Manu Larcenet tra crisi creativa e autoreferenzialità

terapia di gruppo larcenet coconino

Jean-Eudes de Cageot-Goujon, al secolo Manu Larcenet, dopo una sequela di lavori che ne hanno confermato lo status autoriale – nello specifico la tripletta rappresentata da Lo scontro quotidiano, Blast e Il rapporto Brodeck – si rilassa con un’opera autoreferenziale e apparentemente leggera in cui dosa sapientemente ironia e angoscia. 

Terapia di gruppo 1: La stella danzante, edito da Coconino Press, è il primo tomo della nuova fase della produzione di Larcenet: dopo aver affrontato l’addio alla carta, l’autore esplora le potenzialità del disegno digitale concentrandosi – in un interessante paradosso – sulla sua crisi creativa.  

terapia di gruppo larcenet

Lo scontro quotidiano si apriva raccontando la vicenda esistenziale di Marco, giovane fotografo di guerra, emotivamente condotto al limite dall’estrema violenza delle esperienze vissute sul campo. In controluce Larcenet parlava già in quelle pagine sul timore della pagina bianca. Ora, attraverso uno sguardo ironico e dissacrante, in questo nuovo ed esile lavoro Larcenet affronta di petto la questione dell’ispirazione creativa

L’angoscia dell’ispirazione che collima con la depressione conducono Larcenet ad interrogarsi su quella che i greci chiamavano la divina mania. Dopo un passaggio nelle caverne di Lascaux, Larcenet si concentra su una dissacrante analisi dell’influenza delle figlie di Mnemosyne. Per Platone (si veda il Fedro) non basta la sola tecnica per essere poeti, ma l’entusiasmo, cioè la pienezza divina che ispira la creazione. Ma, in un’epoca di disincanto e medicalizzazione della follia creativa, Larcenet si muove tra psicofarmaci e autoanalisi

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Nel percorso psicoteraupetico affrontato in Terapia di gruppo da Manu Larcenet sprazzi di genialità, rimasugli, sberleffi e cronaca quotidiana si affastellano e si intersecano in un tour de force irriverente, in cui ancora una volta la bulimia tecnica e stilistica dell’autore francese brilla come una stella danzante.

Eppure, nonostante l’indubbio talento, questo primo tomo dell’ennesima opera autoreferenziale di Larcenet annoia un po’: il solito dramma dell’artista stretto tra le incombenze del quotidiano e la creazione dell’ennesimo capolavoro, la scontata (volutamente) citazione niciana del titolo e il gioco ironico e post-moderno con la storia dell’arte, tutto servito in salsa psichedelica, non invogliano la lettura. 

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L’amante di Larcenet troverà pane per i suoi denti: potrà entrare nei drammi del suo laboratorio artistico, potrà gustare la capacità mimetica della suo pennino, la capacità adattiva ad una narrazione contrappuntistica e veloce (vicina senza dubbio alle micronarrazioni di Ritorno alla terra), la volontà di leggere ironicamente temi complessi e angosciosi, ma tutto ciò forse non giustifica il prezzo del biglietto.

In attesa del secondo volume – già edito da Dargaud in Francia – speriamo che Larcenet superi presto l’impasse della pagina bianca e voglia – bontà nostra – consegnarci opere potenti come Blast o Lo scontro quotidiano, fermo restando che non si può non provare affetto anche per questo Larcenet minore.

Terapia di gruppo 1: La stella danzante
di Manu Larcenet
traduzione di Emanuelle Caillat
Coconino Press, febbraio 2021
cartonato, 56 pp., colore
18,00 € (acquista online)

Leggi anche: Scontri e ritorni: i 50 anni di Manu Larcenet

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