Fumetti e casinò, il gioco nei comics

fumetti fumetteria

La relazione tra fumetti e gioco d’azzardo è uno dei tanti aspetti curiosi, poco raccontati ma piuttosto antichi, della storia della Nona arte. La relativa invisibilità di questo aspetto è legata al delicato e diverso statuto culturale del gioco d’azzardo nei diversi paesi, e le opinioni in merito sono state contraddittorie nel tempo. Ma è un fatto che nella storia dei comics si siano susseguiti numerosi personaggi con la passione per il gioco d’azzardo,

I casi più datati, in effetti, risalgono addirittura agli inizi dello scorso secolo: fra il 1903 e il 1904 su giornali americani presero ad apparire strisce quotidiane, secondo uno dei format più iconici del fumetto, con protagonista un appassionato di corse di cavalli. In ogni striscia il protagonista, Mr. Clerk, puntava su un cavallo, e l’esito della puntata era rivelato nella striscia del giorno successivo sulla base degli eventi reali accaduti nella corsa. Lo schema fu ripreso pochi anni dopo, nel 1907, dando origine a una striscia i cui protagonisti rimasero nella cultura fumettistica americana per ottant’anni: Mutt and Jeff. Creata da Harry Fisher, anche in questo caso il protagonista era un appassionato di cavalli, le cui storie resero l’autore uno dei nomi più noti del fumetto americano fino agli anni ’50.

Guardando all’Italia, nel periodo d’oro dei fumetti nostrani sono stati numerosi gli eroi più famosi che hanno avuto rapporti con il gioco. Limitando gli esempi ad alcune delle testate più in voga del periodo, si può fare riferimento a una delle prime avventure di Zagor, compresa nel numero 3, nella quale l’antagonista di turno è intenzionato a mettere a disposizione degli avventori del suo futuro locale una roulette che in maniera disonesta, e a differenza delle roulette di uso comune, è in grado di far uscire i numeri desiderati. 

Riguardo Tex Willer, invece, non sono state poche le volte in cui sul suo cammino si è trovato ad avere a che fare col poker. Nel numero 151, non a caso intitolato L’Ultimo Poker, il protagonista regola i conti con gli antagonisti proprio durante una partita di poker, gioco da questi sfruttato per il proprio tornaconto. È interessante notare come entrambi gli esempi, pur provenienti da fumetti totalmente italiani, si collochino in ambientazioni statunitensi: è la dimostrazione di come il gioco sia fortemente associato alla cultura popolare americana, cosa che emerge con evidenza dalle sue trasposizioni fumettistiche nei diversi periodi storici e a prescindere dalle diverse geografie editoriali.

In tempi più recenti un altro buon esempio viene dalle pagine degli X-Men dove, nel 1990, fa il suo esordio editoriale Gambit. Si tratta di uno dei più riusciti antieroi Marvel, i cui toni cupi vengono spesso temperati da rapporti temporanei con gli eroi protagonisti della testata. Originario di New Orleans, ladro e truffatore non privo di un suo codice morale, i poteri di Gambit gli concedono di caricare di energia cinetica i più disparati oggetti: di solito è immortalato nell’atto di lanciare carte da gioco, che diventano il suo marchio di fabbrica. Il personaggio ha goduto di un discreto successo presso il pubblico, cosa che ha spinto alla progettazione di un film che, più volte rimandato, potrebbe essere ripensato in chiave moderna.

Infine, e nonostante il protagonismo dominante di personaggi a stelle e strisce, non va dimenticato che anche il mondo dei manga ha avuto occasioni interessanti di confrontarsi con il gioco. Fra i titoli più noti meritano sicuramente una menzione Kakegurui e Akagi. In Kakegurui i rampolli delle famiglie più ricche del Giappone vengono educati in un’accademia nella quale vengono incoraggiati a competere l’uno con l’altro, mettendo in palio le proprie fortune familiari allo scopo di formare i giovani alla leadership che li attende. In Akagi, invece, sotto i riflettori è il Mahjong, noto gioco a tessere di origine cinese giocando al quale il protagonista riesce a sconfiggere alcuni membri di un gruppo yakuza, diventando così una sorta di leggenda.

Entra nel canale Telegram di Fumettologica, clicca qui. O seguici su InstagramFacebook e Twitter.