Chi è Shang-Chi, il protagonista del nuovo film Marvel

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L’1 settembre uscirà in Italia Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, il nuovo film dei Marvel Studios, con protagonista un personaggio di culto dell’universo Marvel, Shang-Chi il maestro del kung fu, qui alla sua prima apparizione cinematografica, interpretato da Simu Liu.

Da Bruce Lee a Shang-Chi

Shang-Chi fu creato nel 1973 dallo sceneggiatore Steve Englehart e dal disegnatore Jim Starlin sulle pagine di Special Marvel Edition 15. Il personaggio fu creato come antagonista di Fu Manchu, il criminale di origine cinese dei racconti pulp degli anni Venti di Sax Rohmer, di cui Marvel Comics aveva appena acquisito i diritti per la trasposizione a fumetti.

All’inizio degli anni Settanta, la moda del kung fu stava imperversando per tutti gli Stati Uniti. Soltanto un anno prima, nel 1972, era uscito nei cinema L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente, uno dei film più famosi e di successo con Bruce Lee, e Marvel Comics decise allora di sfruttare questo nuovo trend.

In quel periodo, la casa editrice si stava infatti guardando intorno alla ricerca di alternative ai supereroi: nell’aprile del 1972 aveva per esempio esordito l’orrorifica The Tomb of Dracula, mentre già nell’ottobre del 1970 era iniziata la pubblicazione della serie fantasy Conan the Barbarian, uno dei più grandi successi di critica e pubblico della casa editrice negli anni Settanta. Diversificazione, quindi, era la parola d’ordine.

Chi è Shang-Chi

Shang-Chi è un esperto di arti marziali cinesi, molto abile nel combattimento corpo a corpo. Anche se non è in possesso di alcun super-potere, le sue capacità fisiche – che derivano nella sua maestria nel ki – sono ai limiti della perfezione umana. Possiede inoltre riflessi talmente sviluppati da riuscite a schivare i proiettili di mitragliatrici e a deviare colpi di pistola con i suoi bracciali. In anni più recenti, Tony Stark ha realizzato appositamente per lui dei nuovi bracciali in grado di aiutarlo a incanalare il suo ki.

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Inizialmente, nei fumetti Shang-Chi era il figlio di Fu Manchu, cresciuto isolato dal mondo e convinto che il padre fosse un benefattore braccato dalle potenze mondiali e non il peggior criminale della Terra. Addestrato nelle arti marziali, fu inviato a uccidere il Dr. Petrie, storico nemico del cinese, ma, commesso il crimine, capì di aver ucciso un innocente e che il vero malvagio era suo padre stesso. Si ribellò così al genitore, divenendone il peggior nemico.

Con il tempo, poi, la parentela con Fu Manchu è stata cancellata, visto che la Marvel ha perso i diritti per lo sfruttamento a fumetti del personaggio. Se per molti anni suo padre è così rimasto un potente criminale innominato, a un certo punto è stato rivelato che il suo vero nome era Zheng Zu. Nel film Shang-Chi è invece figlio di Wenwu/Mandarino, il capo dell’organizzazione terroristica dei Dieci Anelli, di cui abbiamo parlato qui.

Nel corso degli anni, Shang-Chi ha fatto parte di diversi gruppi dell’universo Marvel tra cui gli Avengers, sia quelli “ufficiali” che nella loro versione per le missioni sotto copertura, i Secret Avengers. Ha collaborato inoltre sporadicamente con gli Heroes for Hire (un insieme di eroi “a noleggio” fondato da Luke Cage e Iron Fist), i Cavalieri Marvel (composto da vigilanti di strada come Daredevil e Punisher), i Protettori (formato da eroi asiatici) e gli Agenti dell’Atlas (una divisione dello S.H.I.E.L.D.).

Le storie a fumetti

Englehart e Starlin si occuparono solo delle prime storie del personaggio, caratterizzate da tanta azione e da atmosfere cupe. I due lasciarono spazio a diversi altri autori, che si alternarono sulle pagine della testata regolare dedicata al personaggio, Master of Kung Fu. Tra questi, il principale fu Doug Moench, che – insieme al disegnatore Paul Gulacy – la trasformò in una serie di spionaggio, con Shang-Chi che divenne all’improvviso una sorta di James Bond che stende i cattivi con calci e pugni.

Tutte le prime storie del personaggio sono state di recente ripubblicate da Panini Comics in due volumi di formato Omnibus (Shang-Chi, il maestro del kung fu 1 e 2), che raccolgono i primi 70 numeri di Master of Kung Fu più gli Annual della serie e alcune storie speciali. Negli anni il personaggio il personaggio è stato protagonista di storie personali solo in maniera sporadica.

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Proprio di recente però Marvel Comics ha dedicato al personaggio una miniserie sceneggiata da Gene-Luen Yang – americano di origine taiwanese, noto in particolare per graphic novel come American Born Chinese e Dragon Hoops – e disegnata da Dike Ruan (nato in Cina ma attualmente residente in Italia) e Phillip Tan. Nella storia è stato rivelato che Zheng Zu ha avuto anche altre figli oltre a Shang-Chi, fratelli e sorelle di cui l’eroe era ignaro.

Questa miniserie è stata raccolta a luglio da Panini Comics in un unico volume intitolato Shang-Chi: Fratelli e Sorelle. Ad agosto, invece, la stessa Panini ha pubblicato il volume antologico Shang-Chi. Il più potente maestro di arti marziali della Terra, contenente alcune fra le più importanti collaborazioni recenti del personaggio con altri supereroi come gli X-Men, Spider-Man e gli Avengers, in storie realizzate fra gli altri da Scott Lobdell, Dan Slott e Warren Ellis, David Aja e Jonathan Hickman.

In Italia, il personaggio è piuttosto noto anche grazie al fatto che l’Editoriale Corno – che traduceva i fumetti Marvel negli anni Settanta – gli dedicò una rivista intitolata Shang-Chi maestro del kung fu, durata 54 numeri, in cui trovarono spazio anche altri personaggi a tema “arti marziali” come i Figli della Tigre e Iron Fist.

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