8 libri sul fumetto da leggere questa estate

Tra le letture fumettistiche cui abbandonarsi nelle lunghe vacanze estive, proponiamo una selezione di alcuni fra i saggi e testi più interessanti (e pimpanti) dedicati al fumetto. Otto volumi fumettologici utili per approfondire argomenti tra loro molto diversi e in alcuni casi anche affascinanti da sfogliare. Una serie di saggi scelti tra le proposte più intriganti – con un occhio di riguardo a quelle più curiose, coraggiose e ben documentate – pubblicate in in Italia negli ultimi mesi.

il suo nome era gilbert Keiko Takemiya

Il suo nome era Gilbert, di Keiko Takemiya (J-Pop)

Il suo nome era Gilbert è l’autobiografia di Keiko Takemiya, nota per essere la pioniera del Boy’s Love, grazie al manga Il poema del vento e degli alberi, vero e proprio capostipite del genere.⁠ ⁠Attenzione però: questo non è un manga autobiografico, ma un libro in prosa.

Scritto in prima persona, racconta la grande stagione del fumetto giapponese tra gli anni Settanta e Ottanta, ma anche le difficoltà lavorative e personali di una donna in un ambiente, quello editoriale, ostico e dominato da uomini.⁠ Tra ritmi impossibili, scadenze strettissime, incomprensioni e solitudine, Takemiya racconta i dietro le quinte del fumetto in Giappone e la sua carriera, dalla gavetta alla rivoluzione dei manga per ragazze che mise in atto con le colleghe con cui fondò il collettivo Gruppo dell’anno 24.⁠

Un lungo percorso che passa attraverso le sfide con i propri editor, l’amicizia e la rivalità con Moto Hagio, la tortuosa realizzazione del Poema (il Gilbert che dà il titolo al libro è il protagonista del manga), i successi e, soprattutto, il suo contributo nella decostruzione degli stereotipi di genere nel manga.⁠

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Peanuts. Charlie Brown, Snoopy e il senso della vita, di Aa.Vv. (La nave di Teseo)

Pensato per i settant’anni della striscia, questo libro contiene una raccolta di saggi, articoli e testimonianze di personaggi celebri del panorama culturale profondamente legati ai Peanuts. Pur essendo per la maggior parte autori di narrativa, come Jonathan Franzen o Adam Gopnik, tra le penne coinvolte rientrano giornalisti, conduttori radiofonici, poeti e qualche “guest star” del calibro di Umberto Eco, oltre naturalmente a una folta schiera di fumettisti, da Seth a Hilary Campbell passando per Chris Ware.

Ciascuno di loro prova a spiegarsi il successo dell’opera a partire dalla propria esperienza di lettore, chiamando in causa ricordi e fatti biografici. Dai discorsi “a grandi linee” della prima sezione ai focus sui singoli personaggi della seconda, dalle poesie della terza alle storie vere riportate nella quarta e nella quinta, gli autori dimostrano che il fumetto di Schulz ha ancora molto da dire e che tutto ciò che traspare da esso è «la somma totale di mente, memoria, esperienza, storia, ragionamenti e sogni di un uomo, un universo racchiuso in se stesso che si manifesta come fosse un’unicità che lentamente esplode», come chiosa Ivan Brunetti nel suo contributo.

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Qua la penna! Autrici e art director nel fumetto italiano, di Aa. Vv. (ComicOut)

A cura di Giuseppe Bonomi, Claudio Gallo, Laura Scarpa, Nicola Spagnolli e Ingrid Zenari, questa raccolta di interventi getta luce su un angolo spesso trascurato del fumetto italiano e della sua Storia: il ruolo della donna come forza creativa, in ogni mansione della filiera, dalla scrittura al disegno passando per ruoli redazionali o dirigenziali.

Nel libro, che raccoglie testi provenienti dall’edizione del 2018 del seminario biennale sul fumetto organizzato dall’Accademia Roveretana degli Agiati, si raccontano le vite e le innovazioni di fumettiste, editrici, art director e autrici presenti da sempre ma spesso invisibili o dimenticate come Lina Buffolente, Grazia Nidasio, Paola Lombroso, Tea Bonelli, le sorelle Angela e Luciana Giussani. Ma sono trattati anche temi più larghi come la rappresentazione del corpo femminile nel fumetto, la nascita di una delle prime eroine di Sergio Bonelli Editore, Legs Weaver, le testimonianze personali di Anna Lazzarini e Paola Barbato.

Un’analisi completa e appassionante di tutti «gli importanti ruoli ricoperti dalle donne nel mondo del fumetto, non solo dal punto di vista della loro capacità di creare storie disegnate, ma anche per l’abilità imprenditoriale nel governare imprese e dirigere riviste e collane», come recita l’introduzione del volume.

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Le origini del fumetto, di Thierry Smolderen (Nicola Pesce Editore)

Thierry Smolderen, il massimo esperto francese di fumetto ottocentesco, fa risalire le origini del medium all’incisore britannico William Hogarth, non a Rodolphe Töpffer o a Richard F. Outcault come ci si potrebbe aspettare. In questo modo cerca di dimostrare che la Nona Arte ha almeno due secoli di storia alle spalle, scanditi dalle evoluzioni tecnologiche e grafiche del Diciannovesimo secolo che costituiscono le premesse per lo sviluppo del linguaggio fumettistico moderno.

In linea con gli studi che vedono nella scrittura alfabetica una forma visiva, ancorché verbale, la tesi fondamentale alla base di questo saggio è che il fumetto sia nato quando parole e immagini sono state percepite per la prima volta come due linguaggi sovrapposti, in grado di influenzarsi vicendevolmente. Attraverso numerosi paragoni con l’incisione, la fotografia e il cinema, l’autore traccia una linea evolutiva ricca di tappe importanti, sorretta da un nutrito apparato iconografico che spazia da Gustave Doré ad A.B. Frost e che diventa parte integrante delle argomentazioni.

Il lavoro di Smolderen può sembrare “eccentrico”, specie nella scelta di partire da Hogarth, ma lo è solo in apparenza, confermandosi «un tentativo brillante, documentato e inventivo di offrire elementi determinanti per la costruzione del set di idee utili a un più ricco e solido terreno di saperi intorno al fumetto», per citare la prefazione di Matteo Stefanelli all’edizione italiana.

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G.L. Bonelli. Tex sono io!, di Gianni Bono (Sergio Bonelli Editore)

Fresco vincitore del Premio Franco Fossati 2021, questo libro racconta la figura di Gianluigi Bonelli – co-creatore di Tex insieme a Galep, nonché padre di Sergio – attraverso aneddoti e informazioni raccolti nel corso di anni e riuniti insieme come in un’unica, lunga intervista.

A venirne fuori è un ritratto particolarmente fedele dello sceneggiatore, tra i padri putativi del fumetto popolare italiano: «Non capitava spesso e non succedeva con tutti ma, a volte, Gianluigi Bonelli raccontava di sé. Di come Tex, il suo figlio letterario prediletto, avesse finito per somigliargli. O viceversa» racconta infatti l’autore Gianni Bono – storico e studioso del fumetto – nella presentazione del saggio.

Oltre a un ricco apparato fotografico e iconografico, il libro comprende inoltre una serie di fumetti rari sceneggiati da G.L. Bonelli, tutti contestualizzati all’interno del racconto della sua carriera, a completare quello che forse è il ritratto del creatore di Tex più approfondito e sentito mai pubblicato.

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Satoshi Kon, di Andrea Fontana ed Enrico Azzano (Mimesis)

Sono trascorsi quasi undici anni dalla prematura scomparsa di Satoshi Kon, uno dei più influenti animatori giapponesi del nuovo millennio. Poco prima della sua morte, nel 2009, Enrico Azzano e il nostro collaboratore Andrea Fontana curarono un volume monografico su di lui, che ora rivive grazie anche all’aggiunta di numerosi contributi inediti di critici, accademici ed esperti del settore.

A differenza dell’edizione precedente, nata per analizzare la prima fase di carriera di un regista ancora giovane e misconosciuto in Italia, questa consente agli autori di intavolare un discorso più ampio su ciò che Kon è riuscito a produrre, sia nel cinema d’animazione che in veste di mangaka, lungo tutta la sua carriera.

Dopo una prima sezione dedicata ai quattro film e all’unica serie tv realizzati da Satoshi Kon, ci si concentra su alcuni aspetti collaterali della sua opera, dando spazio al suo rapporto col cinema o a quello con il suo maestro Katsuhiro Ōtomo. L’ultima parte, invece, racchiude le testimonianze di montatori e animatori che, dalla loro prospettiva privata, provano a fare il punto su un regista e fumettista ancora poco studiato nel Belpaese ma capace di influenzare molti colleghi in tutto il mondo.

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La vita è un segno, di Thierry Thomas (Rizzoli Lizard)

Oltre ad aver realizzato un documentario su Hugo Pratt, Thierry Thomas si è cimentato nel racconto della vita del creatore di Corto Maltese anche per iscritto. Questo suo libro traccia infatti un profilo biografico di Pratt, mostrandocelo nella sua sfera privata tramite i propri ricordi e il rapporto di amicizia che ha intrattenuto con lui per oltre vent’anni, da quando, appena quindicenne, si era recato a Malamocco per conoscerlo di persona, nel 1972.

Naturalmente chi cerca un’opera esaustiva rimarrà deluso. Thomas fotografa solo alcuni istanti del vissuto di Pratt, dalla partecipazione alle fiere al rapporto con gli editori, dai viaggi in treno in cerca di lavoro agli ultimi giorni prima di morire. Molto più spazio è occupato dall’analisi tecnica dei suoi fumetti, a seconda di quanto sono stati importanti nella formazione culturale dell’autore.

Una ricognizione accattivante, utile per chi si accosta per la prima volta a un autore come Hugo Pratt e per fare luce su alcuni aspetti della sua personalità molto spesso trascurati dagli studiosi.

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Il vangelo secondo Tex Willer, di Brunetto Salvarini e Odoardo Semellini (Claudiana)

Curioso sin dal titolo quanto sorprendente per il suo contenuto, questo saggio indaga l’aspetto religioso di Tex e delle sue storie. Tex, che con la religione sembrerebbe non avere nulla a che fare, offre invece agli autori diversi spunti su cui ragionare. Dal contesto in cui sono ambientate le sue avventure, il selvaggio Far West, con le sue contraddizioni e le sue regole non scritte, ai personaggi in cui si imbatte, spesso “figli di buona donna”, come li apostroferebbe lui.

Al centro del discorso c’è proprio Tex, l’uomo più giusto tra i giusti, dalla morale ferrea e dai principi saldi. Un uomo che non professa alcuna religione perché, come scrive Paolo Nasi nella prefazione del volume, «è più spirituale che religioso, ha un suo personale rapporto con il sacro che non si esprime in un’appartenenza formale ma si concretizza nel rapporto con la natura, la trascendenza, il mistero della vita e della morte».

Partendo dal concetto che ogni uomo è peccatore, e di uomini peccatori le storie di Tex sono piene, il libro approfondisce il rapporto tra Bene e Male in relazione allo sfondo delle avventure in cui si muove il ranger, fatto di tante etnie, religioni e schieramenti diversi.

Una lettura sorprendente, dicevamo all’inizio, perché i due autori offrono un’analisi intelligente e a tratti leggera, mischiando teologia, storia, etica e sociologia con la cultura pop. Un retroterra, quest’ultimo, a cui Tex Willer appartiene di diritto: la sua cavalcata prosegue da oltre settant’anni, ha attraversato diverse generazioni di lettori, si è radicata nella società italiana e, inoltre, continua a essere protagonista del fumetto più venduto in Italia.

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