“What If…?”: il fumetto ha colonizzato l’intrattenimento

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What If…? non è nulla di che, ma questa forse è la cosa meno importante di tutte. Sta altrove l’interesse per la serie animata prodotta dai Marvel Studios che immagina storie ambientate in universi alternativi in cui le vicende dei film sono andate in modo diverso rispetto a quanto raccontato nel canone ufficiale.

La prima cosa da dire è che Kevin Feige, boss di Marvel Studios, ha quasi ultimato la trasformazione dell’universo cine-televisivo Marvel in un mondo che gioca secondo le regole del fumetto. Non sto parlando soltanto di adattare trame o archi narrativi ma di adoperare le modalità di ingaggio del fumetto e farle proprie per il cinema e la televisione. Il gioco sta avvenendo anche nell’altro senso, con il fiorire di serie a fumetti che adattano o sviluppano gli universi live-action (Batman ‘66, Wonder Woman ‘77, Batman ‘89). Come fa notare il Guardian, i fumetti al cinema stanno vivendo una fase di crescita ed evoluzione legata alla loro costante presenza sugli schermi da ormai una ventina d’anni.

Se fuori dal mondo Marvel Studios la risposta a questa crescita è stata “facciamoli più violenti, più adulti, più cattivi” (Watchmen, Joker, Deadpool, Logan, il recente The Suicide Squad), la casa di Avengers e soci ha preferito insistere su fumetto e sui suoi meccanismi. Prima i reboot, i crossover e le trame che si sviluppano da un film all’altro, poi il multiverso e la promessa di realtà parallele che si scontrano tra di loro, ora i What If…?, un formato tipicamente fumettistico che ha generato alcune delle storie più amorevolmente assurde e che, proprio come il meccanismo del crossover, è tradotto per il grande pubblico.

D’accordo, esempi di approcci simili si sono visti in passato – gli esempi più immediati che mi vengono in mente sono La paura fa novanta de I Simpson e Il gioco del Se Fossi… di Futurama – ma qui è proprio l’adattamento di un format specifico che cinema e televisione avevano evitato perché fucina di storie bizzarre e fuori da ogni logica commerciale. I tempi sono cambiati e ora anche queste storie alternative sono diventate materiale appetibile per riempire i cataloghi in espansione dei grandi marchi.

Potrà sembrare una considerazione marginale ma trovo che questa resa ai modi fumettistici di raccontare storie sia un segno importante di dove sta andando l’intrattenimento, non una interattività videoludica come si teorizzava una volta – le varie forme di realtà virtuale o aumentate applicate al cinema, ancora troppo poco pratiche come opzioni – ma continui prelievi degli strumenti narrativi del fumetto.

L’altra cosa che stupisce è la resa visiva. Curate dagli studi d’animazione Squeeze Studios, Flying Bark Productions e Blue Spirit (rispettivamente canadese, australiano e francese), le animazioni di What If…? sono convincenti ed espressive, le atmosfere, la composizione e i colori sono azzeccati, forse merito della regia che ne ha valorizzato i punti di forze nascondendo le magagne (tanti totali e pochi primi piani).

Poco altro c’è da dire andando oltre questi due appunti. What If…? è un divertissement modesto, seppur dignitoso, votato all’azione e alla commedia, che cerca di replicare la miscela dei film Marvel ma con un tono molto più ironico. Personaggi nei panni di altri personaggi (Peggy Carter al posto di Steve Rogers, T’Challa al posto di Peter Quill), trame un po’ diverse, comicità nel vedere le stesse scene girate di segno o con altri eroi. Almeno nei primi tre episodi si nota una certa reticenza a lasciarsi andare a idee davvero fuori di testa – nei fumetti il livello medio della conversazione era “E se Zia May fosse stata morsa dal ragno radioattivo?” – rimanendo nel reale del credibile. A quanto pare ci saranno sviluppi futuri (si parla di piani più grandi per la Peggy Carter in versione supereroica) e quindi deve essere tutto coeso e sensato all’interno del gusto Marvel.

In questo senso, altri titoli come Guardiani della Galassia o Spider-Man – Un nuovo universo erano più inclini a inserire elementi di pazzia spuri. What If…?, che sarebbe la casa ideale per queste idee, resta sempre sotto la linea della follia. Magari perché dovrà poi inserire i suoi personaggi nel mosaico dell’universo Marvel e non può andare troppo fuori dal seminato. La speranza è che nel proseguo della serie si abbracci, impenitenti e liberi, la stravaganza dei What If…? fumettistici.

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