“Ogni cosa è bellissima e io non ho paura” di Yao Xiao: la libertà di essere se stessi

di Angela Viola Borzacchiello

ogni cosa bellissima non ho paura yao xiao

Ogni cosa è bellissima e io non ho paura, pubblicato da Edizioni Atlantide in un volume di pregio a tiratura limitata, è il graphic novel d’esordio di Yao Xiao, illustratrice nata in Cina che dal 2006 vive negli Stati Uniti, dove ha frequentato un college di arte e design a New York City. Xiao ha iniziato a pubblicare a questa storia circa sei anni fa, ispirandosi alle sue vicende autobiografiche, su una rivista online indipendente per donne lesbiche, bisessuali e queer.

Yao Xiao pubblica anche con regolarità una serie di strisce online che si intitola Baopu, una parola induista che significa “tendere alla semplicità”. E, in effetti, il suo stile è volutamente semplice e essenziale. Poche linee tracciate con uno stile da bambino, nel tentativo di ritornare a una origine del segno, una primitiva purezza.

La sua storia si presenta come un diario intimo e frammentato, una sorta di monologo interiore e al tempo stesso un dialogo con il lettore. Il punto di partenza della vicenda è il  “coming out” in videochiamata con la madre: «Non è che non mi piacciano gli uomini. È solo che forse preferirei condividere tutta la mia vita con una donna. In coppia con una donna». 

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L’autrice, che si autodefinisce un’immigrata queer, riflette su cosa significhi affrontare le paure e le incertezze dell’essere soli, e in particolare scontrarsi con i retaggi culturali del passato. Xiao desidera integrarsi ma non uniformarsi, vuole vivere in libertà, senza imposizioni, pur sperando di trovare nella famiglia un aiuto per affermare la propria identità.

La disapprovazione della madre la induce a ripensare alla sua vita, ai condizionamenti dell’educazione, alle aspettative deluse, ai desideri standardizzati. Rivendica il diritto di essere libera e divincolarsi dalle strette che la società impone: «Vivo una vita indipendente. …anche a costo di ignorare i pesi che mi porto dietro. Compio le mie scelte da sola».

L’autrice intraprende così un lungo viaggio interiore per conoscersi e ritrovare una sensazione di appartenenza. Si chiede come sia possibile imparare a essere se stessi senza aver paura di deludere chi si ama. Cerca un modo per orientarsi nella confusione. Da quando è immigrata in America non ha più un luogo da chiamare “casa”: sente di non appartenere al paese dov’è nata né a quello in cui vive. «Una volta che te ne vai, non esiste più alcuna casa. È solo una questione di scelte. Fra un posto che non puoi chiamare casa e un posto in cui vivere che non è tuo.»

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La similarità protegge dal rifiuto e dall’indifferenza, la diversità si presta all’infelicità. Per l’immigrato e la ragazzina acerba uniformarsi agli altri è quanto di più desiderabile, un antidoto al dolore causato dall’essere diverso. «Vivere con ciò che mi manca è la prima lezione che ho imparato dalle mie radici erranti.» In uno stile quasi naif, funzionale e senza abbellimenti estetici, Xiao comprende di non voler essere etichettata né in funzione della provenienza né delle scelte sessuali. Eppure avverte la  necessità di riconoscersi e sentirsi accettata, soprattutto dalla madre. 

In questo percorso di formazione e di crescita, di assunzione di un’identità che rispecchia il fluire veloce della vita, viviamo con lei il suo spaesamento, la difficoltà di un’integrazione in un nuovo spazio. Inizialmente, per lei è bellissimo scoprire una nuova città e nuove persone. Ma ci sono dei momenti in cui il suo presente è così distante da sembrare irreale, una vita inventata. E quando pensa a casa non è più sicura di cosa sia: non è parte della nuova città e nemmeno della città che ha lasciato per trasferirsi, dov’è nata e ha vissuto la maggior parte della sua vita.

Non ha idea di cosa significhi “casa” e non è sicura di averlo mai saputo. Il mondo di Yao Xiao è un pianeta a parte, al quale nessun altro può appartenere. Un mondo che l’autrice impara a costruire a poco a poco: per sentirsi meno sola, è andata in analisi per anni, imparando ad accettare l’incertezza dei futuri cambiamenti e trovando, infine, il coraggio di  non lasciarsi più condizionare dal suo bagaglio familiare e culturale di valori, ricordi, sensi di colpa e segreti.

L’autrice riesce ad essere introspettiva in modo surreale, lasciando fluire liberamente i pensieri e le immagini in equilibrio tra fantasia e realtà, grazie all’uso di colori brillanti, linee robuste e forti contrasti per esprimere le sue emozioni. Il tratto immediato e veloce rispecchia questa esigenza di affermazione, di una linea funzionale all’espressione. Poche scene, poche parole per smontare un luogo comune, per condividere una riflessione e mostrare uno sguardo che va oltre l’apparenza, in cerca di una essenzialità che è forse la più grande conquista per ogni essere umano: la libertà di essere se stessi è la fine di ogni paura.

Ogni cosa è bellissima e io non ho paura
di Yao Xiao
traduzione di Flavia Piccinni
Edizioni Atlantide, settembre 2020
brossurato, 126 pp., colori
20,00 € (acquista online)

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