La scena dei titoli di coda di “Wonder Woman 1984”, spiegata

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wonder woman 1984 scena titoli di coda

Wonder Woman 1984 – film diretto da Patty Jenkins e uscito in Italia direttamente in streaming – presenta una scena extra fra i titoli di coda, con un momento a sorpresa che merita di essere approfondito.

Nella scena, ambientata in una strada affollata, vediamo una donna di spalle salvare con i propri superpoteri una mamma e il suo bambino da un palo che sta cadendo. Quando la donna si volta, scopriamo che si tratta di Asteria, la prima posseditrice dell’armatura dorata che viene indossata da Wonder Woman per la battaglia finale con Cheetah e Maxwell Lord. Come affermato da Diana, Asteria era un’Amazzone che fu determinante per salvare il suo popolo dalla schiavitù e che sembrava morta da tempo.

Nel corso del film, Asteria è citata più volte, ma senza essere mai mostrata pienamente. In questa scena, invece, la donna rivela per la prima volta il proprio volto… che corrisponde a quello dell’attrice Lynda Carter, interprete di Diana Prince/Wonder Woman nella classica serie tv degli anni Settanta andata in onda anche in Italia.

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La serie interpretata da Carter – trasmessa negli Stati Uniti tra il 1975 e il 1979 – era in realtà costituita da due serie distinte. La prima, Wonder Woman, basata sui fumetti della Golden Age, era ambientata durante la Seconda guerra mondiale. Fu prodotta da ABC e trasmessa tra il 1975 e il 1977. La seconda The New Adventures of Wonder Woman, era ambientata negli anni Settanta del Ventesimo secolo, cioè all’epoca della trasmissione. Prodotta da CBS, andò in onda per la prima volta tra il 1977 e il 1979.

Nei fumetti di DC Comics, l’unica Asteria esistente non ha nulla a che vedere con Wonder Woman. Il personaggio è apparso infatti un’unica volta in un albo del 1998 di Supergirl e Batgirl, come membro della Justice Society di una dimensione alternativa (Terra-1098). Il nome deriva in ogni caso dalla mitologica greca: Asteria era la figlia della titanide Febe e del titano Ceo, come descritto nella Teogonia di Esiodo.

L’armatura dorata invece deriva dalla miniserie Kingdom Come, pubblicata da DC Comics nel 1996 e sceneggiata da Mark Waid per i disegni di Alex Ross. A differenza di Wonder Woman 1984, ambientato nell’anno indicato nel titolo, Kingdom Come è ambientato in un futuro distopico in cui i grandi eroi come Superman, Batman e Wonder Woman sono ormai invecchiati e si sono defilati in favore di nuovi eroi più duri e violenti.

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