7 libri di fantascienza da leggere quest’estate

L’estate è iniziata, ammettiamolo serenamente, ma la voglia di leggere ancora non è passata. Magari complice il riscaldamento globale e il mutamento climatico che portano piogge e brutto tempo un po’ da tutte le parti (ormai l’estate meteorologica inizia a fine maggio-primi di giugno e finisce a fine luglio) c’è sempre tempo per leggere.

Qui di seguito ci sono dei libri da leggere (più una prece) che vi stupiranno alquanto perché troverete un’altra fantascienza, più dolce, più morbida, più “strana”, soprattutto più “indie”. Vediamoli.

Il pianeta scomparso, di Marcello Toninelli

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Cominciamo dal libro che sto leggendo (con soddisfazione) in questi giorni e che è il più classico del mucchio: il romanzo di Marcello Toninelli (nelle intenzioni dell’autore l’inizio di una trilogia) si compra su Amazon e vende due storie al prezzo di una. La prima è il libro “portante”: una solida storia di fantascienza in un futuro in cui le astronavi volano nel sotto-spazio e in cui le avventure tra gigantesche navi-officina, pirati sociali e appunto un pianeta scomparso sono la parte hard e più serrata della storia. Ma c’è anche un romanzo nel romanzo, ambientato nel passato a Livorno dove l’autore (senese) da anni vive, e che è un giallo nel mistero.

Toninelli poi è figura nota a noi amanti del fumetto per la sua lunghissima militanza nel settore come autore completo: suo il Dante, la Divina Commedia a fumetti e il Renzo & Lucia, i Promessi Sposi a fumetti che lo hanno reso famoso, ma suoi anche dieci anni e quasi cento albi di Zagor scritti per Bonelli e decine di altre storie e avventure incluso il suo primo romanzo “dantesco” intitolato S’i’ fosse Morte…. Questo libro di fantascienza è da leggere a prescindere, e si compra anche in formato ebook per poco e con soddisfazione.

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L’uomo tra le nuvole, di Mauro Ciardi

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La lettura del libro precedente segue quella di questo breve romanzo d’esordio di Marco Ciardi: L’uomo tra le nuvole (disponibile solo in versione cartacea) è un romanzo veloce, serrato, che racconta una storia legata a doppio passo con la fisica nucleare e il mondo del fumetto. Senza bisogno di fare spoiler (peccato mortale che qui viene fortemente stigmatizzato) basterà ricordare che l’enigma al centro del racconto, che vede quattro giovani giornalisti scientifici indagare la scomparsa del fisico Ettore Majorana, è particolarmente interessante soprattutto per chi ha la passione dei baloon e delle strip.

Non dico altro se non che Marco Ciardi è “nuovo” come romanziere ma ha al suo attivo moltissime pubblicazioni scientifiche e un rapporto antico con la scienza: Ciardi infatti è professore ordinario di Storia della scienza e delle tecniche presso l’università di Firenze e direttore scientifico del Museo Galileo di Firenze. Il suo è un piccolo congegno narrativo che avrebbe potuto essere un romanzo da mille pagine nelle mani di un Dan Brown, ma che invece, grazie alla misura del suo autore, mostra una passione da orologiaio nell’incastrare i complessi rotismi della trama e filare i delicati indizi che portano al crescendo finale.

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Temponauti, di Aa. Vv.

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Non può non esserci anche questa estate un riferimento ad Urania, la prestigiosa rivista di fantascienza italiana che pare stia vivendo una nuova stagione di gloria, o quantomeno un sussulto di vitalità. Urania, grazie al lavoro dell’editor Franco Forte e della sua redazione, sta svecchiando nella mente dei lettori italiani l’idea della fantascienza, sclerotizzata in passato dalla mancanza di riviste specializzate che facessero emergere storie alternative di qualità rispetto a quelle “per la prima serata” tradizionalmente riservate alla pubblicazione su Urania.

Per questo l’antologia Temponauti pubblicata come Millemondi nuova serie (la collana con cadenza periodica che in passato raccoglieva romanzi “lunghi”, brevi cicli o antologie “straniere” curate dai massimi autori americani) è interessante perché declinato “all’italiana”. Dopo il successo di qualche tempo fa di Distòpia (che aveva come fil rouge l’idea delle utopie andate male) questa volta il tema è facilmente intuibile: il viaggio nel tempo con tutte le sue conseguenze. Si cimentano sul tema una pattuglia di ottimi autori italiani e il risultato è molto interessante, anche se discontinuo.

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Utopia pirata – I racconti di Bruno Argento, di Bruce Sterling

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Questo volume che raccoglie una serie di racconti di Bruce Sterling, l’autore di fantascienza tra i più autorevoli del cyberpunk che da anni vive diviso tra gli Usa e Torino, è davvero interessante. Sterling presenta il suo alter ego italiano, Bruno Argento, che è una sorta di incrocio tra Dario e Sergio Leone, con tanto di personaggi che non avrebbero fatto sfigurare il Clint Eastwood attore dagli occhi di ghiaccio. Di questi racconti Sterling ne ha scritti diversi e alcuni di essi sono stati tradotti e riuniti in Urania da Giuseppe Lippi. Poi alcuni li ha ripresi e messi assieme ad altri racconti per una edizione americana, intitolata Robot Artists & Black Swans: The Italian Fantascienza Stories, che porta la fantascienza pseudo italiana di un finto autore italiano nel mondo.

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Cyberpunk. Antologia assoluta, di Aa. Vv.

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Visto che abbiamo appena citato Bruce Sterling e il movimento cyberpunk, come non citare anche questa antologia assoluta prodotta in Italia da Mondadori: un “mostro” da 1800 pagine che raccoglie quel che c’è da leggere di William Gibson, Bruce Sterling e Neal Stephenson (tra gli altri). Interi romanzi uno dopo l’altro.

Il libro è enorme, i romanzi sono sempre quelli ma hanno il vantaggio di essere tutti assieme e soprattutto si ritrova anche roba che da tempo non era più in circolazione, a partire dalla leggendaria antologia Mirrorshades e da Snow Crash di Stephenson, che è il romanzo originariamente pubblicato in Italia da Shake Edizioni che ha introdotto l’idea di Metaverso. Un’idea che adesso, con Facebook, Microsoft ed Epic Games (Fortnite) sta diventando la “cosa calda” del futuro. Ma, come sanno quelli che conoscono queste storie, Mark Zuckerberg e Satya Nadella stanno disegnando un mondo profondamente distopico e spaventoso. Siamo sicuri che sia la scelta giusta per la realtà? Leggendo Cyberpunk si capisce meglio. Insomma, tanta roba in tutti i sensi.

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Metro, di Dmitry Glukhovsky

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Ve li ricordate i tre romanzi che hanno fatto la fortuna del russo Dmitry Glukhovsky, cioè Metro 2033, poi il seguito Metro 2034, e infine Metro 2035? Erano storie del dopobomba, un horror survival nato in rete: Glukhovsky le ha scritte e pubblicate online durante il periodo universitario andando in metropolitana e ambientandole proprio nelle profondità dell’infrastruttura per il trasporto che i sovietici avevano immaginato anche come possibile luogo protetto per sopravvivere all’olocausto nucleare. Noi non sappiamo niente di cosa è successo, tranne che ora si vive sottoterra circondati da mostri mutanti.

Il primo libro ispirò un videogioco di un certo successo, oltre che una serie di sequel in franchising localizzati nelle metro di tutto il mondo (in Italia ne scrisse uno Tullio Avoledo intitolato Le radici del cielo) e ispirò anche un editore nostrano, Multiplayer, a dare fiducia a questo sconosciuto moscovita. Oggi, dopo più di un decennio, Multiplayer ha ripubblicato i tre romanzi assieme, un po’ per stare in competizione con la collana di balene che Mondadori sta pubblicando da qualche mese, e un po’ per darci la possibilità di leggere le tre storie una dopo l’altra. Come scrissi all’epoca, merita, merita veramente.

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Il dottor Nikola, di Guy Boothby

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Cliquot è un piccolo editore italiano, uno di quelli che fa opere meritorie di filologia d’amore, come mi piace chiamarla: traduce e pubblica (o ripubblica) vecchie storie che in Italia non ci sono più ma che sono fondamentali per l’immaginario fantastico e fantascientifico del pianeta. Una di queste è Il dottor Nikola scritto da Guy Boothby. È un libro fondamentale perché è fondamentale il suo autore (da noi praticamente sconosciuto) ed è fondamentale il suo personaggio più importante, cioè questo dottor Nikola che è creatura tremenda, pericolosa, patetica, fantasiosa, avventurosa (a modo suo).

Il romanzo è stato scritto originariamente nel 1896 ed è il secondo romanzo di una serie di cinque centrata sul personaggio del dottor Antonio Nikola, un antieroe appassionato di occulto e alla ricerca del bene più prezioso per la letteratura magica e fantastica: il dono dell’immortalità (a cui lui per buona musira aggiunge anche il desiderio di dominare il mondo). Ve lo devo confessare: sono affascinato da questa figura. Nikola è un personaggio strano, atipico, curioso: vive a Shanghai alla fine dell’Ottocento, sta sempre assieme al suo gatto nero Apollyon (il nome è quello dell’angelo della distruzione), ed ha una intensità che è rara nei personaggi di genere, creati cioè per intrattenimento da autori che non avevano ambizioni letterarie. In una parola: indimenticabile. E certamente da leggere.

Tarzan, di Edgar Rice Burroughs

Chiudo con una prece. Perché forse molti di noi non lo sanno, e per questo nessuno si mette nella disposizione d’animo di farlo. Il tema sono i 24 romanzi canonici di Tarzan (più due di solito pubblicati assieme e destinati a un pubblico più giovane), scritti da Edgar Rice Burroughs tra il 1912 e il 1965.

Ebbene, di quei romanzi a me risulta che siano stati tradotti in italiano solo 16, e per di più un sacco di tempo fa. Ne mancano 10 (oppure 8, a seconda di come si conta) e certamente ne vanno aggiunti alcuni pubblicati a posteriori (fanno parte del canone sia tre storie collegate scritte da Burroughs che altri cinque o sei romanzi che fanno parte del canone, tra cui quello davvero importante è The Dark Heart of Time scritto da Philip Jose Farmer, per proseguire The Lost Adventure ma c’è anche un’autobiografia di Lord Greystoke e due divertenti romanzi di avventura ambientati a Opar migliaia di anni nel passato, per dare un senso alle rovine della civiltà persa nella giungla).

Ecco, quello che vorrei è che venissero ripresi i romanzi già tradotti e poi tradotti anche quelli che mancano. Dopotutto, il ciclo di Pellucidar è stato tradotto recentemente in due volumi, qui e qui. Perché Tarzan no? Di solito queste idee si arenano sui primi (anzi, sul primo) ma il bersaglio a cui puntare sono i dieci romanzi che mancano: storie fantastiche avventurose ma anche di fantascienza che sarebbe ora poter leggere anche da noi. Siamo anche fuori copyright, per la maggior parte dei testi (incluse alcune delle vecchie traduzioni in italiano) e quindi si potrebbe fare molto con poco. Pochissimo. Che ne dite? Adelphi?

Intanto potete iniziare a leggere da qui.

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Antonio Dini, giornalista e saggista, è nato a Firenze e ora vive a Milano. La sua newsletter si intitola: Mostly Weekly.

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