“Il lupo dei bassifondi”, il Dopoguerra giapponese di Tadao Tsuge

Testimoniare la durezza della vita in Giappone durante il Dopoguerra è stata una vera e propria missione di vita, per il fumettista giapponese Tadao Tsuge. In questo solco si inseriscono i racconti contenuti nel volume Il lupo dei bassifondi, apparsi per la prima volta tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta principalmente sulla rivista giapponese di fumetto alternativo e di controcultura Garo. Questo è il libro che ha fatto conoscere in tempi recenti il lavoro di Tadao Tsuge al pubblico di lingua inglese e quindi in buona parte dell’Occidente, grazie a una edizione di New York Review Comics. In Italia arriva invece dopo La mia vita in barca, opera più tarda dell’autore, e dopo un’altra antologia, Trash Market.

lupo bassifondi tadao tsuge

I manga brevi di Tsuge offrono uno sguardo algido e impietoso sulla società. E i suoi disegni hanno una precisione chirurgica nel rappresentare i luoghi e una distaccata freddezza nel tracciare volti tramite pochi segni graffianti (e l’ottima stampa del libro rende giustizia ai tratteggi e alle campiture di nero, talmente dense da mostrare contrasti netti con gli abbacinanti sfondi bianchi).

Le storie raccolte in Il lupo dei bassifondi, realizzate in un momento apicale per il gekiga, rappresentano al meglio il lavoro di Tadao Tsuge, come conferma anche Ryan Holmberg – forse il maggior esperto occidentale di fumetto d’autore giapponese – nella sua ricca e interessante postfazione al volume.

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I protagonisti di questi racconti sono abitanti di quartieri poveri, uomini sbandati, disgraziati. Ci troviamo in un periodo in cui il Giappone, dopo essere stato distrutto durante la Seconda guerra mondiale, era un paese povero, dove le forze militari di occupazione americane imponevano la loro presenza con la forza, instillando nella popolazione un senso di sconfitta e sottomissione durato a lungo, ben oltre la dolorosa resa che mise in ginocchio una popolazione fino a quel momento in buona parte isolata dal resto del mondo e convinta di essere governata da un imperatore di origini divine.

Tra le polverose vie e gli squallidi muri che fanno da scenario alle storie di Tsuge si raccontano le prepotenze dei militari americani, la rabbia repressa dei giovani che vagabondano per le strade o l’inettitudine dei salary man, quegli impiegati che dedicano tutta la loro vita alla azienda per cui lavorano, per poi ritrovarsi perduti e vuoti quando tornano a casa la sera o, peggio che mai, quando arrivano all’età della pensione.

Le storie di Tsuge hanno molto in comune con alcuni dei più rappresentativi racconti di Yoshihiro Tatsumi, ma la prospettiva con cui il primo guardava al mondo era assai più distaccata e al contempo sottilmente malinconica rispetto al tono brutale e satirico con cui l’autore di Crocevia e Le lacrime della bestia sembrava sempre crudelmente deridere i suoi personaggi. Mentre Tatsumi si concentrava spesso sul ritrarre aree urbane in sviluppo, Tadao Tsuge indugiava sui quartieri poveri e periferici dove lui stesso era cresciuto. Descriveva lo stato di degrado e abbandono che regnava in quei luoghi – un degrado urbano ma anche interiore – che consumava le vite degli abitanti.

Entrambi gli autori raccontavano storie che non volevano portare alcun sollievo o distrazione al lettore, mirando anzi a provocarlo, dando la testimonianza di un’epoca di profondo e spietato cambiamento sociale. Se i finali di Tatsumi sono spesso amari e tragici e quasi appesantiti da un sottile umorismo nero, quelli di Tsuge rimangono invece aperti, carichi di disillusione e di disorientamento, e i suoi personaggi chiudono talvolta il racconto mostrando un’espressione di dubbio e incertezza.

Tsuge non suggerisce una prospettiva o un giudizio morale su uomini o luoghi, ma sembra anzi lasciare uno spiraglio di incomprensione e distanza tra i personaggi e il lettore. Immergersi nei suoi racconti vuol dire accettare la sfida di una narrazione che non offre certezze, dove non ci sono eroi né vincitori e vinti, ma solo la disorientata esplorazione di un turbamento interiore che fu proprio di un determinato periodo e luogo.

Il lupo dei bassifondi
di Tadao Tsuge
traduzione di Vincenzo Filosa

Coconino Press, novembre 2020
cartonato, 324 pp., b/n
22,00 € (acquista online)

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