La storia della battaglia legale tra Neil Gaiman e Todd McFarlane

neil gaiman todd mcfarlane battaglia legale

Nel 1996, Todd McFarlane – creatore di Spawn e co-fondatore di Image Comics – acquistò i diritti di Miracleman. Il supereroe, originariamente chiamato Marvelman, era stato creato nel 1953 da Mick Anglo per la casa editrice Len Miller & Son, per poi essere rilanciato nel 1982 da Alan Moore – con Quality Communications ed Eclipse Comics – e ripreso in seguito da Neil Gaiman, con le storie di quest’ultimo che non avevano trovato una conclusione adeguata a causa del fallimento dell’editore. McFarlane mise sul tavolo 25.000 dollari per i cespiti della Eclipse con lo scopo di sfruttare Miracleman come comprimario della serie Hellspawn. L’intento segreto era meno creativo: uno scambio di ostaggi.

Qualche anno prima, nel 1993, McFarlane aveva invitato alcuni autori di grido a sceneggiare un episodio a testa di Spawn: Neil Gaiman, Alan Moore, Dave Sim e Frank Miller. Gestita da disegnatori come Rob Liefeld e Jim Lee, Image Comics si stava facendo notare più per i clamorosi ritardi e l’inconsistenza delle trame che per la bontà dei contenuti. «”Spazzatura analfabeta”», ricorda Gaiman, «era un modo gentile per definire gli insulti che stavano ricevendo quelli di Image Comics». In un’intervista apparsa su The Comics Journal 155 lui stesso commentò l’operato di Rob Liefeld: «Dopo aver letto Youngblood, a chiunque mi chiederà se può diventare uno scrittore dirò “Sì, e non devi nemmeno sapere come si scrivono le parole”».

«Incontrai Todd ad Atlanta nell’estate 1993 e fummo vicini di tavolo durante le sessioni di firme per tre giorni» spiegò su The Comics Journal 169. «Dopo il terzo giorno andai da lui a salutarlo e sembrava un tipo a posto. Mi telefonò qualche settimana dopo chiedendomi di scrivere Spawn. Pensai, perché no? Fu inaspettatamente divertente. Mi ci vollero cinque giorni, impegnandomi al mio solito, e tenete a mente che il numero medio di Sandman mi prende dalle tre alle cinque settimane.»

L’idea di McFarlane consisteva nel portare a bordo nomi importanti della scrittura a fumetti per cambiare la percezione pubblica della casa editrice: un prodotto di Image Comics avrebbe così raccontato buone storie. «Todd voleva dimostrare di essere… Non credo abbia usato la parola “umile” perché non è una parola che userebbe, ma voleva comunicare “Ehi, posso imparare”. Penso che considerasse la buona scrittura la sua mossa di marketing. A un certo punto mi disse che Liefeld e gli altri pubblicavano albi con copertine in rilievo o goffrate per aumentare le vendite. E lui aveva quattro numeri scritti bene, quello era il suo stunt pubblicitario.»

spawn 9 neil gaiman angela
La prima apparizione di Angela sulle pagine di Spawn 9

Ognuno dei quattro fumettisti si produsse in una personale interpretazione della serie, fino ad arrivare a una bizzarra meta-storia di Dave Sim. Sul numero 9, Gaiman introdusse personaggi che sarebbero diventati le colonne portanti della mitologia di Spawn, tra cui Medieval Spawn, Angela e Cagliostro. All’epoca, Gaiman strinse un accordo in cui McFarlane gli prometteva che l’avrebbe ricompensato «meglio di quanto farebbero i pezzi grossi», riferendosi a Marvel e DC Comics.

Spawn 9 vendette più di un milione di copie, e McFarlane pagò 100.000 dollari in royalty a Gaiman, che testimoniò come quella fosse la cifra che si sarebbe aspettato di ricevere da DC Comics se avesse scritto un albo da un milione di copie (una cifra che, all’epoca, era facile raggiungere). Insomma, Gaiman non stava affatto venendo trattato «meglio di quanto farebbero i pezzi grossi» – anche se, in una conversazione con Gary Groth pubblicata su The Comics Journal 169, disse che «mi ero fatto qualche scrupolo sul fatto che ero stato pagato così tanto per un lavoro che mi aveva preso cinque giorni, di cui uno passato a disegnare gli storyboard per Todd perché mi sentivo in colpa».

«Non sapevo se sarei stato in grado di scrivere un fumetto del genere, e quella sensazione è quella che più mi spinge ad accettare un lavoro» disse Gaiman. «Non ho cercato di inserire sottotesti, volevo solo scrivere il miglior fumetto per un dodicenne, dati i parametri di Spawn

In Spawn 9, Gaiman ampliò il mondo di Al Simmons, gli diede respiro e afflato fantasy – mostrando un’incarnazione medievale di Spawn – e ne stabilì le regole d’ingaggio, dipingendo Inferno e Paradiso come fazioni in piena Guerra Fredda (mentre McFarlane si era preoccupato solo di metterle ai poli opposti di un conflitto generico): nessun diavolo o angelo avrebbe potuto effettuare un attacco esplicito perché sarebbe stata una dichiarazione belligerante, e né l’una né l’altra parte avrebbero voluto scatenare l’Apocalisse. La Terra era dunque ridotta a una zona franca, un campo d’allenamento per entrambi gli eserciti. Come scritto su Sequart, «con un solo albo, Gaiman ridefinì tutto l’universo di Spawn. Riuscì a identificare le forze che muovono la realtà del personaggio, creare parte del cast di supporto e offrire fili narrativi che sarebbero stati sviluppati da McFarlane per i successivi cento numeri».

Un personaggio in particolare, Angela, incontrò il favore dei lettori, e McFarlane chiese a Gaiman di scrivere una miniserie a lei dedicata, disegnata da Greg Capullo. Lo sceneggiatore di Sandman scrisse alcune pagine per Spawn 26 come tessuto connettivo per lo spin-off, che McFarlane gli pagò 3.300 dollari. La cifra per il pagamento dei tre numeri di Angela è invece sconosciuta (in ogni caso più di 30.000 dollari). Pubblicata nel 1994, la miniserie fu un buon successo, e McFarlane mandò in produzione action figure raffiguranti Medieval Spawn e Angela. A Gaiman arrivò un assegno di 20.000 dollari volto a coprire le royalty delle vendite.

Due anni dopo, venuto a sapere che Image Comics era in odore di cambiare proprietario, Gaiman chiese a McFarlane un contratto che tutelasse i suoi diritti di co-creatore. McFarlane accettò, ma pochi anni più tardi inviò una lettera a Gaiman in cui gli notificava la recessione dei diritti, sulla base di quanto scritto nel colophon di ogni albo di Spawn, ossia che i personaggi erano di proprietà di Todd McFarlane e sua soltanto.

miracleman mike moran spawn
L’apparizione di Mike Moran su Hellspawn

Medieval Spawn, in particolare, costituiva un punto cruciale del dibattimento perché era una diretta emanazione di Spawn, come affermò Todd McFarlane in un passaggio allo stesso tempo dispotico e fragile della deposizione del 2002: «Il mio intento era quello di riappropriami di Spawn. Volevo Spawn. Voglio dire, non si sa come, non possedevo più interamente il personaggio. Dovevo riavere il mio bambino».

Nel frattempo, Eclipse Comics, l’editore di Miracleman, aveva dichiarato bancarotta e tutte le sue proprietà intellettuali erano andate all’asta. McFarlane se le assicurò per 25.000, sperando di risolvere alcune questioni relative a Spawn. Nel 1993 McFarlane aveva stipulato un accordo di licenza con Eclipse affinché quest’ultima producesse un set di pog (il gioco con gettoni ritraenti vari personaggi) con protagonista Spawn, chiamato per l’occasione “Spawn Spogz”. Questi pog erano l’unico oggetto sul mercato relativo a Spawn non controllato da McFarlane. Acquistando Eclipse, McFarlane voleva avere la certezza di mantenere il controllo del suo universo.

Inoltre, Eclipse era l’editore del personaggio Miracleman, e McFarlane sperava di poter convincere Gaiman a cedere Medieval Spawn e Cagliostro in cambio di Miracleman. Il disegnatore non era conscio del pasticcio legale dietro a Miracleman: Eclipse Comics aveva diviso i diritti della serie tra gli autori che l’avevano realizzata (due terzi alla Eclipse e il resto al team creativo, che deteneva i diritti fintanto che realizzava la serie: Alan Moore aveva passato la sua quota a Gaiman, e quest’ultimo era lo sceneggiatore in carica quando Miracleman aveva chiuso), senza contare quelli del creatore originale, Mike Anglo.

Da questa ingarbuglia situazione emerse un unico dato chiaro: con quei 25.000 dollari McFarlane si era aggiudicato soltanto il logo di Miracleman e poco altro. McFarlane sembrava non essere conscio della situazione (nonostante gli accordi specificavano chiaramente che «l’onere di eseguire le dovute indagini spetta all’acquirente») e inserì l’identità civile di Miracleman (Mike Moran) in un numero di Hellspawn, con l’intento di coinvolgere il supereroe in un’avventura che sarebbe dovuta apparire qualche numero dopo.

Annunciò perfino l’arrivo di una statuina di Miracleman – accolta malissimo dalla critica di settore («Non assomiglia neanche un po’ ad alcuna versione del personaggio realizzata dai disegnatori del passato») – nel tentativo di rivendicare la legittimità delle proprie azioni. In un’intervista del 2001 a Comic Book Resources McFarlane dichiarava di essere l’unico proprietario del personaggio.

Sul suo blog, Gaiman mise da parte la sua compostezza britannica e trascese in un post chiarificatore. Nel testo, asserì di aver parlato con Joe Quesada, editor-in-chief alla Marvel, il quale aveva avuto una conversazione con Todd McFarlane in cui quest’ultimo consigliava a Gaiman di trovare una soluzione con lui, da uomo a uomo, o avrebbe rivelato al pubblico tutte le brutte cose che sapeva di lui. «E così gli ultimi brandelli di rispetto che avevo per McFarlane sono svaniti» scrisse Gaiman.

Fu l’inizio di una lunga battaglia legale durata dieci anni che avrebbe intrecciato tre vicende diverse (i diritti legati ad Angela, Cagliostro e Medieval Spawn, quelli di Miracleman e la natura derivativa di altri personaggi creati postquam come Dark Age Spawn e Tiffany) e che avrebbe visto Gaiman uscirne vincitore. Per combattere McFarlane, Gaiman accettò l’offerta di Joe Quesada di andare a lavorare per la Marvel, per cui avrebbe scritto 1602 (miniserie disegnata da Andy Kubert che ipotizza cosa sarebbe successo se gli eroi Marvel fossero apparsi nel 1600 invece che nel 1900) e una versione moderna degli Eterni.

Con la Casa delle Idee, Gaiman fondò nel 2001 Marvels and Miracles LLC, un’entità a cui Gaiman e il disegnatore di Miracleman Mark Buckingham trasferirono i loro diritti relativi al personaggio con l’obiettivo di dirimere la questione in tribunale una volta per tutte.

Nel 2009 la Marvel comprò i diritti residui di Miracleman da Mick Anglo, che si scoprì essere il detentore del personaggio, dimostrando l’illegittimità di McFarlane ma anche di Ecplise Comics. Nel 2012, McFarlane versò a Gaiman 1 milione di dollari per coprire tutti i profitti dovuti a Gaiman dall’utilizzo dei personaggi che aveva co-creato in varie produzione extra-fumettistiche (film, cartoni, merchandising). Gaiman ottenne il controllo totale di Angela – che avrebbe poi venduto a Marvel Comics – e fu ufficialmente riconosciuto come co-creatore di Medieval Spawn e Cagliostro. Il crossover Age of Ultron si concluse con l’ingresso nell’universo Marvel di Angela, che sarebbe diventata poi una figura ricorrente nelle vicende cosmico-fantasy della Marvel.

Alla fine dell’edizione in volume di 1602, la prima opera che scrisse per Marvel Comics, Gaiman appose la dedica: «A Todd, per averlo reso necessario».

Leggi anche:

Entra nel canale Telegram di Fumettologica, clicca qui. O seguici su InstagramFacebook e Twitter.