“Search and Destroy” di Atsushi Kaneko, la rabbia di Osamu Tezuka all’ennesima potenza

search destroy atsushi kaneko

Nel contesto del fumetto giapponese contemporaneo i remake di manga del passato sono ormai all’ordine del giorno, soprattutto quando si tratta di attingere dall’ampio catalogo di produzioni di Osamu Tezuka, il Dio del manga. La loro diffusione è merito anche di lavori ben riuscite, come Pluto di Naoki Urasawa, una serie in cui l’autore di 20th Century Boys e Asadora ha ripreso una storia di Astroboy rinnovandola con un approccio particolarmente maturo, toni dark e pieghe da thriller fantascientifico.

Su un solco simile a quello di Pluto si inserisce anche la miniserie Search and Destroy di Atsushi Kaneko, uno dei fumettisti giapponesi più interessanti del panorama del manga d’autore, noto per serie come Wet Moon e Soil, che hanno portato avanti la tradizione dei manga seinen attingendo anche a stilemi – sia grafici che tematici – prettamente occidentali. Con questo suo nuovo lavoro Kaneko fa sua un’opera ormai classica della storia del manga, Dororo di Tezuka, rivisitandola in chiave cyberpunk.

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Dororo è la storia di un giovane samurai che, insieme a un ladruncolo, si batte contro i demoni che gli hanno rubato le sue parti umane. Un racconto di vendetta ricco di folclore giapponese, che mescola il genere d’avventura incentrato sui samurai con elementi fantasy. In questa nuova versione sono messi da parte demoni e creature fantastiche per lasciare spazio a elementi sci-fi e a un’estetica che prende ispirazione da film distopici e postapocalittici, come Mad Max o Snowpiercer.

Kaneko si discosta profondamente dai toni e dalle ambientazioni del racconto di Tezuka, del quale restano le premesse e lo scheletro narrativo. In Search and Destroy c’è un contesto del tutto nuovo, un universo che mostra rimandi sporadici alla civiltà occidentale contemporanea con gusto retrofuturista, ma restando ben distante e indipendente dalla realtà.

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Search and Destroy è la storia di una giovane donna di nome Hyaku dotata di un corpo parzialmente meccanico, che si aggira in un mondo popolato da androidi e individui dediti a una vita di lusso sfrenato e lascivia. Al fianco della ragazza c’è un bambino, Doro, che la accompagna nelle sue scorribande omicide alla ricerca delle parti del corpo che le sono state sottratte.

La protagonista ricorda tanto la determinata e spietata protagonista di Lady Snowblood quanto la travagliata ragazza robot di Battle Angel Alita. Il mondo in cui agisce Hyaku è così ben tratteggiato e al contempo paradossale da evocare una spietata allegoria dell’eterno conflitto sociale tra emarginati e ricchi, in uno scenario in cui la forbice tra le due realtà è ampissima e brutalmente enfatizzata.

Gli episodi sono ricchi di azione e violenza. Ci sono arti mozzati e uccisioni cruente e si lascia ben poco spazio alle chiacchiere o agli spiegoni, ma non per questo mancano di introspezione. La corsa di Hyaku è frenetica, porta via con sé il lettore, e c’è poco tempo per chiedersi cosa stia succedendo davvero. Ma del resto il messaggio è chiaro, è evidente contro cosa stia lottando la protagonista, schiacciata da una sorte avversa in un mondo ipertecnologico che vede una contrapposizione tra fazioni talmente esacerbata ed enfatizzata da rasentare il grottesco e la satira.

Come spiega lui stesso nella postfazione, Kaneko prende la rabbia di cui è intriso il lavoro di Tezuka e la amplifica ed estremizza. La sua miniserie è avvincente e sfrontata, una irrequieta epopea cyberpunk deviata e perversa, un grido di rabbia e frustrazione nei confronti della società (post)moderna.

Search and Destroy 1-3
di Atsushi Kaneko
traduzione di Roberto Marzano

J-Pop,  ottobre 2020-gennaio 2021
brossura, 220 pp., b/n
7,50 € cad. (acquista online)

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