La controversia sul logo dei Dieci Anelli nel film di Shang-Chi

logo shang-chi e la leggenda dei dieci anelli

Al centro del nuovo film Marvel dedicato a Shang-Chi – in uscita al cinema in Italia l’1 settembre – ci sarà l’organizzazione terroristica dei Dieci Anelli, il cui logo è stato oggetto di controversie.

Realizzato dalla designer Dianne Chadwick (Minority Report, Men in Black 3, Thor), il logo – due spade attorniate da dieci anelli, ognuno dei quali contenenti i nomi di antiche tribù mongole – era apparso per la prima volta in Iron Man, per poi ri-apparire in Iron Man 3, nel cortometraggio All Hail the King e in una scena tagliata di Ant-Man.

Dopo l’uscita di Iron Man 3, nel 2013, il governo della Mongolia inviò una lettera ai Marvel Studios per lamentare l’insensibilità culturale dei realizzatori: l’uso della lingua mongola collegava il retaggio del paese alle azioni del gruppo terroristico viste nel film. Così, Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli presenta un nuovo simbolo in cui le tribù sono diventate dieci parole cinesi che indicano potere o forza.

logo shang-chi dieci anelli
La versione originale del logo dei Dieci Anelli

Parlando della questione con Variety, Chadwick si è scusata della scelta, affermando che non c’era alcuna intenzione offensiva e che «mettere la lingua mongola nel contesto dell’Afghanistan era un modo per dire “Aspetta, c’è qualcosa di strano qui. Non si tratta semplicemente di un gruppo terroristico del Medio Oriente”. […] Mettendo i nomi delle tribù cercavamo solo di aggiungere un po’ di storia dietro ai simboli».

A rimpiangere questa scelta è stata però la stessa Mongolia. Nel paese asiatico, il dialetto Khalkha – scritto in cirillico (e talvolta in latino) – è predominante, mentre nella Mongolia Interna, una regione autonoma della Cina, la lingua è scritta nella tradizionale scrittura mongola. L’anno scorso, la Cina ha abbandonato l’uso della scrittura mongola nell’insegnamento scolastico della Mongolia Interna.

Alla luce di questa notizia, che ha innescato molte proteste perché mette a repentaglio la vita della lingua, Oyungerel Tsedevdamba, la ministra della cultura che aveva inviato la lettera di reclamo ai tempi di Iron Man 3, ha dichiarato che «la mia richiesta era quella di un bambino felice che ha il pane in tavola ma non la torta. Quando scompare anche il pane, sembra tutto buono, anche un logo di un gruppo terroristico. Vorrei che Marvel avesse mantenuto il simbolo originale. Voglio che il mondo usi la lingua mongola – in qualunque film, in qualunque modo».

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