Charles Burns e l’esplorazione dei Labirinti della mente umana

labirinti charles burns coconino fumetto

Labirinti, il nuovo lavoro di Charles Burns – l’autore di Black Hole –, è la prima parte di una trilogia di album alla francese: volumi di grande formato, a colori e di una sessantina di pagine l’uno. Ormai l’autore, dopo il recente trittico X’ed Out, The Hive e Sugar Skull, sembra prediligere proprio il ritmo di produzione e il formato del fumetto franco-belga, a differenza degli anni Novanta, quando aveva lavorato al suo graphic novel più noto, Black Hole, serializzandolo in 12 albi nel tradizionale formato comic book americano.

Con Labirinti Burns dà il via a un racconto che ha per protagonista un adolescente di nome Brian, appassionato di disegno e di cinema. Il ragazzo è un tipo piuttosto asociale, il classico individuo che durante le feste se ne sta in disparte, appoggiato a un muro o del tutto perso in attività coltivate da solo nel bel mezzo di una folla distaccata che lo nota solo di sfuggita. Sin da piccolo Brian realizza filmini in Super 8, horror amatoriali che mostra ai coetanei con grande soddisfazione. 

Il nuovo film a cui Brian sta per dedicarsi è incentrato sulle cose assurde che popolano la sua mente, come spiega il ragazzo a Laura, la bella coetanea che dovrebbe prendere parte al film e che è combattuta tra essere affascinata dal lui o esserne intimorita. È grazie alle sue passioni che Brian riesce ad avvicinarla, e tra i due nascerà una singolare complicità. 

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Osserviamo Brian e Laura prima tra le mura di una casa nel corso di una festa, poi in un cinema e tra le strade di una cittadina. Visti dallo sguardo grandangolare e indagatore di Burns, questi luoghi sembrano sempre celare una strana tensione, come se da un momento all’altro la realtà possa prendere una piega inattesa, a causa della minaccia di intangibili presenze misteriose. Ad alternarsi ai momenti in cui i due si incontrano, si conoscono ed escono insieme, si aggiungono parentesi nel racconto, sequenze acide e allucinate che conducono nei labirinti della mente del ragazzo, nelle sue visioni. 

Oltre al cinema, Brian coltiva infatti anche un’altra via di fuga dalla realtà: il disegno, tramite il quale mette su carta i mostri e le creature deformi che popolano la sua fantasia. Alcuni di questi disegni secondo lui sono autoritratti, anche se si tratta di figure disturbanti, gigantesche larve o esseri abominevoli che sembrano usciti da un vecchio b-movie. Sono in realtà lo specchio della mente del ragazzo: la vera protagonista di Labirinti è la fantasia più sfrenata, e Brian è una sorta di cavia da vivisezionare. Attraverso di lui l’autore indaga i meandri della fantasia come fossero una dimensione parallela e indipendente dalla realtà.

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Con Labirinti Burns costruisce un horror psichedelico debitore della tradizione americana dei fumetti di EC Comics o della serie televisiva Ai confini della realtà. Si tratta di una storia che si compone per tasselli, in cui l’autore affianca la dimensione surreale e visionaria dell’immaginazione del protagonista a una realtà dai confini gradualmente sempre più incerti e disturbanti.

Come in Black Hole, Burns celebra la “mostruosità” dell’adolescenza, la sua natura incomprensibile e fugace. E, come nella trilogia di X’ed Out, si lascia andare a una narrazione allucinogena, a un flusso di coscienza apparentemente instabile e casuale, servendosi di un segno che si è fatto sempre più solido e concreto, monolitico e ipnotico.L’ossessione per i soggetti a lui cari – l’adolescenza su tutto – induce da anni Burns a una reiterazione di temi praticamente compulsiva, un’indagine inquieta su questioni che sembra quasi non afferrare o comprendere mai del tutto. Proprio per questo, è ormai difficile considerare i lavori di Burns come esperienze a sé stanti. Fanno tutti parte di un unico corpus narrativo che si manifesta in più forme. La sua esplorazione continua del disagio adolescenziale rasenta l’ostinazione, eppure, in ogni opera Burns riesce sempre a offrirne una prospettiva diversa e intrigante.

Labirinti
di Charles Burns
traduzione di Leonardo Rizzi
Coconino Press, novembre 2020

cartonato, 64 pp., colori
19,00 € (acquista online)

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