Migliori Fumetti 2020 International – Belgio e Olanda

Durante l’estate, Fumettologica pubblicherà una speciale rassegna sul meglio del fumetto mondiale nel 2020. Si tratta della traduzione, con qualche contributo inedito, del ‘best of’ che il britannico Paul Gravett – il più importante critico di fumetti europeo, definito da Neil Gaiman “The man at the crossroads” – pubblica ogni anno sul proprio sito. 

La selezione è un’autentica bussola sulle novità e le tendenze soprattutto nell’ambito del graphic novel (ma non solo), è seguita da molti professionisti dell’editoria di fumetto, ed è realizzata grazie alla collaborazione di una vasta rete di corrispondenti stranieri (per l’Italia, il nostro direttore Matteo Stefanelli). Soprattutto, si tratta di una playlist utile per scoprire quali sono le opere più interessanti pubblicate in Paesi che vanno al di là dei tre mercati principali del fumetto globale – Giappone, Stati Uniti, Francia – e che quest’anno sono 15, dall’Argentina alla Corea del Sud a Singapore.

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BELGIO E OLANDA

La pandemia potrebbe aver avuto un’influenza negativa sui dati di vendita dei fumetti in lingua olandese lo scorso anno, ma la produzione è stata comunque ricca e varia, sia nei Paesi Bassi che in Belgio. Questa è una selezione di sei libri che si sono distinti, tre per ogni paese, due realizzati da fumettisti esperti e uno da un autore esordiente.

migliori fumetti 2020 belgio olanda

Ik kom van ver maar blijf niet lang [“Sono arrivato lontano ma non rimarrò a lungo”], di Ward Zwart & Enzo Smits Bries (editore: Bries)

Lo scorso autunno, Ward Zwart, uno dei disegnatori belgi di maggior talento, è morto all’età di 35 anni. La pubblicazione postuma di Ik kom van ver maar blijf niet lang (“Sono arrivato lontano ma non rimarrò a lungo”) rende assai chiaro quale talento abbiamo perso con la sua morte prematura.

Il libro si basa sull’universo di Wolven, la sua precedente collaborazione con lo scrittore Enzo Smits. Un gruppo di giovani cresce in un villaggio sperduto alla fine degli anni Novanta e più degli eventi, in Ik kom van ver maar blijf niet lang è protagonista l’atmosfera: la foresta che Zwart ritrae con tanto amore, la colonna sonora di Sonic Youth e Unwound, esitanti infatuazioni e sogni infranti, band giovanili, pattinatori e pettegolezzi meschini da piccolo paese. Intere pagine mostrano solo personaggi che camminano in paesaggi mutevoli.

Zwart ha coltivato un lato incompiuto nei suoi disegni, una vaghezza che enfatizza il processo di disegno piuttosto che l’illustrazione finita. Così, il suo ultimo e migliore libro assomiglia a una cassetta VHS a bassa definizione che riporta il lettore in una adolescenza alla fine degli anni novanta.

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Aaron, di Ben Gijsemans (editore: Oogachtend)

Aaron è un giovane che sta cercando di studiare per gli esami estivi. Non sta andando molto bene perché è confuso. I suoi genitori e amici non sembrano capirlo, ma neanche lui conosce bene se stesso. Si rifugia nella sua preziosa collezione di fumetti di supereroi o guarda fuori dalla finestra il campo di calcio, dove ogni tanto viene a giocare un ragazzino.

Quando si accorge di essere irresistibilmente attratto da quel ragazzo e dal figliastro di suo fratello, inizialmente rifiuta di accettare la cosa. Fa di tutto per soddisfare le aspettative sociali, ma fallisce. Fondamentalmente, Aaron non è un libro sull’argomento tabù della pedofilia, ma su un giovane che deve imparare ad accettarsi così com’è, anche se è terribilmente difficile. La sua pedofilia rende la sua vita completamente infelice, ma per l’economia del racconto, avrebbe potuto essere anche un’altra inclinazione irrefrenabile che gli ha impedito di adattarsi alla società.

Dopo il successo internazionale con il suo debutto Hubert (in inglese per Jonathan Cape), Ben Gijsemans ha impiegato sei anni per realizzare Aaron. L’auotre impressiona con uno stile narrativo lento e leggermente distaccato; i suoi disegni sono istantanee che differiscono l’una dall’altra, tanto che a volte ti ritrovi a cercare di distinguerne i cambiamenti. Gijsemans mostra in modo sfumato cosa sta succedendo, ma non fornisce alcuna spiegazione.

Graficamente spiccano una particolare coerenza stilistica e una attenzione quasi maniacale ai dettagli, sia nelle pagine con Aaron che nei fumetti di supereroi che Aaron legge. Disegnando quest’ultimi, Gijsemans dimostra di possedere tutte le capacità che sarebbero state necessarie per lavorare nell’industria americana prebellica dei fumetti. Sia i disegni che le storie sono ottimi pastiche dei supereroi di quel periodo. Aaron deve accettare che non può controllarsi completamente, ma il libro su di lui è controllato all’estremo.

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Alles Leeft [“Tutto vive”], di Wasco (editore: Scratch Books)

L’anno scorso, Wasco ha vinto lo Stripschapprijs, un prestigioso premio nei Paesi Bassi. Nonostante la lunga carriera, il suo nome è ancora abbastanza sconosciuto al pubblico più ampio. Alles leeft (“Tutto vive”) è un libro ideale per conoscere il suo lavoro assolutamente unico.

Il libro è composto da undici fumetti realizzati in 24 ore. Nel caso di Wasco, la pressione di dover finire una storia in un giorno e una notte porta a storie delle più variegate, con protagonisti pinguini, gatti, cani e un uomo con un cappello a punta chiamato Mr. Tuitel, ma anche chiavi e caffettiere possono diventare dei personaggi.

La genesi spontanea è chiara, poiché testi ed eventi del lavoro di Wasco sono molto lontani da un arco narrativo tradizionale. Tuttavia, il modo di fare fumetti di Wasco porta a pagine intriganti che non solo mostrano un mondo di fantasia personale, ma anche una qualità poetica. Con autoironia un po’ esagerata, l’autore stesso descrive le storie della raccolta come “fallimenti ragionevolmente riusciti”.

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Naomi Vertelt 1: Spaans Rood [“Naomi racconta 1: Rosso spagnolo”], di Milan Hulsing (editore: Scratch Books)

In Spaans Rood (“Rosso spagnolo”), la scrittrice adolescente Naomi del precedente libro di Milan Hulsing De Smokkelaar (“Il trafficante”) serve come collante per mettere insieme le diverse trame.

Su un’isola caraibica, osserva i passanti, immaginando per loro vite avventurose, che si impegna a scrivere, per la gioia della sua amica Katja e della sua insegnante di scuola. Scrive di un famoso editorialista che ha dovuto trasferirsi sull’isola quando è stato denunciato per aver plagiato i suoi scritti dai film di serie B di uno sceneggiatore anonimo.

Nel frattempo, cose preoccupanti stanno accadendo anche attorno a Naomi. Che cosa fa esattamente lo zio di Katja sul suo yacht e come gestisce la sua attività editoriale? Nel libro il confine tra le pure invenzioni di Naomi e i fatti reali è deliberatamente offuscato. Gli elementi letterari e le credibili ambientazioni lontane collegano naturalmente il recente lavoro di Milan Hulsing con le classiche storie di Corto Maltese di Hugo Pratt. Spaans Rood è un libro ricco, raccontato da una prospettiva sorprendente.

Zwanendrifters [“Allevatori di cigni”], di Dido Drachman (editore: Scratch Books)

L’ambientazione è quella della provincia olandese di Gelderland negli anni Novanta. La giovane Bettie non sta bene; suo padre è un alcolizzato e suo fratello maggiore è un criminale; sua madre Zwaantje se n’è andata molto tempo fa e rimane un grande mistero per la figlia.

A parte una videocassetta contenente mezza puntata del programma televisivo La ruota della fortuna, a cui aveva preso parte sua madre, a casa Bettie riesce a trovare poche tracce della sua esistenza. Allora inizia a contattare con ex vicini e colleghi per sapere chi fosse Zwaantje. Di fronte ai suoi sforzi, i compaesani hanno pietà della sua situazione e le offrono aiuto. La famiglia di Bettie, invece, non approva.

Zwanendrifters è la storia di una bambina in difficoltà che ricorda in qualche modo l’acclamato libro e film De helaasheid der, ma le differenze sono così evidenti che Zwanendrifters può sembrare solo una controparte tenera e più intima di quest’ultimo. In questo debutto della fumettista olandese Dido Drachman l’uso del colore nei momenti più delicati ci mette di fronte a un’ottima narratrice. Lo spazio per miglioramenti nello stile della narrazione è comunque evidente. Zwanendrifters è un debutto delicato ed empatico.

De Kever en de Koning [“Il coleottero e il re”], di Thibau Vande Voorde (editore: Oogachtend)

Nel 1899, Joseph Lippens parte per una spedizione nello Stato Libero del Congo, possedimento personale del re belga Leopoldo II. Joseph va alla ricerca di suo padre, che è conosciuto come il miglior commerciante di avorio del re, ma è da tempo scomparso. Una sera nella boscaglia, uno strano scarafaggio vola nell’orecchio di Joseph. È l’inizio di un calvario mentale e fisico che durerà per l’intera spedizione.

Non solo Lippens incontra fauna strana e tribù locali che in realtà non ha intenzione di capire, ma nei suoi sogni febbrili Leopoldo II appare come una gigantesca figura paterna. De Kever en de Koning rimanda ogni tanto ad Arsène Schrauwen, l’impareggiabile epica nel Congo di Olivier Schrauwen, ma il suo tono più serio lo rende il primo fumetto fiammingo ad attaccare frontalmente la follia della colonizzazione.

Tecnicamente parlando, le pagine di Vande Voorde mostrano una splendida maestria. Con le sue matite colorate evoca il caldo torrido dei tropici come se ci vivesse da anni. L’unico difetto del libro è il lettering un po’ dilettantistico, ma nel complesso questo debutto è estremamente promettente.

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Questa selezione dei migliori fumetti 2020 pubblicati in Belgio e in Olanda è firmata da Gert Meesters. È stata pubblicata sul sito www.paulgravett.com, e la traduciamo qui con il permesso degli interessati.

Gert Meesters è professore associato di lingua e cultura olandese all’Università di Lille, in  Francia. È tra i cofondatori del gruppo di ricerca sul fumetto Acme a Liegi, in Belgio, e ha cocurato la raccolte di saggi sulla casa editrice francese L’Association, sulla rivista (À Suivre) e sul personaggio di Spirou. Dal 2001 scrive settimanalmente recensioni di fumetti per la rivista di fumetto fiamminga Knack.

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