“Star Red”: la guerra sociale nella fantascienza di Moto Hagio

di Angela Viola Borzachiello

star red moto hagio j-pop manga

Moto Hagio, insieme ad altre mangaka del Gruppo del ‘24, (così dette poiché nate quasi tutte nel 1949, ventiquattresimo anno dell’era Showa), negli anni Settanta rivoluzionò i manga per ragazze (shōjo) inserendo componenti nuovi e audaci in un mondo fino a quel momento appannaggio quasi esclusivamente maschile. Star Red, manga edito in Giappone per la prima volta nel 1978 e pubblicato nel nostro paese a giugno da J-Pop in unico volume, è una miniserie di fantascienza che conferma il talento dell’autrice, alle prese con un genere già affrontato su Siamo in 11!, pubblicato in Italia da Star Comics.

Ambientato alla fine del Ventitreesimo secolo, Star Red racconta la storia di Red Sei, un’adolescente dotata di poteri speciali, dagli occhi rossi e i capelli bianchi, in un mondo in cui le donne non possono più avere figli e l’umanità ha colonizzato Marte – come in Marginal, altro manga di Hagio – trasformando il pianeta in un carcere per criminali terrestri. Sei, nata su Marte nel corso di una guerra con i terrestri, riesce a salvarsi perché è teletrasportata dai genitori sulla navicella spaziale di un umano, che la accudisce e le fa da padre, celando la sua identità, tingendole i capelli di nero e coprendole gli occhi rossi con le lenti a contatto.

Sei, però, sogna di tornare a casa dalla sua gente e conoscere il luogo da dove proviene. È convinta che nel pianeta in cui è nata potrà abbassare le proprie difese ed essere se stessa. La sorte, nella figura dell’enigmatico Erg, superstite di un pianeta distrutto dagli alieni, le offrirà l’occasione per tornare su Marte, scoprire le ragioni del conflitto tra marziani e terrestri e incontrare i suoi simili. Ma la ragazza, pur cresciuta sulla Terra, è di fatto un elemento estraneo, anzi un pericolo per i terrestri e per lo stesso pianeta Marte.

Eppure, marziani e terrestri sono la stessa razza: i primi non sono altro che abitanti della Terra trasferiti su Marte e poi mutati nel corso delle generazioni, sviluppando così dei poteri per adattarsi al nuovo ambiente e assicurarsi la sopravvivenza. Entrambe le popolazioni hanno vissuto delle disgrazie, hanno perso dei familiari e subìto catastrofi. Nella sanguinosa guerra che li vede contrapposti, saranno le “anomalie” a condurre questi due popoli alla pace.

A rendere stimolante Star Red è la diversità dei punti di vista dei personaggi e la crudeltà generata dalla paura del diverso. Da una parte c’è la posizione dei terrestri e quella del malvagio dottor Pebhman, che vorrebbe fare di Sei una cavia per test e sperimentazioni. A questa visione opportunistica e strumentale dei terrestri si contrappone l’ottica di una società aliena, atta a epurare ogni elemento estraneo nell’universo, come Sei ed Erg. 

L’autrice esprime tutte queste posizioni evidenziandone le ragioni e i torti e lasciando al lettore il giudizio finale. Il punto di vista individuale si perde in quello dell’infinità.

Il viaggio di Sei si conclude con un messaggio di rottura e di rinnovamento sociale, indirizzato al superamento dell’opposizione di genere e razza, all’accettazione dell’altro come essere vivente, al di là delle definizioni, oltre la diversità e l’anomalia. Sei è un’estranea ovunque, sempre in cerca di una casa che non troverà mai: a sue spese, nel corso della storia, capirà che la casa, prima di essere un luogo da ricercare, è uno spazio che ci portiamo dentro, un tentativo di creare un mondo che ci somigli.

Anche un essere estraneo allo spazio può giovare all’universo stesso, trovare un modo per far parte del mondo anche se non si è conformi alla norma, all’ordine convenzionale delle cose. La diversità può essere un pericolo, ma anche un’occasione di crescita ed evoluzione: un gesto di fiducia nell’altro e nella natura che apre a molteplici possibilità. 

star red moto hagio manga j pop

Il lettore si confronta con una storia frammentata e complessa che, nel suo dare voce al paesaggio interiore dei personaggi, può apparire dispersiva. L’azione, espressa con un tratto dinamico e talvolta violento, rivela un conflitto sia fisico sia mentale, perché mentale è il potere di Sei, la forza di volontà con cui porta avanti le sue scelte.

Come in Dune di Frank Herbert, i poteri intellettivi dei marziani rivestono un ampio ruolo nella storia. L’ingegno della Hagio risiede nella capacità di narrare i fatti in maniera non lineare, inserendo nel flusso della storia digressioni e vicende secondarie, giocando sull’incastro dei piani narrativi e sulla sovrapposizione dei punti di vista, attraverso un segno tradizionale che parte da Tezuka e rimanda alle atmosfere di manga e anime anni Ottanta, restituendo così al pubblico una dimensione visiva profonda che corrisponde all’intimità dei personaggi.

La lettura complessiva evidenzia l’abilità di una mangaka che non si limita a proporre una storia di avventura, capace di intrattenere ed emozionare anche i lettori di oggi, ma usa la flessibilità creativa del genere fantascientifico per farsi portatrice di messaggi sociali e antropologici importanti.

La profondità e attualità dei temi affrontati in questo manga spazia dagli stereotipi di genere, all’oppressione razziale, alla costruzione dell’identità personale degli individui, alla necessità di preservare l’ambiente, ai legami che vanno al di là della razza e dei generi, al pacifismo e alle strutture sociali. Una fantascienza che riflette sulla realtà contemporanea con una spiccata sensibilità femminista, vicina a quella di scrittrici come Margaret Atwood e Ursula K. Le Guin.

Star Red
di Moto Hagio
traduzione di Valentina Vignola
brossura, 530 pp., b/n
15,00 € (acquista online)

Leggi anche: “Il clan dei Poe”, il gotico in rosa di Moto Hagio

Entra nel canale Telegram di Fumettologica, clicca qui. O seguici su InstagramFacebook e Twitter.