Scomporre “I tre porcellini” per creare un nuovo classico

tre porcellini david wiesner orecchio acerbo

David Wiesner è uno dei più acclamati autori di picture book – o libri per bambini, per usare un’etichetta vuota ma merceologicamente chiara. Autore dalla bibliografia contenuta, ha firmato opere come Martedì, storia muta (meglio, con sei parole) di rane che si gonfiano e prendono il volo come palloncini pieni di elio, disegnata magistralmente e con un senso raffinato del racconto e dell’umorismo. Vincitore di tre Caldecott Medal, Wiesner nel 2001 realizzò I tre porcellini, un libro che utilizzava i meccanismi del fumetto per raccontare una versione postmoderna della fiaba tradizionale. Il volume è ora disponibile in Italia, pubblicata da Orecchio acerbo.

Come ogni racconto popolare, I tre porcellini è stato adattato in una serie di cartoni e riscritture che si sono progressivamente spinte verso terreni sempre più inusuali, e così dall’adattamento Disney si arriva a quello Warner Bros. de L’orchestrale freddo, in cui il lupo è un aspirante trombettista rifiutato dalla band di porcellini.

In ambito letterario, quello di Wiesner è un approccio che si inserisce in un filone revisionista che aveva già visto alcuni esempi notevoli. Nel 1989 La vera storia dei 3 porcellini! di Jon Scieszka e Lane Smith faceva uso del meccanismo del narratore inaffidabile (a raccontare la storia c’è il lupo cattivo, intento a offrire la propria versione dei fatti); nel 1993, I tre piccoli lupi e il maiale cattivo di Eugenios Trivizas e Helen Oxenbury ribaltava il paradigma narrativo mettendo al centro della vicende tre cuccioli di lupo contro un perfido suino.

tre porcellini david wiesner

I tre porcellini di Wiesner aggiunge invece uno strato metanarrativo in cui i personaggi sono consapevoli di abitare un racconto folcloristico e cercano di uscirne. La particolarità è che sono anche capaci di attraversare le pagine, uscendo fisicamente dalla storia e, con l’aiuto del linguaggio fumettistico, scardinando i codici del racconto.

L’inizio della storia ripercorre il canovaccio che conosciamo. Ma, quando il lupo inizia a soffiare, il maialino esce dalla storia e così succede agli altri. Così, insieme, i tre si avventurano nello spazio bianco (cioè quello spazio – reale e metaforico – tra una vignetta e l’altra che il cervello del lettore riempie, colmando la lacuna tra un’immagine e l’altra) e scoprono che lì ci sono tutte le altre storie della tradizione. Perfino le parole si fanno immagini, ricombinandosi e perdendo il ruolo passivo all’interno dell’illustrazione – invece di essere semplice testo narrativo, le lettere interagiscono con i personaggi acquistando fisicità.

Fuori dal libro, il disegno si fa più realistico e dettagliato, compaiono le nuvolette di dialogo e il fumetto diventa una iper-realtà. Con assoluto disprezzo, i porcellini accartocciano la vignetta, prendono una pagina e la usano come aeroplano di carta per viaggiare nello spazio. Non c’è traccia di una griglia, solo i personaggi nel bianco profondo.

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Qualche anno più tardi, nel 2006, Grant Morrison e Frank Quitely avrebbero ragionato sulle possibilità del racconto all’interno dello spazio bianco con Noi3. Solo che, mentre Morrison e Quitely vedevano lo spazio bianco come un oltre-tavola in cui i personaggi potevano muoversi tridimensionalmente restando nel loro mondo, Wiesner ha creato un nuovo piano di realtà in cui esistere. In quello spazio bianco l’autore ci trova un universo intero, un limbo attraverso cui accedere a un’infinità di altre storie.

Dietro a I tre porcellini c’è un’idea furba che si declina in maniera sovversiva eppure ambigua. Nel finale, la storia si riforma e si chiude, con un ribaltamento narrativo, ma sempre all’interno di quella cornice da cui i personaggi erano fuggiti. Wiesner concede ai personaggi di crearsi un loro nuovo mondo narrativo, con un finale che include i protagonisti di altre storie, ma sembra voler dire che alla fine, quel viaggio nell’ignoto era una semplice ricreazione, seppur portatrice di un minimo cambiamento (i personaggi sono tornati disegnati nello stile da libro illustrato, le lettere che compongono la narrazione) che lascia la porta aperta alla speranza.

I tre porcellini
di David Wiesner
traduzione di Lucia Feoli
Orecchio acerbo, novembre 2020
cartonato, 40 pp., colore
14,50 € (acquista online)

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