“Stagione” di Guido Brualdi: innamorarsi è strano

stagione guido brualdi

Serate con gli amici, andare a un concerto, amori totalizzanti, colori, canzoni, aspirazioni. La nebbia post-adolescenziale di Stagione profuma di un immaginario attuale nei riferimenti (musicali, soprattutto) ma molto anni Novanta nella capacità di raccontare una storia d’amore di cui ci vengono fornite poche coordinate, perciò immersa in un contesto indefinito, isolato.

Realizzato dall’illustratore e fumettista pesarese Guido Brualdi, che con il nome Lucy Anne porta avanti anche una carriera nella musica, Stagione parla di Guido, un giovane musicista che vive tutto esternando ogni emozione, e del rapporto con una ragazza che ha appena conosciuto ma di cui è invaghito. Solo che, più che un invaghimento, l’amore per la ragazza dagli occhi verdi, una figura che cela il volto sotto l’ombra dei capelli, è urlato, spalmato, suonato, disegnato con abbondanza di occhi a cuoricino.

Sembra quasi che Guido stia vivendo una prima cotta un po’ tardiva e che lo investe con la potenza di un treno in corsa. Ogni sillaba della donna amata lo spacca in due, ogni gesto che si scambiano merita tutta l’attenzione del mondo. Ad animare Stagione è proprio l’anima buffa del ragazzo, attorniato da un gruppo di amici che attutiscono l’enfasi di Guido con un umorismo lieve e minimalista, bilanciando bene il tono del fumetto.

Chi sia la ragazza dagli occhi verdi su cui Guido smania, alla fine, importa poco, di cosa fa e di com’è sappiamo il giusto, ciò su cui si focalizza il libro sono i danni, gli smottamenti o le involontarie migliorie che quel tornado arreca alla vita del protagonista. Il fumetto di Brualdi è, come dice il titolo, una stagione, un momento passeggero ma potenzialmente ciclico della vita.

Ci sono altre cose che il fumetto vuole raccontare, piccole digressioni nel mondo di Guido e dei suoi amici che raccontano la loro quotidianità, le paure, le ansie, ma la forza del fumetto sta altrove, nel modo in cui Guido si confronta con il mondo, con questa faccia perennemente stupita e incantata.

Brualdi ha preso il tratto di Tuono Pettinato e ci ha messo sopra i colori di un Nicolò Pellizzon prima maniera, filtrato da una sensibilità à la Peter Bagge, ma di segno opposto, solare invece che nichilista – Guido corre 6 chilometri al giorno, il Buddy Bradley di Odio! di Bagge rinunciava a ogni salutismo dopo mezza flessione. 

A differenza del protagonista, l’autore sa contenersi, quasi ai limiti del monacale: le scene madri sono sempre interrotte sul più bello, ci viene mostrato il momento prima o quello dopo, mai quello saliente, che resta un non detto su cui fantasticare (che sia una scena d’amore o qualcuno che fa la cacca sul marciapiede), perché ciò che conta per Stagione sono gli effetti, il riverbero di quelle azioni sulle persone.

Stagione
di Guido Brualdi
Edizioni BD, maggio 2021
brossura, 176 pp., colore
13,00 € (acquista online)

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