Il Dracula di Bram Stoker secondo George Bess

Il vampiro, come figura mitica e archetipica, ha avuto un’influenza notevole tanto nella letteratura – all’indomani del successo riscontrato dall’interpretazione che ne diede Bram Stoker nel suo Dracula (1897) – quanto nella cultura pop del Ventesimo secolo, giungendo inalterata sino agli anni Venti del nuovo secolo. La versione compassata ed elegante di Bram Stoker – vero e proprio creatore di una nuova mitologia – con cui abbiamo imparato a convivere, continua a essere un topos con cui chiunque si dedica a trattare il tema deve necessariamente confrontarsi. 

Dopo aver visto vampiri e pipistrelli cucinati in ogni salsa – e non ci riferiamo certo a quelli dei wet market cinesi che hanno guadagnato la ribalta nell’ultimo anno, portando a un recrudescente e immotivato odio per questi piccoli mammiferi alati – sia al cinema che nel fumetto, pubblicare l’ennesima versione a fumetti del Dracula di Stoker sembra quasi un disperato gesto d’antan. Soprattutto dopo la riduzione a fumetti del cult movie di Francis Ford Coppola consegnato allo stile gotico e iconico di Mike Mignola.

Al di là dell’impatto – a volte quasi asfissiante – dell’opera del creatore di Hellboy, il fumetto si è confrontato a più riprese con il personaggio di Stoker, consegnando ai posteri interpretazioni da antologia: basti pensare anche alla talentuosa prova che un autore come Gene Colan ne diede sulle pagine di La tomba di Dracula, pubblicato da Marvel Comics. Quindi la decisione di omaggiare nuovamente il capolavoro gotico di Stoker sarebbe contemplabile solo nell’ottica di un’opera che fosse in grado di alzare l’asticella.

La via più semplice per raggiungere l’obiettivo potrebbe essere quella di consegnare un’interpretazione inedita e straniante – un po’ come fece Alberto Breccia nei primi anni Ottanta, utilizzando il vampiro di Stoker come metafora della drammatica situazione politica argentina – oppure condurre un corpo a corpo con il testo di Stoker, quasi a voler realizzare una versione “shot-for-shot” del romanzo: un rinnovato classicismo che è indubbio possa nascondere più di un’insidia per qualsiasi autore.

Georges Bess ha scelto una via intermedia, conservando suggestioni classiche ma creando un flusso narrativo moderno e veloce. Bess è un autore dal tratto solido e classico, maturato grazie a una carriera decennale, che ha avuto il suo battesimo sulle pagine della versione scandinava di Mad e, dopo il ritorno in Francia nel 1987, è proseguita grazie a opere ormai considerate dei classici della bande dessinée: dai lavori con Alejandro Jodorowsky (Il lama bianco, Annibal 5 e Juan Solo) alle prove in solo come Il vampiro di Benares, che ha segnato il suo incontro con la tematica horror. 

Bess – ormai settantaquattrenne – si è confrontato con il mito moderno del vampiro con Dracula, pubblicato in Francia da Glénat Editions (in due diverse edizioni) e in Italia da Magic Press in un’edizione leggermente sottodimensionata rispetto a quella d’oltralpe, preferendo il formato trade paperback. Una scelta – che sembra allinearsi a una tendenza radicata nell’editoria italiana – che per fortuna non pregiudica la fruizione di tavole sontuose e barocche come quelle dell’autore. 

Ci si potrebbe chiedere quanto possa essere proficuo dedicare tempo alla lettura dell’ennesima variazione sul tema. La domanda non è peregrina. Lo stesso Bess aveva manifestato qualche perplessità alla richiesta espressa dal suo editore di lavorare – per l’appunto – su una riduzione dell’opera di Stoker. Bess ha superato la riluttanza ad affrontare questa sfida dopo una passeggiata nel quartiere di Hampstead a Londra, dove sono ambientate gran parte delle vicende narrate dal romanziere inglese. Le atmosfere gotiche e le suggestioni di alcuni luoghi – come il cimitero di Highgate – hanno convinto il maestro francese ad accettare il lavoro. 

Il problema fondamentale era rappresentato dalla prosa desueta e ampollosa (e soprattutto da una cattiva traduzione) di Stoker: Bess ha deciso quindi di muoversi non in una riduzione fedele del romanzo, ma in maniera libera, facendo tesoro dell’esperienza maturata qualche anno prima, grazie a una mostra personale intitolata Free Jazz. La personale prevedeva alcuni lavori molto grandi, creati da Bess in maniera libera e caotica, improvvisando e facendosi trasportare dall’intuizione e da alcuni automatismi. L’editor Philippe Ory gli ha chiesto di inserire alcuni di queste immagini all’interno di Dracula, e Bess ha dovuto, pertanto, pensare a un modo che gli permettesse di muoversi tra improvvisazione e dettato ritmico.

Il pregio del Dracula di Bess è proprio in questa sintesi. Se da un lato, Bess da grande narratore conduce sapientemente il flusso narrativo, dall’altro esplora forme inconsuete e cerca soluzioni molto forti e d’impatto con continue doppie splash page che sembrano travalicare i limiti della pagina. La tecnica di Bess gli permette di creare un’opera dallo struggente sapore gotico da poter leggere e guardare, mappando uno spazio carico di stimoli.

dracula george bess magic press

Bess ha stratificato il proprio segno, liberandosi dalla costrizione e dall’appiattimento del colore – come ha rivelato in un’intervista rilasciata a BDgest – scegliendo la dimensione pura del bianco e nero. Tra le ardimentosi costruzioni emerge una tecnica impareggiabile, che intrappola lo sguardo del lettore all’interno di uno spazio saturo e ammaliante. Le soluzioni di Bess sembrano toccare tangenzialmente alcune cose dell’Andreas di Rork, senza però giungere ai parossismi di quest’ultimo (memore della lezione immensa del Fred di Philémon).

Dracula di Bess è un’opera affascinante, che è in grado di fondere la lezione classica della bande dessinée con un gusto estetico totale e che ci mostra un autore all’apice delle sue potenzialità: un fumetto tutt’altro che senile e scontato e che forse avrebbe meritato un’edizione all’altezza.

Leggi anche: Il Dracula di Roy Thomas e Mike Mignola

Dracula
di Bram Stoker e George Bess
traduzione di Cedric Farinelli
Magic Press, ottobre 2020
brossura, 208 pp., b/n
19,00 € (acquista online)

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