La polemica per la non assegnazione del Premio Pulitzer 2021 al miglior fumetto satirico

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Nel 2021 il Pulitzer nella categoria “Editorial Cartooning” – che premia autori di fumetto satirico – non è stato assegnato, nonostante la presenza di tre finalisti proposti dalla giuria: Ken Fisher (noto con il nome d’arte di Ruben Bolling), Marty Two Bulls Sr. e Lalo Alcaraz.

Non si tratta di una scelta inedita nella storia del premio – istituito nel 1922 – ma sicuramente insolita: l’ultima volta questa situazione si era presentata circa 50 anni fa, nel 1973, e in precedenza solo altre 4 volte.

Questo scenerio si verifica se un finalista non riceveve la maggioranza dei voti fra i 18 membri del consiglio. Per ogni categoria del Pulitzer, un gruppo di giudici vaglia tutte le proposte e sceglie tre finalisti oltre a tre alternative. Le sei scelte poi passano al consiglio del Premio Pulitzer, che le discute. Almeno 10 membri del consiglio devono votare per un finalista perché questo possa ricevere il premio.

Un membro del direttivo del Premio Pulitzer, Bud Kliment, si è limitato a dire che il consiglio non commenta mai le proprie decisioni e che «nonostante le lunghe discussioni del consiglio, nessuno dei tre finalisti ha raggiunto la maggioranza dei voti nella categoria Editorial Cartooning».

La mancata assegnazione ha però provocato la reazione della Association of American Editorial Cartoonists, che attraverso un comunicato ha affermato di essere «sconcertata dal netto rifiuto nei confronti dei talentuosi finalisti e di molti altri artisti che hanno realizzato opere potenti in questi tempi movimentati e impegnativi».

«Il fumetto saritico si è evoluto ormai da molti anni, eppure il consiglio del Pulitzer rimane estremamente tradizionale e di mentalità ristretta nei suoi gusti, apparentemente a disagio con le tendenze contemporanee del fumetto d’opinione e dell’arte del fumetto» continua il comunicato. «L’anno scorso il consiglio ha scartato le scelte dei giurati e ha selezionato il proprio vincitore; quest’anno questa tendenza all’insularità e all’arroganza istituzionale ha toccato di nuovo il fondo.»

Il discorso della Association of American Editorial Cartoonists poi si sposta sulla questione della rappresentanza: «È interessante notare come i tre finalisti scelti per il 2021 fossero di origine ebraica, latina e nativa americana, ma questa è stata la prima volta da 48 anni a questa parte che il consiglio ha scelto di non assegnare il premio. Le donne non lo vincono da vent’anni, e in questi due decenni c’è stata una sola finalista. […] Vorremmo anche sollecitare una radicale riforma strutturale del premio, in modo che le vignette d’opinione contemporanee siano giudicate secondo gli standard del Ventunesimo secolo».

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Una delle opere di Ruben Bolling finaliste

«Onestamente non mi sono mai sentito insultato per aver perso un premio, non credo di essermi mai meritato nulla» ha commentato Bolling. «Ma mi sento insultato da questa decisione del consiglio, per conto mio e di tutti gli autori di fumetti. […] Di sicuro sembra che stiano dicendo che l’opera di nessun autore di fumetti era degna del Pulitzer, quest’anno.» Alcaraz è andato invece più sul sottile: «Sto cercando di capire se ho perso o ho vinto un Pulitzer».

Negli anni, il premio è stato assegnato a fumettisti, vignettisti e autori di strisce come Garry Trudeau, Jules Feiffer e Steve Sack. Nel 2020, il vincitore era stato Barry Blitt del New Yorker per le sue illustrazioni incentrate su Donald Trump e i suoi collaboratori.

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