“Ruby Falls”, un thriller troppo breve per essere compiuto

di Valeria Righele

ruby falls ann nocenti bao

L’assassinio di Elizabeth Short, meglio nota come Dalia Nera, avvenuto a Los Angeles nel 1947, ha ispirato opere di finzione per tutti i settant’anni successivi, dalla letteratura (James Ellroy, per esempio) al cinema (Brian De Palma). Un omicidio irrisolto, quello della ventiduenne aspirante attrice arrivata a Hollywood dalla campagna per realizzare il suo sogno, che per via dell’ampia copertura mediatica è tristemente entrato nella leggenda ed è stato assunto a “Cautionary tale” per le donne che cercavano emancipazione nel secondo Dopoguerra: pensateci bene prima di andare in una grande città da sole a cercare fortuna, perché potrebbe succedervi qualcosa di terribile.

Anche Ann Nocenti, sceneggiatrice americana nota per il suo lavoro in Marvel e DC Comics (su personaggi come Batman, Daredevil, X-Men e Spider-Man), si è ispirata a questa vicenda quando ha iniziato a scrivere la sceneggiatura di Ruby Falls, il thriller in quattro atti realizzato assieme all’italiana Flavia Biondi ai disegni (già autrice unica su La generazione e La giusta mezura, sempre editi da Bao Publishing) e Lee Loughridge ai colori. Nella storia di Nocenti, la vittima è Betty Gallagher, una donna sposata, che negli anni Cinquanta rimase uccisa in seguito a una lite avvenuta in un bar del paese, dal quale prende il titolo il fumetto. Con la Dalia Nera, la donna aveva in comune uno spirito anticonvenzionale e la sete di emancipazione.

I loro casi di cronaca differiscono però in un elemento chiave: il delitto della Dalia Nera fu lungamente seguito dal Dipartimento di Polizia e da reporter in cerca dello scoop del secolo, mentre quello di Betty finì rapidamente nel dimenticatoio. È solo molto tempo dopo, quando la giovane protagonista del fumetto, Lana, sviluppa un’ossessione per la vicenda, che la ricerca della verità riprende. Seppur maldestramente, Lana si mette a indagare per conto proprio, avendo intuito che sua nonna potrebbe avere qualche informazione in merito.

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Con Ruby Falls, Nocenti ha scelto di scrivere una storia dichiaratamente incentrata sulle vite di donne comuni, appartenenti a generazioni diverse e legate da una violenza a cui nessuno dà più importanza. Lana è una ventenne ostinata ma svogliata, che non riesce a dare una direzione alla propria esistenza.

Lesbica e vegana, figlia unica di genitori separati, la ragazza ha due soli punti fermi nella vita: la sua fidanzata Blair, un’affascinante acrobata che si esibisce volteggiando nei night club e che forse proprio a causa del suo lavoro dimostra di essere molto più matura e concreta di lei; sua nonna Clara, che soffre di demenza senile e risiede in una casa di cura. Nel corso delle sue abituali visite all’anziana, Lana cerca di aiutarla a ricordare il proprio passato, finendo per intravedere stralci della verità della notte in cui Betty Gallagher fu uccisa.

Con questo escamotage, il racconto di un omicidio (quello di Betty) diventa il racconto di un ricordo (quello di Clara), ambientato in un paese minerario dove si mormora che le cascate si tingano di rosso a causa dei peccati commessi dalla mafia. Sì, perché in tutto questo mistero, a Ruby Falls si c’è di mezzo anche il boss locale. Ed è qui che il fumetto inizia a mostrare le sue debolezze.

La prima pista che segue Lana è legata infatti a un gangster che avrebbe avuto contatti con la nonna e la stessa famiglia Gallagher, ma l’incontro con il pericoloso criminale risulta privo di tensione e ben lontano dal sembrare una pericolosa resa dei conti, tanto che in breve la storyline viene abbandonata. E questo non l’unico elemento aggiunto da Ann Nocenti con l’intento di nobilitare e arricchire la narrazione ma che purtroppo finisce per rimanere irrisolto alla fine del volume.

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Il libro è troppo breve (appena 112 pagine) per riuscire a risolvere “il caso Gallagher” e assieme sviscerare la complessità di una riflessione sul ruolo della donna nella società e la sua evoluzione negli ultimi Cinquant’anni, o anche solo consentire ai suoi personaggi di iniziare una parabola di qualche tipo. Strillate sulla quarta di copertina, queste “tre generazioni di donne” – accanto a Clara e Lana, scorgiamo infatti anche la cinica Greta, madre della ragazza – sono appena abbozzate e, nonostante le buone intenzioni, è francamente eccessivo lo sforzo richiesto al pubblico per capire chi siano davvero queste donne, dove si origini il loro sentimento di instabilità, e unire poi i puntini che ne formano il complicato ritratto.

Questi difetti sono in parte oscurati dalla bravura di Flavia Biondi, che con la linea morbida del suo disegno aggiunge calore e un tocco personale alla storia, oltre a una sensualità mai morbosa all’amore tra le due protagoniste.

Non è sufficiente il timbro di Berger Books – l’etichetta curata dalla editor Karen Berger per Dark Horse, per cui è uscita originariamente l’opera – a certificare la grandezza e, se vogliamo, la profondità politica di questo debutto. Ruby Falls è un fumetto traballante, incerto, la cui trama risente eccessivamente del formato breve dell’albo.

Ruby Falls
di Ann Nocenti e Flavia Biondi
traduzione di Leonardo Favia
Bao Publishing, giugno 2020

cartonato, 144 pp., colori
18,00 € (acquista online)

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