Un fumetto che insegna ai bambini come essere buoni consumatori

consumi fumetto barbagianni

Gli stimoli a consumare, comprare, fare di noi un vassallo del capitalismo sono ovunque, ormai anche nei sogni. Gli adulti – o almeno una parte di essi – sono però consapevoli degli strumenti che esistono per indurli, più o meno subdolamente, a comprare cose che non desiderano nemmeno. Con i più giovani il discorso cambia. La maggior parte di loro è priva di difese immunitarie contro l’attacco delle pubblicità e soprattutto di tutti quei meccanismi che portano all’acquisto disinibito. O, peggio, alla creazione di un bisogno superfluo, che se non appagato genera insoddisfazione, tristezza, nevrosi (parole che trovo edulcorate di fronte al ricordo, mai troppo cicatrizzato, di tutti i videogiochi che non mi hanno mai comprato i miei genitori). In particolare su Internet, un territorio poco e malamente regolamentato.

Consumi: la guida per non farsi incantare viene in aiuto fornendo, a fumetti, regole semplici e indicazioni di massima per essere quanto più consapevoli possibili a proposito – ma ci sono nozioni che fanno comodo anche agli adulti. L’opera, portata in Italia da Il Barbagianni Editore, è curata da Guillemette Faure, scrittrice e giornalista di Le Monde, e Adrienne Barman, illustratrice dietro la serie tassonomica Strana enciclopedia, e parte con il piede giusto, smontando pratiche di marketing e fenomeni psicologici, con uno stile di scrittura comprensibile e un disegno stilizzato ma chiaro nei suoi intenti comunicativi.

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A un certo punto però Consumi: la guida per non farsi incantare assume una posizione barricadera: in una pagina mostra il processo di mercificazione dei film, in particolare di Star Wars (saga che ha inventato questo modello di business ma che qui sta in rappresentanza per qualsiasi blockbuster), e il bisogno di gadget che diventa il motore creativo di nuove pellicole. «A volte i film servono a produrre gadget che ti costeranno molto di più del biglietto del cinema» recita la didascalia alla fine della pagina, di fatto annichilendo qualsiasi desiderio degli spettatori più piccoli nel ricreare, nella loro realtà quotidiana, le storie immaginifiche che hanno visto sugli schermi.

Strano allora che, a corollario di quella regola, non ci fosse anche un bel «non comprate questo fumetto, leggetelo in biblioteca, eviterete di fare una spesa in più». È un peccato perché la forma fumetto si presterebbe tantissimo a veicolare moltissime informazioni senza sovraccaricare il lettore di testo – come peraltro Consumi fa, nelle sue pagine migliori.

Si accenna appena all’unica vera arma del consumatore, la lettura dell’etichetta e lo studio delle materie prime che compongono un prodotto. È un atteggiamento che però non si può ridurre a una regoletta e pretende impegno, sforzo, fatica. Capisco che sia difficile riassume questa mentalità in una frase ma così facendo si cade preda di quelle stesse mistificazioni del marketing: tutto veloce, tutto immediato, tutto semplice.

Pur mosso da buone intenzioni, questo fumetto si scorda a tratti del suo reale compito: non un indottrinamento luddista, ma un testo che fornisca gli strumenti contro un marketing sempre più aggressivo e che arriva da tutte le parti ed educhi i lettori affinché comprino con consapevolezza e lucidità.

Consumi: la guida per non farsi incantare
di Guillemette Faure e Adrienne Barman
traduzione di Lorena Cosimi
Il Barbagianni Editore, ottobre 2021
Brossurato, 48 pp., colori
17,50 € (acquista online)

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