Il tempo profondo: “Il fiume di notte” di Kevin Huizenga

di Angela Viola Borzachiello

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Il fiume di notte è il secondo libro pubblicato in Italia da Coconino Press di Kevin Huizenga, autore di grande talento (classe ‘77) che lavora sulla struttura della tavola e applica un discorso molto interessante sull’uso del tempo tramite il fumetto, traendo ispirazione dai lavori di Will Eisner, Chris Ware, Scott McCloud e Richard McGuire.

Il protagonista del libro, Glenn Gange, chiamato come un paese nel Michigan, ha una vita interiore brulicante di pensieri. Mentre si reca in biblioteca pensa a quante volte ha percorso la stessa strada, notando come anche le buche nell’asfalto, gli alberi e le case gli siano diventati familiari col passare del tempo. Per tradurre questo brulichio di pensieri, l’autore crea un effetto visivo di spazio bidimensionale, sovrapponendo le vignette per mostrare la pluralità dei paradossi temporali nella mente del suo personaggio.

La stessa sera Glenn inizia a leggere uno dei libri presi in biblioteca, mentre sua moglie Wendy lavora. Rapito dalla lettura e per i troppi caffè, non riesce a dormire. Qui Huizenga inizia a sviluppare la tematica del “tempo profondo”, partendo dalla fascinazione di Glenn per la percezione del tempo dei geologi. 

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Il tempo profondo indica in geologia il tempo delle trasformazioni naturali, così lungo (milioni di anni) che è quasi impossibile per noi averne un’idea concreta. Questa intuizione, formulata dal geologo James Hutton, è stata importante anche per sviluppare una teoria dell’evoluzione. Esprime l’idea che la terra sia una macchina ciclica, lenta e costante, dove intere generazioni passano in un istante e milioni di anni trascorrono in due minuti.

Glenn Ganges, nel cuore della notte, si lascia così trascinare dal pensiero del tempo profondo. Ad esempio, guardando la moglie dormire, si domanda quante persone innamorate abbiano fatto la stessa cosa in tanti secoli: vediamo il susseguirsi nelle tavole di coppie a letto, di diverse etnie ed età, fino ad arrivare a un diagramma con cerchi concentrici dove vi sono in circolo nel tempo milioni di coppie, in cui uno guarda l’altro dormire, sempre più numerose e distanti. 

Huizenga si serve in modo ludico del potere delle immagini ripetute per mostrare le riflessioni del suo personaggio. Ad esempio, usa abilmente i balloon vuoti per descrivere l’eco dei pensieri nella testa di Glenn. Sulla tavola vi è l’immagine ripetuta della sua testa nel buio e dei balloon sospesi nell’aria. La ripetizione conferisce potenza all’immagine, dando la sensazione che Glenn sia in balia dei suoi pensieri interiori e stia lottando contro di essi, nel tentativo di dormire. Lo stesso paesaggio sulle tavole cambia sintonizzandosi con la complessità della psiche di Glenn, diventando il segno esterno di una condizione interna. 

La coscienza invece, è rappresentata dalla figura ricorrente del suo “spettro” che vaga per il corpo, sollecitandolo con brutti pensieri e preoccupazioni. Lo spettro dorme sui tronchi degli alberi e scompare lungo le narici del vero Glenn, per poi nuotare all’interno della sua mente in una marea di balloon rappresentanti il fiume dei suoi pensieri. Attraverso l’accumulo dei balloon vuoti, il fumettista rende visibile l’invisibile, mostrandoci come la coscienza di Glenn, sentendo l’odore dell’alito di caffè, faccia battute («Che deficiente! Ehi… Cosa pensavi che sarebbe successo?») e giunga a imbracciare un’arma e ribellarsi al vero Glenn, che tenta di restare razionale, rilassarsi e dormire.

Huizenga dà forma ai ricordi di Glenn insonne, disegnati come lo sfogliare di pagine dai contorni sfumati. I ricordi si allontanano diventando sempre più confusi e frammentati, piccole particelle impresse nella memoria del protagonista di ciò che è accaduto in passato. All’inizio i pensieri sono immagini astratte, ma vignetta dopo vignetta le figure diventano sempre più oniriche e surreali. Quel che interessa a Huizenga non è la trama della storia ma mostrare le dinamiche interne del flusso di pensieri del personaggio.

Il passare del tempo è rappresentato attraverso la percezione di Glenn, come un concetto astratto visualizzato sopra il suo sguardo, attraverso un reticolo di caselle che scorre nella sua mente. I ricordi fluttuano dentro e fuori dalle griglie, spostandosi continuamente sotto lo sguardo di Glenn, mentre cerca di fare i conti con date, rimpianti e migliaia di pensieri che irrompono nella mente quando non riesce ad addormentarsi.

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Kevin Huizenga è un narratore ingegnoso e si serve del dispositivo fumetto in modo innovativo, per mostrare la molteplicità dei paradossi temporali nella mente di Glenn, una sorta di riflessione sulle immagini che creiamo dentro di noi. Un progetto complesso e stratificato in ogni suo dettaglio, nel quale ogni elemento è parte fondante di una costruzione narrativa solida ma anche delicata.

Tramite le vicende di Glenn Gange, Huizenga delinea un tipo di introspezione intima e trasversale, ma, oltre a essere un’escursione nella mente del protagonista, Il fiume di notte finisce per essere anche una brillante indagine sulle capacità narrative ed evolutive del medium fumetto.

Il fiume di notte
di Kevin Huizenga
traduzione di Leonardo Rizzi
Coconino Press, marzo 2021
brossura, 216 pp., colore
27,00 € (acquista online)

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