“Luca”, il nuovo film Pixar, raccontato dai suoi autori

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Si è tenuta domenica la conferenza stampa (virtuale) con gli autori e gli interpreti di Luca, il nuovo film animato Pixar in arrivo su Disney+ il 18 giugno. Alla conferenza erano presenti il regista Enrico Casarosa, la produttrice Andrea Warren, e i doppiatori Jacob Tremblay (Luca Paguro), Jack Dylan Grazer (Alberto Scorfano), Emma Berman (Giulia Marcovaldo), Maya Rudolph (Daniela Paguro) e Jim Gaffigan (Lorenzo Paguro).

Luca è la storia dell’amicizia tra due giovani mostri marini mutaforme, Luca e Alberto, e una bambina umana di nome Giulia sullo sfondo dell’immaginario paesello ligure di Portorosso, nell’Italia degli anni Cinquanta-Sessanta Un film che nasce dai ricordi del regista Enrico Casarosa, nativo di Genova e trasferitosi negli Stati Uniti negli anni Novanta per lavorare ai Blue Sky Studios. È passato poi proprio alla Pixar, dove ha lavorato come storyboardista per diversi film (Cars, Ratatouille, Up, Il viaggio di Arlo), dirigendo il cortometraggio La luna.

A suo stesso dire, Casarosa era «un bambino timido, protetto dalla famiglia. E quando incontrai il mio miglior amico, a 11 anni, il mio mondo si aprì. Era un combinaguai lasciato senza supervisione. In quelle estati speciali, in cui stavo crescendo e scoprendo me stesso, lo seguivo facendomi coinvolgere in guai di ogni tipo. Questi ricordi mi hanno fatto pensare a quanto scopriamo di noi stessi attraverso i rapporti di amicizia».

Anche lo stile del film è un’emanazione diretta del modo di disegnare del regista: «Pensiamo sempre all’essenza del personaggio. Quindi, per esempio, per Luca, il senso di curiosità è stata la cosa più importante per me. E l’ho rubato a me stesso, perché il ragazzo in La luna ha le stesse caratteristiche, psicologiche e fisiche. La forma base di un lecca-lecca, con la testa enorme e gli occhi grande era qualcosa che, diciamo, era nella mia matita».

Gli autori hanno poi cercato di differenziare i personaggi a seconda delle necessità: quando sono nella loro forma di mostri marini, Alberto, che è più intraprendente, presenta linee aguzze, nitide, ispirate ai nuotatori professionisti e alla sinuosità del tonno pinna blu, mentre Luca, innocente e riservato, ha una forma più morbida e innocente. Nelle intenzioni del cineasta, Luca mischia ricordi d’infanzia, le suggestioni dei romanzi di Italo Calvino e lo stile di disegno di Hayao Miyazaki, autore molto amato da Casarosa.

Per creare una versione Pixar della costiera ligure, i realizzatori hanno visitato le zone in cui era cresciuto Casarosa, notando che «le linee degli edifici e dei luoghi in generale non erano mai perfette, era tutto un po’ storto e sconquassato, abbiamo così cercato di inserire quello stile nelle architetture delle ambientazioni di Portorosso. Amo gli acquerelli, e volevamo ricreare quella sensazione di uno schizzo o qualcosa di un po’ espressionista. Ci siamo chiesti come si arriva all’essenza di un luogo».

La produttrice Andrea Warren – che lavora in Pixar da oltre vent’anni – ha parlato delle difficoltà tecniche nel dover completare la lavorazione del film durante il lockdown del 2020, una situazione unica per lo studio. Gli altri progetti in cantiere all’epoca erano infatti in altre fasi di completamento – Soul era in post-produzione, mentre i prossimi in arrivo (Turning Red e Lightyear) non ancora nel vivo dei lavori. Luca era invece nel pieno della realizzazione, con diverse sessioni di doppiaggio ancora da svolgersi.

Così, la produzione ha fatto recapitare nelle case di alcuni degli attori le apparecchiature per costruire una postazione di doppiaggio nei ripostigli o nelle cabine armadio per poter portare avanti il film: «Ci sono state sfide nuove come cercare spazi nelle case degli attori, che dovevano anche essere tecnici dell’audio di loro stessi» ha commentato Warren. «È stato un momento di apprendimento per tutti, perché non ci era mai successo. E poi magari eravamo su Zoom con gli attori e l’audio saltava e non capivi se quella frase l’aveva detta bene… È stato complicato.»

«A casa i miei figli si chiedevano perché urlavo per tutta la mattina “Luca!”» ha detto Maya Rudolph, che interpreta Daniela Paguro, mamma di Luca. «“Chi è? È un bambino che si è comportato male?”.»

In Luca svolge un ruolo importante la musica, sia quella di repertorio – con brani presi dalla tradizione italiana, pop o classica – sia quella creata appositamente per il film. «Quando fai un film estivo penso che il pubblico voglia sentire cosa sta passando la radio che ascoltano i personaggi» ha dichiarato il regista. «C’è qualcosa del pop italiano degli anni Cinquanta che mi affascina. Volevamo portare gli spettatori lì. Poi ci sono anche dei pezzi di musica lirica, perché mia madre è un’appassionata di musica classica e sono cresciuto con quelle sonorità in casa.»

A scrivere la colonna sonora originale, Casarosa ha chiamato Dan Romer – compositore di Re della terra selvaggia, Beasts of No Nation, A Ciambra. «Adoro il fatto che il suo lavoro sia solo un po’ fuori dai sentieri battuti. L’abbiamo bombardato di ispirazioni perché volevamo anche portare un gusto italiano, quindi abbiamo ascoltato insieme Nino Rota e altre incredibili colonne sonore dei film di Fellini, poi Nicola Piovani. Ha lavorato duramente per scrivere musiche variegate. Volevamo divertirci ed essere molto sciocchi in un momento del film o darti un pugno nel cuore, come diciamo spesso qui, in un altro.»

«Penso che il messaggio generale di questo film sia di essere a proprio agio nella propria pelle e non cambiare per nessuno tranne che per te stesso» ha commentato Jack Dylan Grazer in chiusura di conferenza. «Non doverti nascondere o vergognarti di chi sei veramente. E anche trovare l’amico giusto che può sollevarti e aiutarti a evolverti in quel modo.»

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