Spawn continua ad andare forte e McFarlane se la gode

La copertina di ‘King Spawn’ 1 disegnata da Puppeteer Lee

A 29 anni dal suo debutto Spawn continua a essere uno dei fumetti statunitensi più venduti. Di recente il suo creatore Todd McFarlane ha posto le basi per lo Spawn’s Universe, un universo narrativo con cui poter da vita a diverse storie collegate al personaggio (qui i dettagli).

Il primo tassello di questo nuovo capitolo è stato Spawn’s Universe 1, un albo speciale pubblicato lo scorso giugno che ha piazzato oltre 200 mila copie, diventando il fumetto di Image Comics più venduto degli ultimi vent’anni. Un record subito infranto da King Spawn 1, che ancor prima di essere distribuito ha fatto registrare poco meno di 500 mila copie ordinate presso le fumetterie. I calcoli in prospettiva porterebbero l’albo ad entrare nella top ten dei comic book più venduti del nuovo millennio (non graphic novel, attenzione, per quelli chiedete a Dav Pilkey).

Numeri in parte “gonfiati” da un importante numero di variant cover realizzate. Il risultato, però, non cambia, visto che quella delle variant è una pratica ormai comune e in uso da decenni nel mercato americano. Abusata da Marvel e DC Comics, i due principali editori americani, ha contribuito negli anni a tenere alte le cifre di vendita di decine e decine di testate.

Quel che è certo, quindi, è che il primo numero di King Spawn afferma la potenza di un personaggio che da quasi 30 anni e dopo oltre 300 albi della sue serie regolare (un altro record) non ha smesso di interessare i fan. King Spawn sarà una nuova serie regolare mensile di Spawn e si collocherà al fianco della principale, raccontando nuove avventure del personaggio nel rispetto della sua – ormai complessa, aggiungeremmo – storia editoriale. L’albo sarà pubblicato negli Stati Uniti il 18 agosto, ma Image Comics lo sta già festeggiando con comunicati per nulla timidi.

«Nel 21° secolo nessun personaggio legato agli Avengers o alla Justice League ha debuttato con un albo che ha venduto tanto quanto King Spawn 1», scrive la casa editrice. E ancora: «Nell’ultimo quarto di secolo i preordini di King Spawn 1 sono più alti di qualsiasi debutto dei nuovi supereroi Marvel, inclusi albi di Iron Man, Hulk, Thor o Capitan America. King Spawn 1 di McFarlane ha anche superato qualsiasi debutto di nuovi titoli DC Comics degli ultimi due decenni e mezzo, tra cui Batman, Superman, Flash o Wonder Woman».

«Le vendite sono state molto più alte di quanto avevo previsto», ha detto McFarlane. «Sono vendite che hanno un impatto storico nel nostro settore, oggi. Dimostrano che il personaggio di Spawn e il mondo in cui vive riscuotono ancora interesse per i fan anche quasi dopo trent’anni che l’ho presentato per la prima volta. Ma la cosa più importante per me è che King Spawn diventi un altro esempio per la comunità creativa, dimostrando che si può ottenere successo dalle proprie idee anche al di fuori dei due enormi giganti dell’editoria, Marvel e DC Comics. Ogni storia che dimostra che si può fare carriera da solo, si spera, ispirerà altre persone di talento a provarci. In qualità di presidente di Image Comics difendere gli autori è stato il mio obiettivo sin dalla creazione della casa editrice nel 1992».

In tempi recenti, numeri superiori a questi li ha avuti solo DC Comics con Action Comics 1.000 (circa 504 mila copie vendute nel 2018) e Detective Comics 1.000 (circa 574 mila copie vendute nel 2019). Entrambi albi celebrativi di due dei più famosi supereroi al mondo, con alle spalle tutta la potenza di un’azienda enorme, non certo quella di un editore che seppur di primo piano rimane comunque all’ombra di un gigante.

Quest’anno un’altra cifra importante (circa 616 mila copie vendute) è stata registrata dal primo numero di BRZRKR, pubblicato da BOOM Studios!, grazie sopratutto al traino di uno degli autori, l’attore Keanu Reeves, che ha prestato le sue idee, le sue sembianze e la sua fama al fumetto. Un successo isolato ma importante per un editore indipendente, soprattuto se si tiene conto che al giorno d’oggi difficilmente un comic book arriva a vendere più di 100 mila copie al mese. Per fare un esempio, lo scorso giugno nella classifica dei fumetti più venduti solo sei hanno superato quella cifra, mentre oltre la ventesima posizione si comincia già a navigare sotto le 60 mila copie.

Dopo l’exploit di King Spawn 1, le aspettative di McFarlane ora sono aumentate. L’autore ha dichiarato che per i numeri uno delle prossime due serie dello Spawn’s Universe ha previsto vendite tra le 200 e le 300 mila copie. La prima di queste testate è intitolata The Gunslinger, debutterà a ottobre, e sarà incentrata sul Pistolero, la versione western personaggio, che ha esordito nei fumetti nel 2003. La seconda è intitolata The Scorched, debutterà a dicembre e vedrà in azione un super-gruppo composto da Spawn, Medieval Spawn, il Pistolero, She-Spawn e il Redentore.

McFarlane intanto si gode i risultati senza nascondersi. Anzi, gongola e dichiara che il suo successo è un po’ come la storia di Davide contro Golia. «Se hai un titolo di tua proprietà che vende 40 o 50 mila copie hai già ottenuto un ottimo risultato», afferma. È la rivincita degli autori contro lo strapotere delle multinazionali. Aziende che peraltro lo hanno lanciato a inizio carriera e per le quali ha lavorato come uno degli autori di punta. Altri tempi è vero, ma come non ricordare le oltre 2 milioni di copie vendute nel 1990 da Spider-Man 1. Testata che all’epoca fu varata da Marvel Comics apposta per lui, la superstar del fumetto anni Novanta, che poco dopo decise di lasciare tutto per fondare una casa editrice indipendente e fare la Storia.

Oggi, 30 anni dopo, McFarlane è ancora in pista. Forse più businessman che autore, ma comunque con delle idee che a quanto pare vengono premiate. Per Spawn, infatti, non è finita qui. Nei piani ci sono un nuovo film e una serie tv incentrata sui personaggi secondari Sam e Twich. Progetti annunciati da tempo (la notizia del film risale al 2017) ma ancora in stallo. McFarlane intanto aspetta sulla riva del fiume: «Ad un certo punto, con queste premesse, Hollywood dovrà svegliarsi».

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