Il miglior fumetto del 2020, in Francia

L'accident de chasse fumetto

Il Fauve D’Or 2021, ovvero il premio per il miglior fumetto dell’anno precedente assegnato dal Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême, è stato vinto da L’accident de chasse, graphic novel di David Carlson e Landis Blair pubblicato in Francia da Sonatine Editions.

L’accident de chasse (“l’incidente di caccia”) è un libro di quasi 500 pagine, originariamente edito negli Stati Uniti da First Second nel 2017 con il titolo The Hunting Accident. Per Sonatine, casa editrice specializzata in letteratura noir, si è trattato della prima pubblicazione di un fumetto.

Ispirato a una storia realmente accaduta, il fumetto è ambientato a Chicago tra gli anni Venti e Sessanta e racconta del rapporto tra il giovane Charlie Rizzo e suo padre Matt, da cui si trasferisce dopo la morte della madre. Il genitore è una persona mite ma misteriosa, che in passato ha abbandonato la famiglia senza spiegazioni. Matt lo ritrova a condurre una vita ordinaria da assicuratore, scrittore e amante della letteratura e scopre che è cieco a causa di un incidente avuto durante una battuta di caccia.

L'accident de chasse fumetto

Invischiato con la mafia locale del quartiere di Little Italy, Charlie viene arrestato. Il padre, impaurito da quello che potrebbe capitare al figlio, cerca di fargli capire che sta sbagliando e gli svela la verità su come ha perso la vista: nel corso di una rapina a un negozio di alimentari andata male. In seguito, fu anche incarcerato presso lo Stateville Correctional Center, un carcere di massima sicurezza poco fuori Chicago, dove condivise la cella con Nathan Leopold.

Leopold era un ricco studente universitario dal quoziente intellettivo sopra la media, che nel 1924 assieme al suo compagno di studi Richard A. Loeb assassinò il quattordicenne Bobby Franks con la motivazione di voler compiere “l’omicidio perfetto” attraverso un elaborato un elaborato piano che prevedeva il rapimento, l’assassinio e la richiesta di riscatto. I due, scoperti, evitarono la pena di morte ma furono condannati all’ergastolo al termine di quello che la stampa dell’epoca definì “il processo del secolo”.

L'accident de chasse fumetto

L’idea di L’accident de chass è venuta allo sceneggiatore David L. Carlson, regista e musicista qui al suo primo fumetto, dopo che Charlie Rizzo, suo amico, gli ha raccontato la storia del padre. Inizialmente, Carlson avrebbe voluto creare un progetto transmediale adattandolo in spettacolo teatrale, musica e film, ma, dopo aver incontrato diverse difficoltà e in seguito al suo incontro con Landis Blair, ha scelto di realizzare un fumetto.

Blair è un illustratore americano che vive e lavora a Chicago e che ha impiegato circa quattro anni per completare i disegni di L’accident de chasse, stimando quasi 3.600 ore di lavoro. Il suo segno, caratterizzato da un fitto tratteggio, si ispira a quello di Edward Gorey, illustratore statunitense tra i più noti e apprezzati del Novecento, conosciuto in particolare per il suo stile cupo ed evocativo.

Arnaud Hofmarcher, il direttore editoriale di Sonatine, ha spiegato di essersi imbattuto nel fumetto per caso dopo aver letto un saggio dedicato all’omicidio compiuto da Leopold: «Sono rimasto affascinato dal potere del libro e dai suoi temi, che corrispondevano al DNA di Sonatine, ovvero un romanzo noir scritto in uno stile straordinario, con l’enfasi sui personaggi. Una storia tanto più allucinante perché vera, con un lavoro eccezionale del disegnatore».

L'accident de chasse fumetto

Hofmarcher ha anche affermato che secondo lui il libro non era stato notato da nessun altro in Francia perché «era stato pubblicato da un piccolo editore di New York ed era così sfuggito agli agenti letterari».

In realtà, il fumetto non era proprio del tutto sconosciuto. È possibile che Hofmarcher abbia voluto porre l’enfasi sul lungimirante lavoro di selezione della sua casa editrice e sul suo successo – l’opera era già stata premiata nel 2020 al festival Quai des bulles di Saint-Malo –, ma First Second è un editore rilevante nel panorama statunitense, con in catalogo opere pluripremiate come American Born Cinese di Gene Luen Yang, E la chiamano estate di Mariko Tamaki e Jillian Tamaki o Trottole di Tillie Walden. Peraltro, il graphic novel non era passato del tutto in sordina negli Stati Uniti, dove era stato segnalato tra i migliori fumetti del 2017 da Publishers Weekly, rivista americana tra le più influenti nel mondo dell’editoria internazionale.

Douglas Wolk, una delle migliori penne americane del giornalismo culturale, noto soprattutto nel campo della musica e del fumetto (il suo Reading Comics, del 2007, qui a Fumettologica resta una delle letture di riferimento sul rinnovamento dei comics negli anni Duemila), lo aveva consigliato sul New York Times, definendo il lavoro di Blair intriso di un «fervore grafomaniacale», e spiegando che il suo tratteggio incrociato e denso restituisce alla storia un tono claustrofobico, con scene intense ricche di metafore visive e allusioni rese con la sovrapposizione di più immagini.

L'accident de chasse fumetto

L’accident de chasse contiene inoltre diversi riferimenti alla Divina Commedia di Dante, testo molto amato da Matt Rizzo, che lo studiò in prigione grazie a Nathan Leopold. Come racconta la storia, Rizzo, una volta arrivato in carcere, già cieco a causa dell’incidente, iniziò a pensare al suicidio. Leopold, allora, strinse un patto con lui: se Rizzo avesse imparato il Braille e avesse letto l’Inferno di Dante, allora lui lo avrebbe aiutato a suicidarsi. Rizzo iniziò quindi a studiare e a leggere, finché non scoprì una vera e propria passione per la letteratura che lo allontanò dall’idea del suicidio e lo portò in seguito a voler diventare uno scrittore. 

«Quello che mi ha colpito – ha spiegato in un’intervista lo sceneggiatore David Carlson – è che questo ragazzo cieco di 22 anni, rinchiuso in una cella di 9 metri quadrati, riesce, nonostante tutto, a trovare la luce nell’oscurità. E quello che trovo ancora più notevole è che questa luce gli è stata accesa dal suo compagno di cella, che ha imparato a leggere il Braille solo per insegnarglielo, dandogli accesso alla grande letteratura che gli avrebbe salvato la vita.»

«Il personaggio principale è cieco – ha detto Landis Blair riguardo alla cupezza dei suoi disegni – il che implica l’oscurità nella sua vita. Credo che la freddezza del bianco e nero amplifichi la durezza della sua nuova vita in prigione».

Il processo di disegno di Blair consiste sostanzialmente nel tracciare i contorni degli sfondi, dei personaggi e degli oggetti, per poi andarli a riempire con una serie di tratteggi intricati. «Le matite sono state la parte più difficile e spiacevole dell’intero processo»,  ha spiegato in un’intervista. «Il lavoro effettivo avviene nel gettare le basi per ogni pagina, quindi se le basi sono sbagliate, l’intera pagina può cadere a pezzi. […] Viceversa, nonostante l’inchiostrazione sia la parte più laboriosa del processo, il modo in cui lavoro con il tratteggio incrociato mi sembra quasi di riempire un libro da colorare.

Le Figaro ha scritto che il fumetto «mette in luce il potere della letteratura e quello dell’immaginazione» e che «descrive l’evoluzione del rapporto padre-figlio in tutta la sua complessità, immergendo il lettore nella psicologia dei personaggi e in un’architettura dell’immensità, alla William Blake o alla Escher».

Al momento in cui scriviamo, il fumetto è inedito in Italia.

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