Chi è Phillip Kennedy Johnson, il nuovo sceneggiatore di Superman

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Phillip Kennedy Johnson

Con il numero 29 di Superman – pubblicato negli Stati Uniti il 9 marzo – Phillip Kennedy Johnson è diventato il nuovo sceneggiatore del personaggio, prendendo il posto di Brian Michael Bendis. Una scelta in controtendenza, quella di DC Comics, che ha deciso di affidare uno dei suoi personaggi di punta non a un nome già affermato come lo era Bendis, ma a un autore in ascesa, sbucato fuori quasi dal nulla, tanto da non avere ancora nemmeno una pagina su Wikipedia.

42 anni e amante della musica jazz, dei fumetti e delle arti marziali miste, Johnson è cresciuto in un piccolo paese dell’Iowa, appassionandosi da piccolo ai film di Superman con Christopher Reeve, di cui ricorda in particolare una scena: quella in cui l’eroe porta Lois Lane in volo sopra Metropolis di notte, con l’iconica colonna sonora di John Williams in sottofondo.

Per l’autore, quella scena è paradigmatica di ciò che dovrebbe essere Superman: «Lui le sorride, ma si può affermare con certezza che in quel gesto non ci sia arroganza né egocentrismo. È davvero potente, ma tutto quello che dice e fa sta solo per “sono tuo amico e non permetterò che ti succeda nulla”».

Eppure, prima di dedicarsi attivamente ai fumetti, Johnson aveva scelto per sé una carriera da musicista, imparando a suonare il piano e la tromba. Tra il 2004 e il 2005 girò il mondo con la Glenn Miller Orchestra e si esibì con Moscow Ballet, Dallas Opera, Washington Symphonic Brass, Lexington Philarmonic e Benny Goodman Orchestra, come riporta il profilo sul suo sito personale.

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Action Comics 1029

Dopodiché, Johnson decise di arruolarsi nell’esercito americano, diventando presto sergente ed entrando a far parte della Army Field Band. Sul canale YouTube ufficiale della Band, c’è persino un video in cui Johnson suona alla tromba Can You Read My Mind?, una composizione di Williams per il film Superman del 1978 (a questo link, a partire dal minuto 10:23).

10 anni fa, proprio mentre era in tour con la banda, suo fratello minore Bill Hensley pensò di diventare un disegnatore di fumetti e lui si mise in testa di aiutarlo a entrare nel settore. A quel punto, però, le case editrici statunitensi iniziarono a interessarsi più al suo lavoro che a quello del fratello. «Inizialmente si trattava davvero di aiutare soltanto mio fratello a oltrepassare la porta» ha affermato Johnson. «Abbiamo iniziato a studiare insieme l’industria del fumetto ed è venuto fuori che era davvero divertente e gratificante.»

Johnson fece il suo esordio da professionista nel 2015, con la miniserie Last Sons of America per BOOM! Studios – disegnata da Matthew Dow Smith – in cui raccontava di un futuro distopico in cui gli Stati Uniti sono stati colpiti da un attacco biologico che ha reso la popolazione incapace di riprodursi.

La serie – che diventerà un film di Netflix – lo fece conoscere, portandolo a collaborare con altre case editrici come Archaia, IDW Publishing e Aftershock su titoli come Warlords of Appalachia e Smoketown (in Italia tradotta da Weird Book). Una sua storia per la rivista antologica Adventure Time Comics, basata sull’omonima serie animata, gli è valsa inoltre una candidatura agli Eisner Award per la miglior “short story” nel 2018.

A quel punto è arrivata la chiamata sia di Marvel che di DC Comics. La prima, dopo alcuni storie brevi e miniserie di secondo piano, gli ha offerto di sceneggiare la nuova serie a fumetti ambientata nell’universo narrativo di Alien (che esordirà negli Stati Uniti sempre questo mese); la seconda – dopo un passaggio su testate minori e sulla serie fantasy The Last God per l’etichetta Black Label – gli ha messo in mano uno dei suoi personaggi punta, probabilmente contando sul suo grande amore per Superman e facendo capire di puntare davvero tanto su di lui.

«Ho imparato a mettere ogni capacità e talento a mia disposizione al servizio delle cose che contano» ha affermato in un’intervista con il New York Times. «Dovrebbe sempre essere una storia o un messaggio reale, qualcosa che importi profondamente. Questa idea vale più che mai se stai scrivendo Superman, che incarna quell’idea di servizio.»

phillip kennedy johnson superman 29
Superman 29

Il ciclo di Johnson su Superman ha inizio con una storia in due parti intitolata Golden Age, pubblicata su Superman 29 (distribuito il 9 marzo) e Action Comics 1029 (in distribuzione dal 23 marzo), con i disegni di Phil Hester e Eric Gapstur. In essa, Jonathan Kent – figlio di Superman e Lois Lane – torna dal Trentunesimo secolo per combattere assieme a suo padre un mostro extraterrestre che, come ha scoperto nel futuro, lo ucciderà.

In un’intervista a Newsarama Johnson ha spiegato che le due serie saranno incentrate su Superman e suo figlio: Action Comics sarà dedicata principalmente a Clark Kent, mentre Superman si concentrerà di più su Jonathan, che diventerà centrale nello sviluppo delle trame generali. Dopo la conclusione di Golden Age i personaggi torneranno a incontrarsi, ma le due testate proporranno storie differenti e indipendenti tra loro.

Come riferito da DC Comics, Golden Age sarà inoltre il preludio a un grande evento futuro legato a Superman di cui Johnson ha anticipato: «non è esagerato dire che cambierà lo status quo di Superman per sempre e avrà un impatto duraturo sull’intero universo DC».

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