La polemica tra i fumettisti per la presenza di Frank Miller a un festival inglese

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Frank Miller ritratto da Jorge Fornés per il settimo numero di “Rorschach”.

La presenza di Frank Miller all’edizione 2021 del festival di fumetto inglese Thought Bubble – che si terrà nello Yorkshire il 13 e il 14 novembre – ha suscitate polemiche fra alcuni editori e fumettisti, spingendo l’autore a rinunciare alla partecipazione.

La prima a dichiarare il proprio risentimento è stata Zainab Akhtar, autrice e titolare della piccola casa editrice indipendente ShortBox, che ha annunciato su Twitter il boicottaggio del festival, accusando Miller di islamofobia in particolare per la pubblicazione nel 2011 di Sacro terrore (in Italia tradotto da Bao Publishing), che vede un vigilante mascherato di nome Fixer combattere contro dei terroristi islamici.

«Mi dispiace informarvi che io e ShortBox non saremo più al festival Thought Bubble, a novembre. […] Ero entusiasta di partecipare, rappresentare i miei autori e condividere i nostri libri con i lettori dopo quasi 2 anni senza convention» recita il comunicato di Akhtar. «Però, in qualità di musulmana orgogliosa, non posso in tutta coscienza partecipare a un festival che considera appropriato invitare e dare un palco a Frank Miller, una persona responsabile di aver propagandato l’odio contro i musulmani, in particolare attraverso il suo lavoro.»

Zainab Akhtar ha ricevuto subito il sostegno di numerosi colleghi, che hanno appoggiato la sua presa di posizione definendo la presenza di Frank Miller deludente o addirittura un errore. Pur non commentando la situazione, l’autore di Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro e Daredevil: Born Again, in accordo con l’organizzazione del festival, ha deciso di non presenziare più all’evento.

Gli organizzatori di Thought Bubble si sono poi scusati pubblicamente, affermando di voler dialogare con tutte le parti, nella speranza di non deludere più nessuno in questo modo.

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