“Heavenly Delusion”, ragazzini e post-apocalisse

Heavenly Delusion manga star comics

Originariamente pubblicato in Giappone da Kodansha e tradotto in Italia da Edizioni Star Comics, Heavenly Delusion di Masakazu Ishiguro è un manga post-apocalittico che si propone come tra i più anomali e interessanti del momento, pur eccedendo nelle citazioni e nei riferimenti ad altri autori e fumetti.

Il primo elemento a saltare all’occhio è la struttura narrativa, che si sviluppa su due linee differenti. La prima si svolge all’interno di un edificio misterioso, una sorta di istituto scolastico speciale, dove vivono ragazzi e ragazze che non sanno nulla di ciò che c’è al di fuori di quel luogo né cosa avviene realmente all’interno (esperimenti?). Qui il respiro è polifonico: non c’è un protagonista ma un numero elevato di personaggi che compongono l’ossatura di questa storyline.

Questa storyline è la più debole per svariati motivi. L’empatia nei confronti dei protagonisti si genera a fatica a causa dell’alto numero di personaggi. Per di più è l’universo narrativo a risultare un po’ stantio, contenendo riferimenti a opere più blasonate come The Promised Neverland o L’attacco dei giganti. È altresì vero che questa sezione narrativa è funzionale alla seconda, la più coinvolgente. Qui ritroviamo Maru e Tokio, un ragazzo e una ragazza che vagano in un Giappone semi-distrutto, intenti a uccidere mostri mangiauomini grazie al potere di Tokio e alla ricerca di un posto noto come “Il paradiso”.

In relazione a Heavenly Delusion, Star Comics ha fatto il nome di Katsuhiro Otomo. Il riferimento può essere appropriato per il contesto post-apocalittico che ricorda Akira e per quel modo otomiano di raccontare una società distopica in cui i ragazzi sono al centro di esperimenti misteriosi. Ma le affinità con Otomo si fermano qui: la linea morbida di Ishiguro è ben diversa da quella più realistica del padre di Akira, così come l’attenzione spasmodica per i dettagli delle architetture decadenti che fanno da sfondo alla storia sono una prerogativa del capolavoro di Otomo, mentre in Heavenly Delusion gli sfondi, per quanto affascinanti, sono privi di quella precisione e di quel respiro epico.

Sebbene, quindi, Heavenly Delusion sia un agglomerato di cose che un lettore di manga già conosce, è altrettanto vero che la bellezza di alcune tavole e il coinvolgimento del lettore sono garantiti da un’attenzione alla narrazione, al ritmo, allo storytelling ineccepibili. L’autore Masakazu Ishiguro – che in Italia era già conosciuto per Eppur la città si muove, edito da GP Manga e poi interrotto, e per il volume unico Getenrou, pubblicato da Dynit – riesce perfettamente a dettare i ritmi della storia, piazzando cliffhanger e colpi di scena nei punti giusti e smorzando la tensione con momenti di distensione mai fastidiosi.

Heavenly Delusion propone tavole dal forte impatto, esaltate dal formato non convenzionale (più grande rispetto al classico tankobon), alternando dinamicità e sospensione, mostrando un autore maturo e a tratti persino coraggioso.

Tra le tematiche del manga, ce n’è una in particolare interessante: il discorso sul gender. Senza spoilerare troppo, alcuni personaggi faticano a definire la propria sessualità, e Heavenly Delusion diventa così il percorso necessario con cui prendere coscienza del distacco fra il proprio corpo e il proprio genere sessuale, il tutto incastonato in una storia di genere (la fantascienza distopica post-apocalittica) che spesso trova il coraggio di osare, proponendo soluzioni narrative audaci, drammatiche e poco concilianti.

Heavenly Delusion 1-4
di Masakazu Ishiguro
traduzione di Yaeka Yoshida
Star Comics, marzo 2020-febbraio 2021
Brossurati, 224 pp, b/n e colori
6,90 € (acquista online)

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