Migliori Fumetti 2020 – International: Singapore

Durante l’estate, Fumettologica pubblicherà una speciale rassegna sul meglio del fumetto mondiale nel 2020. Si tratta della traduzione, con qualche contributo inedito, del ‘best of’ che il britannico Paul Gravett – il più importante critico di fumetti europeo, definito da Neil Gaiman “The man at the crossroads” – pubblica ogni anno sul proprio sito. 

La selezione è un’autentica bussola sulle novità e le tendenze soprattutto nell’ambito del graphic novel (ma non solo), è seguita da molti professionisti dell’editoria di fumetto, ed è realizzata grazie alla collaborazione di una vasta rete di corrispondenti stranieri (per l’Italia, il nostro direttore Matteo Stefanelli). Soprattutto, si tratta di una playlist utile per scoprire quali sono le opere più interessanti pubblicate in Paesi che vanno al di là dei tre mercati principali del fumetto globale – Giappone, Stati Uniti, Francia – e che quest’anno sono 15, dall’Argentina alla Corea del Sud a Singapore.

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SINGAPORE

Il 2020 è stato un brutto anno. Eravamo depressi ma non ce ne rendevamo conto. La nostra salute mentale è stata segnata e siamo ancora arenati. Avremmo dovuto leggere più fumetti, connetterci con persone online (eventi virtuali, webinar, eccetera) dal momento che non potevamo uscire di casa. Ma abbiamo lavorato da casa senza sosta. È stato un periodo duro per la nostra salute, da più punti di vista, e lentamente ora possiamo tornare a uscire di casa. La vita va avanti. Nel 2020 i fumetti a Singapore sono usciti in gran parte online. Veterani come Sonny Liew hanno realizzato fumetti online sul Covid e sulle elezioni, mentre Troy Chin era già passato completamente al digitale alcuni anni fa.

In uno degli ultimi pochi eventi che si sono svolti fisicamente a marzo, prima che tutto venisse chiuso tutto, Troy ha realizzato un’installazione digitale dei suoi fumetti. Per lo stesso evento, ho curato una mostra dei fumetti di Cheah Sin Ann. Anche il nuovo fumetto di Koh Hong Teng, The Assassins, è digitale. Non c’è niente di nuovo da comprare, anche se editori come Epigram, Difference Engine e Asiapac pubblicano ancora fumetti fisici. Questa è una selezione esigua, ma questi sono i tre fumetti di Singapore che mi hanno colpito nel 2020.

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Sweet Time [“Tempi dolci”], di Weng Pixin (editore: Drawn & Quarterly)

Wendy Pixin è la prima fumettista di Singapore a essere pubblicata in inglese da Drawn & Quarterly, il che è una grossa notizia. Xin ha realizzato i suoi fumetti commoventi per più di un decennio, che, per me, sono un esempio di ciò che Hillary Chute ha definito come “reimmaginare il trauma”, un processo per il quale un artista torna a certi eventi per rivederli e per dar loro un senso. Xin è cresciuta, in questi anni. Continua a esprimersi a cuore aperto, ma è più controllata, ha un più forte senso della narrazione e usa i colori per ampliare la tavolozza delle emozioni di questa cosa crudele chiamata amore (prima le sue fanzine erano in bianco e nero).

Le storie in Sweet Time possono anche essere classificate come diari di viaggio, poiché hanno a che fare col lasciarsi certe esperienze alle spalle e risolvere i propri problemi emotivi in terra straniera. Ho chiesto a Xin se viaggiare è davvero per lei un modo per lasciarsi alle spalle i problemi. Lei ha risposto di no, che non puoi e che li porti con te ovunque tu vada. Nel 2020 Xin ha anche realizzato fumetti sul Covid su Instagram, che ha stampato come autoproduzione. Il suo prossimo libro per D&Q parla di sua madre, sua nonna e sua figlia non ancora nata.

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One Date Wonder, di Anngee Neo (Instagram)

Nel 2020, Anngee Neo ha continuato a divertire e provocare su Instagram con i suoi fumetti incentrati su temi come i generi sessuali, le relazioni interpersonali e la mascolinità tossica (esiste una femminilità tossica?). Sono molto divertenti, ma mi piacciono anche gli altri fumetti di Anngee, come quelli sui suoi problemi con depressione, salute mentale e recupero. C’è umorismo e pathos. Il benessere mentale è uno dei problemi più urgenti nel 2020.

Chronicles of a t [“Cronache di un interruttore”], di Joseph Chiang (online)

Un’ammissione: ho contribuito a editare questo fumetto. Joseph Chiang disegna fumetti a Singapore dalla fine degli anni Novanta, anche se si è fermato diversi anni per dedicarsi all’incisione e alla sceneggiatura. Recentemente è tornato all’attività di fumettista, ispirandosi ai Peanuts e a Chris Ware, Joe Matt, Adrian Tomine e Seth. Chronicles of a Circuit Breaker, il suo ultimo lavoro, riunisce alcune di queste influenze per documentare i mesi difficili in cui l’anno scorso Singapore era rimasta bloccata e chiusa. Non so come alcuni di noi siano sopravvissuti, ma ce l’abbiamo fatta. I fumetti di Joseph ci ricordano di affrontare un giorno alla volta e provare a ridere di fronte alle avversità. A volte questa è l’unica cosa che possiamo fare.

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Questa selezione dei migliori fumetti 2020 pubblicati a Singapore è firmata da Lim Cheng Tju. È stata pubblicata sul sito www.paulgravett.com, e la traduciamo qui con il permesso degli interessati.

Lim Cheng Tju scrive di storia e cultura popolare di Singapore. È co-autore di The University Socialist Club e Contest for Malaya: Tangled Strands of Modernity (Amsterdam University Press/NUS Press) e ha co-curato Liquid City Vol 2 (Image Comics), una antologia di fumetto del sud-est asiatico. È il curatore per il proprio Paese dell’International Journal of Comic Art e i suoi articoli sono apparsi nel Journal of Popular Culture e su Print Quarterly. È stato tra i consulenti per la mostra itinerante Mangasia. A volte scrive anche fumetti.

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