“Penss e le pieghe del mondo”, la favola bucolica di Jérémie Moreau

penss pieghe mondo moreau

In pochi anni, Jérémie Moreau è passato dal ruolo di giovane promessa del fumetto francese (con La scimmia di Hartlepool, per i testi di Wilfrid Lupano) a quello di uno dei talenti più solidi del panorama fumettistico francese grazie in particolare a La saga di Grimr, che gli è valso il premio come miglior libro al festival di Angoulême

Il libro (pubblicato nel 2018) era infatti un lavoro imponente, che sapeva evocare un immaginario estremamente affascinante e suggestivo, grazie a un disegno tanto visionario quanto realistico, sorretto da una notevole maestria tecnica. Viene da sé che ora ogni nuovo lavoro di Moreau come autore unico sia da guardare con interesse, come Penss e le pieghe del mondo, da poco tradotto in italiano da Tunué.

penss pieghe mondo moreau

Penss e le pieghe del mondo conduce in scenari non troppo dissimili da quelli di La saga di Grimmr: la natura è di nuovo protagonista del racconto ma in modo ancor più intenso rispetto al libro precedente, diventando molto più che uno sfondo magistralmente rappresentato. La natura è qui soggetto di riflessione ed elemento determinante nel racconto, nella trama e nella crescita del protagonista. 

Penss è un bambino appartenente a un clan di uomini primitivi che vivono cacciando. Lui però non è un tipo particolarmente sveglio e non sembra trovarsi a suo agio nella caccia. Invece che inseguire e aggredire gli animali, il ragazzo sembra più incline alla contemplazione. Osserva i paesaggi incontaminati in cui vive, guarda gli animali e li rispetta, aspirando a vivere in armonia con essi e abbandonandosi spesso in riflessioni praticamente esistenziali.

Con questa attitudine finisce presto emarginato dal suo clan e si perde dopo una battuta di caccia. Dopo una situazione di estremo pericolo che lo costringe a scegliere tra sopravvivere o morire e tra salvare se stesso o l’affetto a lui più caro, Penss si ritrova da solo. Presto il ragazzo riesce a sviluppare una propria armonia con il mondo che lo circonda, dando forma al nucleo del racconto di Moreau.

L’autore sembra qui aver allargato la sua prospettiva di narratore, confermando una notevole versatilità come disegnatore. Come mai prima d’ora, Moreau sembra aver tratto ispirazione dal fumetto giapponese, quello più tradizionale di autori come Osamu Tezuka o Sampei Shirato. Il taglio della vignetta è spesso trasversale, con geometrie spigolose capaci di accentuare la dinamicità di scene d’azione che si alternano a momenti di pura contemplazione.

penss pieghe mondo moreau

Abile nella ritrarre ogni scenario, ogni animale o ogni mutazione degli ambienti dovuta alle stagioni, Moreau raggiunge inoltre una cifra grafica più cartoonesca rispetto ai suoi lavori precedenti, in una storia che è di fatto una favola bucolica, un racconto di formazione che sa guardare anche a un pubblico giovane.

Penss e le pieghe del mondo racconta la crescita individuale come un percorso indipendente ma mai del tutto svincolato dal mondo in cui ognuno vive. Un lungo viaggio interiore alla scoperta di sé nella più classica tradizione del romanzo di formazione e d’avventura.

Penss e le pieghe del mondo
di Jérémie Moreau
traduzione di Stefano Andrea Cresti

Tunué, maggio 2021
cartonato, 232 pp., colore
27,00 € (acquista online)

Leggi anche: 5 motivi per leggere “La saga di Grimr” di Jérémie Moreau