Addio Ugo Malaguti, grande della fantascienza italiana

morto ugo malaguti
Ugo Malaguti | Foto via Blog di Urania

Ci sono persone che per quasi quarant’anni avresti voluto conoscere, perché hai letto, hai seguito, ti hanno appassionato e sono state appassionanti. Poi per vari motivi, nonostante tu faccia il giornalista e ti occupi di cose pop che con la fantascienza hanno molto a che spartire anche dal punto di vista lavorativo oltre che per passione personale, non lo hai mai fatto. Domenica scorsa per me è arrivato il momento di pentirmene amaramente, perché la vita ha un termine e ciascuno di noi dovrebbe fare quello che vuole e che può sino a che c’è tempo per farlo.

Domenica scorsa nella sua casa di Bologna dove nacque il 21 luglio 1945, se ne è andato dopo una lunga malattia e una vecchiaia non serena Ugo Malaguti, forse la persona più importante per la fantascienza italiana da dopo la nascita di Urania. Sicuramente uno degli autori che andrebbe riletto e studiato e che invece è colpevolmente caduto nel dimenticatoio.

Malaguti infatti è stato uno scrittore ricco e prolifico, un traduttore geniale e velocissimo, un fantastico promotore di iniziative editoriali, festival (qui in video a un convegno), collane e intere case editrici.

Chi era Malaguti? Solo come traduttore ha curato per Mondadori (che lo ricorda in un post), la Nord e altre case editrici libri come Il fabbricante di universi di Philip J. Farmer, Novilunio di Fritz Leiber, La città e le stelle di Arthur C. Clarke, I fabbricanti di felicità di James Gunn, Il telepate di John Brunner, Sabbie, tempeste e pietre preziose di Cordwainer Smith e Stelle del silenzio e della vita di Edmond Hamilton.

La storia di Malaguti è sempre legata alla fantascienza, della quale era innanzitutto un appassionato e onnivoro lettore e un intelligente estimatore e critico, oltre che un autore prodigio. Nel 1965, a poco più di venti anni sostituì Roberta Rambelli alla guida di Galassia e della collana SFBC. La passione era tanta e anche il desiderio di fare da solo: tanto che nel 1967 ha fondato la casa editrice Libra, che ha avuto un ruolo storico di altissima qualità nella fantascienza italiana, pubblicando la rivista Nova SF e poi le collane Slan e I Classici della fantascienza. Era la prima volta che in Italia venivano pubblicate opere di fantascienza in volumi rilegati, con edizioni integrali (Urania “tagliava” per ridurre al formato di rivista fascicolata da edicola) molto ben curate, con introduzioni critiche degne della miglior Einaudi che erano spesso fatte dallo stesso Malaguti.

satana dei miracoli malaguti

Alla guida di Galassia e SFBC passeranno nel 1970 due nomi storici della fantascienza italiana nati alla sua corte, cioè Vittorio Curtoni e Gianni Montanari (che poi andranno alla Mondadori) mentre lui porta avanti una innovativa e interessante politica di vendite dirette per la casa editrice con l’obiettivo di mantenere alta la qualità riducendo i costi della distribuzione. Non ce la fa e nel 1985 Libra, oberata dai debiti, chiude. Nello stesso periodo però Malaguti apre la Perseo Libri, che continua a pubblicare soprattutto la storica rivista Nova SF*. Di nuovo, la qualità costa e il mercato italiano non la supporta: Perseo Libri chiude nel 2007 e passa il testimone a Elara Libri, che ancora oggi stampa poca ma raffinata fantascienza.

Malaguti ha attraversato negli ultimi anni periodi di difficoltà, erano state fatte anche collette tra gli appassionati e gli amici per i suoi problemi di salute e le sue finanze azzerate, senza coperture e assicurazioni. La sua scomparsa porta via una persona preziosa che era schiva, amava organizzare e scrivere più che apparire sui palchi (dai quali faceva tradizionalmente polemica con il “giro buono” della fantascienza nostrana che ancora oggi controlla più o meno tutti gli sbocchi editoriali del settore) e ha sofferto per due decenni molto più di quello che sarebbe stato giusto.

Quel che resta di Ugo Malaguti: molto e pochissimo al tempo stesso. Vale la pena ricordare le sue opere più importanti, casomai riusciste a ritrovarle su eBay o altrove: I giganti immortali, 1963 (con lo pseudonimo di Hugh Maylon); Il sistema del benessere, 1965; I figli del grande nulla, 1965 (con lo pseudonimo di Hugh Maylon); S.O.S. per la galassia, 1965 (con lo pseudonimo di Hugh Maylon); Satana dei miracoli, 1966; La ballata di Alain Hardy, 1968; L’odissea di Alain Hardy, 1968; Il palazzo nel cielo, 1970. Ci sono anche due raccolte significative: Storie di ordinario infinito, 1989 e Millennium, 2001.

Addio Ugo e scusami se non sono mai venuto a presentarmi, per pigrizia e per sfortunate coincidenze. Per i lettori interessati, ci sono queste due interviste che ci raccontano l’uomo e l’autore: questa fatta da Vittorio Curtoni e questa fatta da Francesco Grasso nonché questa che è una delle sue ultimissime interviste, fondamentale per capire la persona e il suo valore.

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Antonio Dini, giornalista e saggista, è nato a Firenze e ora vive a Milano. La sua newsletter si intitola: Mostly Weekly.

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