Migliori Fumetti 2020 – International: Svezia

Durante l’estate, Fumettologica pubblicherà una speciale rassegna sul meglio del fumetto mondiale nel 2020. Si tratta della traduzione, con qualche contributo inedito, del ‘best of’ che il britannico Paul Gravett – il più importante critico di fumetti europeo, definito da Neil Gaiman “The man at the crossroads” – pubblica ogni anno sul proprio sito. 

La selezione è un’autentica bussola sulle novità e le tendenze soprattutto nell’ambito del graphic novel (ma non solo), è seguita da molti professionisti dell’editoria di fumetto, ed è realizzata grazie alla collaborazione di una vasta rete di corrispondenti stranieri (per l’Italia, il nostro direttore Matteo Stefanelli). Soprattutto, si tratta di una playlist utile per scoprire quali sono le opere più interessanti pubblicate in Paesi che vanno al di là dei tre mercati principali del fumetto globale – Giappone, Stati Uniti, Francia – e che quest’anno sono 15, dall’Argentina alla Corea del Sud a Singapore.

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SVEZIA

Ormai è diventata una tradizione per me scrivere queste liste annuali e, a parte il fatto che è emozionante vedere su cosa i miei colleghi internazionali hanno scelto di concentrarsi, è anche interessante guardare indietro all’anno passato e pensare a cosa mi coinvolto di più come lettore. Quest’anno presenterò cinque graphic novel molto diversi, ma allo stesso tempo molto svedesi.

migliori fumetti 2020 svezia

Gå med mig till hörnet [“Accompagnami all’angolo], di Anneli Furmark (editore: Galago)

Un nuovo graphic novel di Anneli Furmark è sempre un’occasione da festeggiare, in Svezia, e Gå med mig till hörnet (‘Walk Me to the Corner’) non fa eccezione. Sin dal suo debutto all’inizio del millennio, Furmark ha raccontato storie dalla grande sensibilità, storie di vita capaci di toccarti in un modo che è – o almeno era – insolito nel fumetto. I dialoghi di Furmark sembrano reali e i suoi personaggi danno l’impressione di avere una vita ben oltre le strette cornici delle vignette.

Negli anni Furmark ha elaborato un rapporto sempre più agile tra immagini e testo. Le sue vignette erano inizialmente rigorosamente in bianco e nero, ma oggi sono più libere e basate sui sentimenti anziché sul realismo – una scelta che immagino nasca dal fatto che Furmark è anche pittrice.

Gå med mig till hörnet è una sorta di – come la definiscono i personaggi stessi – “Brokeback Mountain per signore anziane”. Sulla cinquantina, sposata da più di vent’anni e con figli cresciuti e trasferiti, la protagonista si innamora improvvisamente di una donna coetanea con la quale inizia una relazione. Tuttavia, nulla è mai così semplice nei mondi di Furmark. Infatti le complicazioni arrivano quando il marito si innamora di una donna più giovane e la coppia divorzia, nello stesso momento in cui l’amante della protagonista non vuole divorziare dalla sua famiglia.

Il libro è triste e bello allo stesso tempo, e i dialoghi sono spesso sostituiti da monologhi interiori che forniscono intuizioni sul processo mentale del personaggio principale. In un certo senso, è simile a Red Winter, l’apprezzato graphic novel di Furmark del 2015, ma sembra più sentimentale ed emotivamente intricato. C’è da aspettarsi che questo libro venga presto tradotto in molte lingue.

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Alltid hejdå [“Addio per sempre”], di Alma Thörn (editore: Galago)

Si potrebbe pensare che la posizione di rilievo ricoperta da Furmark all’interno della cultura fumettistica svedese possa aver portato all’emergere di diverse generazioni di fumettisti autori di opere nella sua scia. Tuttavia, non è stato proprio così, probabilmente perché la combinazione di qualità letterarie e artistiche di Furmark non è facile da replicare. Ma Alltid hejdå (“Addio per sempre”) di Alma Thörn si ispira chiaramente ai fumetti di Furmark, sia visivamente che narrativamente, stando comunque in piedi sulle proprie gambe.

Alltid hejdå è un racconto che si svolge su due livelli temporali separati: le esperienze della protagonista negli anni Duemila, quando i suoi genitori divorziarono, e negli anni Settanta, quando sua madre Johanna aveva vissuto la stessa esperienza. La storia combina autobiografia e biografia, affrontando il tema dei bambini divisi tra due genitori e due mondi diversi. Graficamente, i capitoli differiscono in quanto la storia di Alma è riprodotta con linee bianche e nere e inchiostro acquerellato, e quella di Johanna in seppia, in modo il lettore non si perda mai nella trama nonostante il fatto che le linee temporali cambino continuamente in questo ampio (oltre 300 pagine) e impressionante debutto.

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Klas Katt får ett uppdrag [“Klas in gatto in missione”], di Gunnar Lundkvist (editore: Kartago)

Un altro autore veterano ha pubblicato un nuovo libro: Gunnar Lundkvist, che ha realizzato fumetti sul suo personaggio distopico Klas Katt (Klas il gatto) dagli anni Settanta. Si può quindi strizzare qualcosa di nuovo da questo vecchio panno? La risposta è sì, senza dubbio! Nonostante abbia già pubblicato un gran numero di libri, questa è la prima volta che Lundkvist decide di realizzare un libro con una singola storia più lunga. Tutti i precedenti libri di Klas Katt erano infatti raccolte di fumetti brevi.

Così era il libro precedente di Lundkvist, Klas Katt blir deprimerad (Klas il gatto è depresso), di cui questo libro è una sorta di seguito, poiché porta avanti alcune trame riguardanti i personaggi principali Klas Katt e Olle Ångest (Olle Ansia). In questa storia, Klas Katt ha avviato un’agenzia combinata di detective e disinfestazione – che, a pensarci bene, sembra del tutto naturale nel mondo distopico di animali antropomorfi di Lundkvist. Il primo incarico per Klas Katt è quello di risolvere la scomparsa dei genitori di Olle Ångest, e ciò che segue è una strana e meravigliosa combinazione di pastiche del genere giallo, sciocchi giochi di parole, battute acute, volti inquietanti e un’oscurità onnipresente… spesso nel caso della letteratura di genere, certi stilemi fano solo da sfondo per discutere di qualcos’altro, in questo caso: solitudine, ansia e famiglie disfunzionali.

Per chi ha seguito Klas Katt nel corso degli anni (più probabile in francese), Klas Katt får ett uppdrag è uno sviluppo interessante del progetto apparentemente permanente di Lundkvist. Sebbene lo stile sia sostanzialmente invariato dagli anni Ottanta, la narrazione e i personaggi hanno continuato a svilupparsi. I fumetti su Klas Katt sono una sorta di poesia visiva, un costante riassemblaggio di espressioni all’interno di una forma molto compressa.

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Nästan i mål: En komisk transition [“Quasi arrivati: Una transizione a fumetti”], di Olivia Skoglund (editore: Ordfront)

Un altro debutto, e ancora una storia autobiografica, ma da una prospettiva completamente diversa. Olivia Skoglund è una donna trans che racconta le sue esperienze che hanno a che fare con l’essere costantemente messa in discussione, dubitare costantemente del proprio posto nel mondo e, non ultimo, di dover costantemente rispondere delle proprie scelte – ai propri cari, ma anche agli psicologi e a scandalizzati uomini cis. Messo così potrebbe sembrare un graphic novel autobiografico svedese tradizionale e ricco di ansie, ma le cose non stanno così.

Le storie di Skoglund sono incredibilmente divertenti e autoironiche, e prendono il via da un pretesto narrativo che la vede sdraiata sul divano dello psicologo e racconta aneddoti a uno psicologo sempre più diffidente che si chiede perché lei si immagini costantemente in storie vivacizzate da battute divertenti… Estremamente meta e dotato di un’efficacia narrativa che smentisce il fatto che Skoglund sia al suo debutto, questo libro fornisce una panoramica di un mondo di cui molte persone potrebbero non sapere molto – simile a come mi sono sentito quando ad esempio ho letto Persepolis di Marjane Satrapi – ma allo stesso tempo è estremamente divertente.

Mitt liv i Japan – en svensk mangatecknares bekännelser [“La mia vita in Giappone – Confessioni di una fumettista svedese”], di Åsa Ekström (editore: Kartago)

È stato spesso affermato che è quasi impossibile per un fumettista diventare, per citare gli Alphaville, “Big in Japan”, a meno che uno non sia nato e cresciuto lì. A smentire la diceria ci ha pensato l’autrice svedese Åsa Ekström che, dopo aver costruito una carriera in Svezia come illustratrice e fumettista con uno stile di ispirazione asiatica, è partita per il Giappone determinata a entrare in questa cultura spesso chiusa – ed è riuscita ad avere successo.

Quando nel 2011 ha lanciato un diario web a fumetti su tutti i problemi di essere un “gaijin”, uno straniero in Giappone, l’autrice è diventata talmente popolare da ottenere un contratto con un importante editore di manga. Ora, diversi anni dopo, in Giappone sono stati pubblicati una decina di libri di Ekström ed era ormai tempo che ne arrivasse un’edizione svedese (i suoi fumetti sono già stati pubblicati in Cina…). Il libro contiene strisce giapponesi, cioè in un formato standard di quattro vignette ugualmente grandi, pubblicate una striscia per pagina, da leggere dall’alto verso il basso e, naturalmente, da sfogliare da destra a sinistra. Le strisce hanno a fianco illustrazioni indipendenti con testi inerenti ai temi del fumetto e un fumetto in fondo con un commento personale sul fenomeno discusso.

Gli argomenti del libro vanno da imbarazzanti errori in contesti sociali e riflessioni sulle differenze culturali a pure storie autobiografiche sugli amici in visita dall’Europa e su come questi reagiscono alla cultura giapponese. Prese insieme, queste “confessioni” danno una buona idea di cosa significhi essere di un’altra cultura e cercare di cavarsela in Giappone (anche per me che ci sono stato diverse volte) – e sono anche estremamente divertenti.

Meglio fermarci qui… ma ci sono molti altri titoli che sarebbero potuti entrare nella lista: Mörkt album (“Album oscuro”) di Coco Moodysson; Återvinningscentralen (“Il centro di riciclaggio”) di Ulrika Linder; En klump i magen (“Una pagnotta in forno) di Malin Granroth; Polly: Tar ingen skit (“Polly: non si fa mettere i piedi in testa”) di Mats Källblad; Nikki di Malin Skogberg Nord, i graphic novel di Kim W. Andersson su ZombieLars… il fumetto svedese sta passando un buon momento, inimmaginabile decenni fa.

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Questa selezione dei migliori fumetti 20 pubblicati in Svezia è firmata dal giornalista e storico Fredrik Strömberg. È stata pubblicata sul sito www.paulgravett.com, e la traduciamo qui con il permesso degli interessati.

Fredrik Strömberg è giornalista, autore, curatore e storico. È uno degli editor di Bild & Bubbla, il principale magazine sul fumetto in Scandinavia e il secondo più longevo al mondo, e presidente della Swedish Comics Association. È a capo della Comic Art School of Sweden, è editor del Scandinavian Journal of Comic Art e scrive regolarmente su fredrikstromberg.com/. Tra i libri che ha scritto, sono disponibili in inglese: Swedish Comics HistoryBlack Images in the Comics, The Comics Go to Hell e Comic Art Propaganda e Jewish Images in the Comics.

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