Il primo fumetto di David Aja per DC Comics

batman black white devil detail david aja

Lo spagnolo David Aja è uno dei più rinomati fumettisti in attività. Autore dalla bibliografia esigua, ha disegnato lo strapremiato ciclo di Occhio di Falco scritto da Matt Fraction, l’altrettanto apprezzato Iron Fist (su testi di Ed Brubaker e Fraction), più una manciata di storie brevi per Marvel Comics e lavori d’illustrazione per riviste varie. L’ultima sua fatica è The Seeds, scritto da Ann Nocenti e pubblicato da Dark Horse (in Italia è stato annunciato da Bao Publishing).

Lo scorso gennaio, Aja ha debuttato con DC Comics, realizzando come autore unico la storia The Devil is in the Detail per il secondo numero della serie antologica Batman Black and White, una testata che rilancia il progetto nato nel 1996 dalla mente dell’editor Mark Chiarello. Black and White presentava storie brevi scritte e disegnate da autori di culto, molti dei quali stranieri e mai cimentatisi prima con il genere supereroistico. L’idea ebbe buoni esiti, tanto da venire replicata in varie forme (l’altrettanto fortunata Harley Quinn Black + White + Red) – perfino dalla concorrenza, con Wolverine: Black, White & Blood.

La storia, The Devil is in the Detail, è un omaggio alle strisce di Batman che apparivano negli anni Quaranta sui quotidiani ed è strutturata su otto doppie pagine che presentano ognuna due strisce. La vicenda vede Batman indagare su una serie di omicidi all’inizio della sua carriera. Ogni omicidio sembra far parte di una sorta di rituale, poiché Batman scopre alcuni simboli satanici sulla scena dei delitti.

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In questa storia David Aja condensa il suo stile minimalista riducendo le vignette a macchie di bianchi e neri. Si notano l’uso dei retini e la definizione sgranata degli inchiostri, per simulare la qualità di stampa dell’epoca, nonché il tono retrò del racconto, narrato dalla voce hard boiled di Batman.

Il supereroe è stato realmente protagonista di diverse strisce giornaliere nel corso degli anni. La prima, quella citata da Aja, risale al 1943, durò tre anni ed era scritta e disegnata da Bob Kane, con l’aiuto di altri sceneggiatori importanti nella storia del personaggio (Bill Finger, il co-creatore, Don Cameron, Jack Schiff e Alvin Schwartz), e rappresenta una delle poche opere che Kane abbia disegnato senza l’aiuto di ghost artist.

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