Cosa vi siete persi del quinto episodio di WandaVision

wandavision episodio 5

Il quinto episodio di WandaVision, la serie Marvel in cui Scarlet Witch e Visione sono finiti in un show televisivo in perenne evoluzione, è pieno di complicazioni e contiene un colpo di scena finale per veri intenditori.

WandaVision continua a convincere la critica, che ha apprezzato questo episodio per la trama più fitta e i nodi che pian pian vengono al pettine. Scritto da Peter Cameron e Mackenzie Dohr, e diretto da Matt Shakman, In questo episodio molto speciale è, come dice il titolo, una puntata particolare in cui il mistero attorno alle vite di Wanda e Visione inizia a rivelarsi.

Cosa succede nel quinto episodio di WandaVision

In un’ambientazione da serie tv anni Ottanta, Wanda e Visione hanno difficoltà a far addormentare i gemelli. Entra in scena la vicina Agnes, che si offre di fare da babysitter. Visione però è troppo ansioso per l’incolumità dei figli e rifiuta l’aiuto della donna. Agnes si rivolge confusa a Wanda, dicendo che forse è il caso di rifare la scena perché, secondo Agnes, Wanda vuole che la vicina badi ai figli. Visione chiede spiegazioni, ma la moglie ribatte che Agnes ha solo avuto un momento di confusione. All’improvviso, i bambini scompaiono, per poi riapparire cresciuti di alcuni anni.

Fuori da Westview, lo S.W.O.R.D. sta interrogando Monica Rambeau su ciò che è accaduto dentro la città. La ragazza spiega che una voce nella sua testa le impartiva gli ordini. Tyler Hayward, il direttore dell’agenzia, aggiorna il gruppo sul retroterra di Wanda (anche se secondo Jimmy Woo lasua è una semplificazione degli eventi). Nati a Sokovia, Wanda e il gemello Pietro sono diventati orfani in giovane età e si sono poi arruolati come volontari nell’Hydra. Dopo essere stata sottoposta a una non ben precisata sperimentazione con la Gemma della Mente, la ragazza ha acquisito poteri mentali e telecinetici. È stata poi responsabile della tragedia di Lagos, durante lo scontro tra gli Avengers e il criminale Rumlow in cui quest’ultimo ha azionato un giubbotto esplosivo, suicidandosi. Wanda ha limitato l’esplosione, uccidendo però diversi volontari del Wakanda e aumentando la sfiducia della comunità internazionale nei confronti degli Avengers.

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Nove giorni fa, Wanda ha infine fatto irruzione nel quartier generale dello S.W.O.R.D. per portare via il corpo smembrato di Visione – le cui ultime volontà impedivano di rianimarlo, per evitare che diventasse un’arma potenzialmente pericolosa. Non si sa come sia riuscita a riportarlo in vita senza la Gemma della Mente ma, Secondo Monica, Wanda non ha intenti bellici o aggressivi e si è posta in quarantena volontaria.

A Westview, intanto, Billy e Tommy trovano un cane randagio e chiedono di poterlo adottare. I genitori dicono loro che potranno avere un animale domestico solo quando avranno dieci anni. I due bambini allora crescono all’improvviso e Wanda fa apparire dal nulla un collare, il tutto di fronte ad Agnes. Visione le chiede come mai non nasconda più i suoi poteri in presenza degli estranei, ma Wanda minimizza, dicendo che entrambi dovrebbero uscire allo scoperto. Al lavoro, Visione legge la mente di Norm, un suo collega, che lo implora di salvare lui e gli altri dal controllo mentale di Wanda. Atterrito, Visione riporta l’uomo sotto il controllo di Wanda, facendo rientrare l’emergenza.

Dopo aver scoperto che all’interno di Westview (rinominato Esa per via della forma esagonale della pianta della città) possono entrare tutti gli oggetti del passato, perché Wanda si limita a modificare ciò che arriva dall’esterno, lo S.W.O.R.D. invia un vecchio drone di modo che Monica possa comunicare con Wanda. Ma Hayward l’ha dotato segretamente di armi da usare contro la donna. Wanda disattiva il drone, esce da Westview e procede verso Hayward e l’esercito dello S.W.O.R.D., avvertendoli che questo sarà il suo unico ammonimento pacifico. Prima di rientrare a Esa, fortica il campo protettivo attorno alla città.

Sparky, il cane dei gemelli, muore per aver ingerito delle azalee. Prima che Billy e Tommy decidano di crescere ancora per fuggire al dolore della perdita del cane, Wanda spiega loro che non si può scappare dalle proprie emozioni, né dalla morte. Visione chiede spiegazioni a Wanda riguardo alle numerose stranezze della giornata, ma la donna fa scorrere i titoli di coda per concludere la puntata. Di fronte all’insistenza di Visione, Wanda rivela di non sapere quando è iniziata la loro vita a Westview. A quel punto suona il campanello. È Pietro, ma non quello che conosceva Wanda, visto che è interpretato da un’altra persona.

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Appunti e riferimenti

  • Il titolo dell’episodio, In questo episodio molto speciale (On a Very Special Episode…), è un rimando agli “episodi speciali”, quelle particolari puntata di serie comiche in cui si affrontavano, in maniera seria, temi sociali con finalità educative. Una delle sitcom che spesso faceva ricorso a questa modalità narrativa era la serie degli anni Ottanta Casa Keaton con Michael J. Fox. Tutti i titoli di WandaVision usciti finora sono omaggi al gergo delle sitcom (Girato davanti a un pubblico in studio, Non cambiare canale, Ora a colori, Interrompiamo questo programma).
  • Quanto è stucchevole la sigla della finta serie tv di questo episodio? Gli autori, Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez (quelli che hanno scritto le canzoni di Frozen), ne hanno parlato in una bella intervista concessa a Entertainment Weekly, in cui spiegano che la canzone in questo episodio è particolare perché «l’arte delle canzoni per la serie tv raggiunse il picco negli anni Ottanta e dopodiché esse svanirono. È stata come l’esplosione brillante prima della morte di una stella. Erano più lunghe, erano ballate commoventi». A causa delle restrizioni dovute alla pandemia, sono stati Lopez e Anderson a cantare tutte le sigle.
  • Il disegno nella sigla sembra appartenere alla mano di Greg Land, disegnatore di molti fumetti di Marvel Comics abbastanza famigerato perché in passato era solito ricalcare i fotogrammi di film pornografici. Però non ho trovato riferimenti online sull’autore di quel disegno, quindi non so dirvi se sia davvero lui.
  • Gli eventi relativi all’incidente a Lagos sono accaduti nel film Captain America: Civil War. “Lagos” è anche il nome della carta assorbente protagonista della pubblicità fittizia che interrompe la puntata. Lo spot esclama che Lagos è la carta per «quando combini un pasticcio per errore», un riferimento al comportamento di Wanda nel film.
  • Il corpo smembrato di Visione mi ha ricordato una storia di John Byrne intitolata Alla ricerca di Visione, in cui il sintezoide giaceva su un tavolo di laboratorio dissezionato nelle sue componenti. John Byrne non compare però nei ringraziamenti alla fine dei titoli di coda.
  • Darcy Lewis dice che Visione gioca a Papà ha ragione (Father Knows Best), una serie televisiva statunitense trasmessa tra 1954 e il 1960.  È una sitcom familiare classica incentrata sulle vicende degli Anderson, famiglia della classe media del Midwest statunitense.
  • Parentesi per gli amanti della magica arte della traduzione: la scena in cui Visione è al lavoro e spiega cos’è un computer al collega è un uno-due di sciatteria micidiale. Prima, quando il collega domanda se il computer è anche in grado di trovargli una moglie, Visione risponde «eventually, yes», che andrebbe tradotto con un «prima o poi, sì» o «in futuro sì», in riferimento all’avvento di app e siti d’incontri. Invece, sia i sottotitoli che il doppiaggio traducono con l’orribile calco «eventualmente sì». OH MA OH! “Eventualmente” vuol dire “casomai”, “semmai”! Non prendiamo la piega del “piuttosto che” disgiuntivo, errore che non sopporto. E non venite a scodellarmi la storia della «lingua viva che cambia con l’uso dei parlanti» che è un lasciapassare della cazzata, una scusa per giustificare qualsiasi sfondone linguistico. Sennò finisce che la prossima volta che vedrò dei coriandoli li chiamerò “confetti” e pretenderò che mi capiate. Ma sto divagando.
  • La seconda sciatteria avviene poco dopo, quando il collega tira fuori un tagliacarta per leggere l’e-mail. Visione lo rassicura che quella è già una tecnologia «cutting-edge», un gioco di parole tra il significato del termine, “all’avanguardia”, e il suo senso letterale, “taglia-bordo”. In italiano, l’adattamento del doppiaggio fa dire al personaggio una frase a caso, «non serve, rovineresti solo la tastiera», mentre i sottotitoli (che immagino siano curati da un’altra persona) provano a rendere il gioco di parole traducendo la frase con: «Non occorre, è già una tecnologia “affilata”», non proprio il massimo ma decisamente meglio dell’altra scelta. Mi dà da pensare che entrambi gli adattatori abbiano tradotto “eventually” con “eventualmente” (vuol dire che il significato sbagliato del termine è diventato endemico? Spero di no). Non ho controllato il resto dell’episodio, ma è probabile che di casi simili siano piene le puntate. Non è sempre colpa dell’incuria dei traduttori, sottopagati e costretti a lavorare spesso con tempistiche stringenti che non permettono di soffermarsi sul testo per renderlo al meglio, però è anche vero che per quell'”eventually” non ci sono scuse che reggano. Spezzo una lancia in favore del doppiaggio dicendo che Elizabeth Olsen, come hanno fatto notare molti critici televisivi, recita con un accento “sokoviano” intermittente (quando è in modalità “sitcom” ha la cadenza americana, quando è fuori dall’Esa ha l’accento) che però non le viene molto bene ed è un po’ uno stereotipo. Nel doppiaggio italiano hanno preferito togliere questa sfumatura e secondo me hanno fatto bene.
  • La Gemma della Mente citata nell’episodio è una delle Gemme dell’Infinito. Era inizialmente contenuta nello scettro che Thanos dona a Loki, in Avengers: Age of Ultron Tony Stark e Bruce Banner scoprivano poi che all’interno della gemma c’era un’intelligenza artificiale, che fu utilizzata per creare Ultron e poi Visione – quest’ultimo è il risultato dell’unione di J.A.R.V.I.S. (il sistema di sorveglianza/maggiordomo domotico di Tony Stark), il corpo di un sintezoide e il fulmine di Thor. In Avengers: Infinity War, Visione si sottopone a un intervento in Wakanda al fine di poter rimuovere la Gemma e continuare a vivere. L’intervento è interrotto da Thanos e i suoi scagnozzi.
  • Nei titoli di coda fasulli compaiono alcuni nomi (Leeann Patrick, Amanda Weir, Chikako Suzuki, Matthew Ellena) di persone che hanno lavorato a WandaVision in vari reparti. ComicBook.com fa notare che sarebbe stato bello vedere anche «i nomi dei fumettisti che hanno realizzato le storie a cui si è ispirata la serie» – in riferimento allo scarso riconoscimento lamentato di recente dallo sceneggiatore Steven T. Seagle.
  • A proposito di ringraziamenti, ogni episodio presenta una lista di nomi diversi. Per esempio, Al Feldstein e Joe Maneely, i creatori di Jimmy Woo (che fu protagonista della testata Yellow Claw, pubblicata tra il 1956 e il 1957, quando ancora la Marvel era conosciuta come Atlas Comics), sono ringraziati soltanto negli episodi in cui compare il personaggio. In questa puntata è ringraziato Jim Steranko, che introdusse Woo nella continuity Marvel nel 1967 (immagino sia ringraziato per quello, sennò per cosa?).
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  • Il Pietro interpretato da un’altra persona è Evan Peters, cioè QUELLO DEI FILM DEGLI X-MEN (se questa notizia vi confonde o non vi entusiasma, o siete morti dentro, oppure non siete molto ferrati in materia “film della Marvel e problemi narrativi a essi legati” quindi vi rimando a questa news che spiega tutto a modino). Ora, io di WandaVision sapevo poco, mi ero tenuto lontano da quante più notizie o indiscrezioni possibili, ma ormai comunque l’andazzo che prenderanno i prossimi anni di storie Marvel l’abbiamo intuito. Però sono comunque riusciti a tenere nascosta questa sorpresa (e chissà quante altre – se vogliamo fare gli strani perché non tutti i Punisher insieme, incluso Dolph Lundgren? O magari Capitan America del 1990, che era interpretato dal figlio di J.D. Salinger, vorrei ricordavi). Eppure, il sottoscritto ve l’aveva detto o non ve l’aveva detto? Ve l’avevo detto (l’aveva detto anche mezzo internet? Non vi sto ascoltando). 🙉🙉🙉
  • Tom King, che ha sceneggiato la serie The Vision, ha parlato con il sito ComicBook.com delle influenze della serie, affermando che il suo lavoro non è molto presente nello show. «Ci vedo un sacco di Brian Michael Bendis», ha detto lo scrittore, «un sacco di Steve Englehart, un sacco di John Byrne, quando scriveva West Coast Avengers. Quell’idea di Visione elevata che anch’io ho cercato di fare, copiando Alan Moore». In effetti, l’apporto della serie di King è davvero minimo. Da quella serie, lo show prende soltanto l’immagine di Visione come capofamiglia in un contesto urbano e poco altro, ma per il resto sono proprio due campi da gioco diversi (vi consiglio di leggerla perché è una bomba). Quel “poco altro” è qui rappresentato da Sparky, il cane che adottano Tommy e Billy. Nella serie The Vision, Visione creava un cane partendo dal cervello di Zeke, il cagnolino dei vicini. Zeke aveva dissotterrato il cadavere del Sinistro Mietitore ed era stato colpito a morte dalla sua falce elettrificata. Così, Visione aveva inserito il cervello di Zeke nel corpo di un cane sintezoide battezzandolo Sparky. Virginia, la moglie di Visione, lo uccideva in preda alla rabbia dopo aver rivelato alla figlia di aver ucciso il ragazzo che le piaceva. Alla fine della serie, però, Tony Stark e Scarlet Witch riportavano in vita Sparky.
  • Parlando con IndieWire, la showrunner Jac Schaeffer ha detto che la storia, nonostante cominci ad avere un respiro cinematografico, è sempre stata pensata come serie tv perché «abbiamo bisogno dell’estetica televisiva per poi poterla rompere». Schaeffer ha inoltre svelato che l’ispirazione per lo show proviene dalla visione di Thor: Ragnarok, il terzo film di Thor diretto da Taika Waititi. «Quello fu un film che mi spaccò il cervello» ha spiegato Schaeffer. «Era entusiasmante e coraggioso. Spaccava le consuetudini e riempiva il film di colori. Il nostro gruppo di lavoro è onorato nel leggere recensioni che definiscono la serie “rivoluzionaria” ma per me, be’, c’è già Ragnarok e quello è parecchio folle.»
  • WandaVision ha finalmente trovato il suo ritmo, ridimensionando le manfrine sulla serie tv dentro la serie tv. Resta da capire se questa cornice avrà un senso narrativo (ancora non si è capito di preciso) o se sarà solo strana per il gusto di essere strana. L’episodio è comunque stracolmo di cose che succedono, con momenti molto gustosi. Mi viene solo il dubbio che questa serie si sia chiusa verso il pubblico largo, preferendo la fetta di fedelissimi che conosce tutti i retroterra dei personaggi (che sono comunque tanti, ma sono così tanti da garantire gli incassi di Avengers: Endgame? Non credo. E in effetti WandaVision sta su Disney+ quindi il mio discorso è: invalidato). Resto dell’idea che ormai tutto l’universo cinematografico Marvel sia impenetrabile. Siamo arrivati a un capolinea che abbisognerà di un reset, come succede nei fumetti, o la fama del marchio Marvel permetterà ai film di diventare sempre più complicati a dispetto del grado di attenzione che gli riserva il pubblico casuale?

Leggi la guida agli episodi di WandaVision

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