La passione epistolare di Steve Ditko

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Una serie di lettere ritrovate nello studio di Steve Ditko dopo la sua morte. | Foto di Mark S. Ditko, © Ditko Estate. Via TCJ

Quando il co-creatore di Spider-Man e Dottor Strange, Steve Ditko, morì nel 2018, la sua famiglia quasi non riuscì ad aprire la porta del suo ufficio, bloccata com’era da pile di lettere in attesa di risposta. Nonostante il fumettista realizzasse da decenni soltanto fanzine acquistabili online e si fosse ritirato da tempo nella solitudine del suo appartamento di New York, continuava a ricevere corrispondenza da lettori di tutto il mondo e tutte le età.

Due libri usciti recentemente negli Stati Uniti, Mysterious Travelers: Steve Ditko and the Search for a New Liberal Identity di Zack Kruse e la biografia autorizzata Ditko Shrugged: The Uncompromising Life of the Artist Behind Spider-Man di David Currie, hanno fatto luce su questo aspetto molto importante della vita di Ditko, cambiando in parte la percezione di persona scontrosa e desiderosa di non interagire con il prossimo.

«Aveva un sistema di comunicazione che stava diventando sempre più datato ma che era importante, per lui, e non vedeva motivo per cambiarlo» scrive Currie. Come afferma Robert K. Elder su The Comics Journal, Ernest Hemingway scrisse circa 6.000 lettere durante la sua vita e quelle che sono sopravvissute sono in corso di pubblicazione in una collana che dovrebbe ammontare, una volta conclusa, a 17 volumi di 500 pagine ciascuno. «Secondo calcoli approssimativi, Ditko fu molto più prolifico.»

Il problema è rintracciare tutti i destinatari delle lettere per recuperare quelle scritte da Ditko, che per questioni di spazio non teneva copie dei propri carteggi. Il nipote di Ditko, Mark, ha spiegato che suo zio «avrà scritto molte centinaia di lettere ogni anno, per moltissimi anni. So di una persona con cui ha scambiato circa 1.500 missive. Ed era una persona soltanto».

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Una lettera di Ditko ricevuta in risposta da un fan

Periodicamente emergono sue lettere su qualche asta di eBay o sull’apposito gruppo su Facebook aperto nel 2018 dall’editore, autore e art director Craig Yoe. Nel 2019 è stato invece pubblicato il libro Regards, Ditko: An Exploration into the Mind of Steve Ditko, curato da Jaison Chahwala e contenente le lunghe missive che il fumettista gli ha inviato.

«Se gli scrivevi, ti rispondeva. E non importava se eri un bambino di dieci anni o un vecchio di settanta» dice Mark Ditko. «Era sempre disponibile, forse scrivere quelle lettere era diventato il suo metodo preferito per comunicare con il mondo, non solo con i lettori ma anche con la famiglia, gli amici e i colleghi.»

Certo, alcune risposte erano al limite del serafico e c’erano determinati argomenti su cui tagliava corto e che lo spazientivano. «Non posso rispondere alle curiosità altrui per la mia persona o le mie opere» fu tutto ciò che scrisse in risposta a un fan che gli aveva chiesto perché avesse scelto la carriera di fumettista.

«La lunghezza delle sue risposte dipendeva dai contenuti. Non si faceva problemi a scrivere una lettera molto lunga se l’argomento lo richiedeva. Le domande su Spider-Man venivano solitamente liquidate con un cordiale “Sono fumetti di 40 anni fa, ora sto lavorando su altri progetti”.»

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