Fabok ha spiegato che Tre Joker è una storia autoconclusiva che potrà avere anche ripercussioni sulle avventure canoniche di Batman, «se la DC lo vorrà». Nel settembre 2019 il disegnatore aveva risposto a un fan scrivendo che «è in continuity come The Killing Joke. Puoi accettarlo o no. Stiamo inserendo alcune cose molto viscerali e ardite che non sono mai state fatte prima. Quindi i fan potranno reagire come vogliono, considerandola una storia canonica o no, come The Killing Joke». A causa della sua natura controversa, The Killing Joke è stata più volte rimossa e poi reinserita nel canone delle storie di Batman.

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Lo scorso novembre, rintuzzato sul tema da CBR, Johns ha risposto che «è una risposta complicata», affermando che «sta ai lettori e all’universo DC decidere se alcuni elementi della storia potranno essere utilizzati altrove». Resta quindi il dubbio che, nonostante la storia fosse stata anticipata come canonica, i vertici DC abbiano cambiato i piani in corsa preferendo confinarla in una realtà non ufficiale – specialmente il finale, che contraddice la premessa su cui si fonda la serie (perché Batman avrebbe chiesto il vero nome del Joker, se già lo sapeva? Perché voleva essere sicuro che nessuno lo sapesse e che la famiglia del Joker fosse al sicuro? Ma la sedia di Mobius è onnisciente, avrebbe dovuto comunque sentenziare un nome).

In ogni caso, Tre Joker negli Stati Uniti ha venduto benissimo (ognuno dei tre albi è stato il più venduto del rispettivo mese d’uscita) ed è stata ben accolta dalla critica statunitense e dai fan, che si sono scatenati alla ricerca dei vari riferimenti sparsi tra le pagine, convincendo DC Comics a mettere in cantiere un seguito della storia.

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