Dopoguerra, mostri e buoni sentimenti: “Asadora!” di Naoki Urasawa

asadora naoki urasawa manga panini

Naoki Urasawa ha ormai tutti i requisiti per essere considerato un grande maestro del manga. Ha all’attivo numerose serie di successo, come Monster e 20th Century Boys, per citare solo le più famose. Ha realizzato per la NHK (la Rai giapponese) cinque stagioni di Urasawa Naoki no Manben, documentari in cui intervista suoi famosi colleghi mentre li riprende al lavoro. È stato celebrato in una grande mostra che dal Giappone ha fatto tappa in Europa e negli Stati Uniti.

In quarant’anni di carriera Urasawa ha elaborato una cifra personale che rende i suoi manga inconfondibili: uno stile grafico realistico e accurato ma mai ridondante, dove c’è sempre una grande attenzione ai volti e alle espressioni, soprattutto nelle fitte scene di dialogo; una predilezione per intrecci avventurosi, pieni di salti temporali e dominati da grandi misteri da risolvere, con ambientazioni storiche precise; la presenza di tantissimi personaggi, principali e secondari, che non agiscono per ragioni individualistiche ma sono animati dalla volontà di cambiare il mondo, conferendo a ogni racconto una dimensione corale. Tutti questi elementi ritornano anche nella sua nuova serie, Asadora!, tuttora in corso di pubblicazione in Giappone e tradotta in Italia da Panini Comics.

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«Questa storia che dal dopoguerra arriva al presente è la biografia di una donna sconosciuta che ha vissuto con ammirevole bontà e forza d’animo», leggiamo nelle prime pagine mentre una Tokyo dei nostri giorni è distrutta da un mostro misterioso. Subito dopo siamo nel 1959, nel porto di Nagoya, dove una bambina corre dal dottore perché sua madre sta per partorire. «Io sono Asa!» dice con energia a tutti quelli che la scambiano per una delle sue tante sorelle, arrabbiata perché nessuno sembra mai ricordarsi di lei.

Eppure Asa ha un caratterino niente male: arriva il tifone e invece di tornare a casa cerca di fermare un ladro, che per zittirla la rapisce. L’uomo si chiama Kasuga ed è in realtà un “eroe dei cieli”, un vecchio pilota di guerra che vive nell’indigenza. I due fanno amicizia e trovano riparo mentre il tifone si fa sempre più violento, fino a spazzare via Nagoya. Asa convince Kasuga a pilotare un aereo per portare soccorso ai sopravvissuti e per cercare la sua famiglia. Mentre sono in volo, la bambina vede che casa sua sembra esser stata cancellata da una gigantesca orma.

Asa è coraggiosa e profondamente buona, disposta a rischiare in prima persona per fare ciò che ritiene giusto e così determinata da coinvolgere nelle proprie battaglie anche chi gli sta intorno. Kasuga, vecchio e amareggiato dalla vita, incontrando Asa trova un riscatto e, soprattutto, riscopre quello spirito eroico che aveva in gioventù e che credeva perduto per sempre. Nelle storie di Urasawa, come a ben vedere accade nella vita vera, gli eroi e le eroine non sono mai da soli, le grandi avventure e le grandi battaglie diventano possibili solo attraverso la relazione con gli altri, perché laddove le forze del singolo non bastano arriva provvidenziale l’aiuto di chi è accanto.

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Asadora! si apre mostrando uno spaccato del Giappone del dopoguerra, dalla fine degli anni Cinquanta ai primi anni Sessanta, un paese che sta dolorosamente cercando di rimarginare le ferite di guerra ma che tenta di guardare avanti. Questa spinta trova sbocco nel grande evento delle Olimpiadi di Tokyo del 1964 e lascia segni evidenti nell’industria dell’intrattenimento.

Nel cinema, a partire dal film Godzilla, fiorisce il filone dei kaiju, mostri radioattivi che distruggono campagne e città, metafora della catastrofe nucleare di Hiroshima e Nagasaki. In televisione, sulla rete nazionale NHK, nascono le asadora, serie televisive incentrate sulle vicende, quotidiane e sentimentali, di protagoniste femminili, in onda di mattina sei giorni su sette. Simili per molti versi alle telenovelas sudamericane, le asadora raccontano il passato e il presente del paese, da una parte ribadendo i valori tradizionali, dall’altra alimentando in molte ragazze comuni il sogno di diventare attrici famose.

Asadora! prende corpo e sostanza da questo contesto, trovando un equilibrio – per ora perfetto – tra slice of life e avventurosa caccia al mostro. Un racconto all’altezza dei precedenti successi di Urasawa, che sembra portare in una direzione nuova e promettente.

Asadora! 1-3
di Naoki Urasawa
traduzione di Manuela Capriati
Planet Manga, ottobre 2020-marzo 2021
brossurati, 200 pp., b/n e colori
7,50 € cad. (acquista online)

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